Intervista alla casa editrice Passabao

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Con gioia ospito su Milkbook l’intervista a Passabao, una casa editrice indipendente specializzata in letteratura per l’infanzia che ancora in pochi conoscono, perché è molto giovane e perché centellina le sue uscite, ma che sa davvero rivolgersi ai bambini in modo scrupoloso, poetico e giocoso.

Uno dei libri che ha pubblicato, Ghirighì, è fra quelli che maggiormente mi divertono e appassionano nelle letture ad alta voce ai bambini piccoli, grazie alla musicalità e alla ciclicità della storia, che scorre limpida e ritmica fino all’ultima pagina, ed è per questo che lo consiglio sempre a genitori ed educatori a partire dall’asilo nido.

A breve uscirà il quarto titolo del suo selezionatissimo catalogo, Carte di famiglia, una raccolta di tante famiglie diverse, raccontate attraverso bellissimi e variegati collage realizzati da Erika Suozzo, che è partita dai ritratti veri delle tante famiglie che hanno collaborato al progetto. Ne sentirete presto parlare.

Intanto potete conoscere meglio lo spirito e la consapevolezza che anima questa casa editrice piemontese direttamente dalle parole delle sue fondatrici, Silvia Albesano e Ilaria Dal Canton.

Intervista a Silvia Albesano e Ilaria Dal Canton di Passabao

Silvia Albisano e Ilaria Dal Canton

Quando nasce il vostro progetto editoriale e dov’è la sede della casa editrice?

Passabao nasce nel 2016. Abbiamo cominciato con due libri formalmente auto-pubblicati da Ilaria Dal Canton, in qualità di illustratrice e co-autrice, ma l’auto-edizione nel nostro caso è sempre stata intesa solo come un primo passo verso la creazione di una casa editrice vera e propria: un traguardo che abbiamo raggiunto un anno dopo, nell’aprile 2017. La nostra sede è attualmente ad Alba (CN).

Chi sono i fondatori e da quali esperienze professionali arrivano?

All’origine di Passabao ci sono Silvia Albesano e Ilaria Dal Canton, due amiche ventennali che dai tempi dell’Università condividono, tra altre cose, la passione per l’illustrazione e i libri per bambini. Silvia ha una formazione filologica, una lunga esperienza nel mondo dell’editoria come traduttrice (dal tedesco e dall’inglese) e revisore editoriale, ed è stata insegnante a contratto, per dieci anni, di Storia della lingua italiana all’Università di Lugano. Ilaria ha invece alle spalle una laurea in Filosofia e un dottorato in Teoria e analisi del testo, e a sua volta una certa esperienza come traduttrice e redattrice. Dal 2008 illustra libri per bambini.

Ghirighì

Quali titoli avete finora pubblicato? E quanti titoli pensate di pubblicare all’anno?

Abbiamo pubblicato tre titoli: Vita da rana, Ghirighì e Bestiolario , mentre il quarto è in uscita a fine settembre. Per il momento vorremmo mantenere la media di un paio di libri all’anno (è pochissimo – lo sappiamo – ma preferiamo fare le cose per bene!) e speriamo di crescere…

Come nascono i vostri libri? Qual è il tipo di studio che portate avanti e quali sono i passaggi importanti che seguite nella lavorazione?

I tre libri che abbiamo pubblicato finora sono nati dalla collaborazione tra Ilaria e Georgina Ponce Blasco, che si sono conosciute in Spagna. Georgina era una brillante educatrice in un asilo nido e aveva concepito delle storielle sui colori per giocare con i “suoi” bambini. Ilaria stava lavorando al Piccolo dizionario per animali poliglotti (Corraini, 2013, in cui i versi degli animali sono proposti in sei lingue diverse) e scoprendo l’universo delle onomatopee e della loro trasposizione grafica. È nata così l’idea di una piccola serie di libri per la fascia 0-3 anni in cui il tema dei colori, calato in una storia semplice, con un piccolo colpo di scena finale, offrisse lo spunto per un momento di gioco e complicità tra il bambino e l’adulto lettore: un gesto e un suono da fare insieme.

In generale, i nostri libri partono da un’osservazione attenta e curiosa dei bambini stessi e delle loro reazioni, predilezioni ecc. (che cosa li fa ridere? che cosa li sorprende? e così via). Da loro vengono le idee migliori, che possono diventare prima una storia o un’immagine, poi un progetto…
Il prossimo libro che pubblicheremo, Carte di famiglia, allarga un po’ lo sguardo, sia rispetto alla fascia d’età a cui ci rivolgiamo, sia per i contenuti, e riguarda la famiglia, o meglio le famiglie e la loro varietà (senza ambire, però, a classificazioni o tassonomie). Ci piacerebbe che fosse il primo di una serie di libri in cui i bambini esplorano la relazione con gli altri, i genitori o i loro affetti di riferimento in primo luogo, ma vorremmo riuscire a cogliere e rispettare il loro punto di vista di «persone piccole».

Carte di famiglia

interno di Carte di famiglia

 

Qual è la ricetta Passabao per realizzare un buon libro per bambini? Quali ingredienti deve avere?

Non crediamo che ci possa essere una ricetta unica: tanti sono i libri bellissimi e per fortuna sono molto diversi tra loro. Noi cerchiamo di fare libri divertenti, ironici ma con un pizzico di poesia, che regalino un sorriso e un momento d’intimità con il bambino al quale si legge.

Bestiolario

I vostri libri rivolti ai più piccoli non rinunciano alla complessità linguistica, alla cura grafica, all’uso di testi ritmici e sonori, al ricorso a topoi fiabeschi. Quali sono gli elementi che ritenete indispensabili?

Crediamo che un bel libro debba essere curato: nelle immagini, nel linguaggio, ma anche nei materiali di cui è fatto – carta, filo, inchiostro. Una cosa semplice e immediata nella fruizione non è necessariamente semplice da realizzare e, soprattutto ai bambini, bisognerebbe offrire (tante) belle parole, belle figure e begli oggetti. Non è solo educazione estetica o linguistica (che pure non sono da disprezzare!), è anche un modo indiretto e non invasivo di incoraggiarli a sviluppare il senso critico e la capacità di scegliere.

 

Vita da rana

 

Come scegliete gli autori e gli illustratori dei vostri libri?

La scelta degli autori, sia dei testi che delle immagini, non è per nulla facile, soprattutto perché, pubblicando così poco, è un’esigenza vitale mantenere un’identità forte. Questo significa che ci può capitare di rifiutare libri che ci piacciono per ragioni di coerenza. Ma è pur vero che abbiamo un debole per i progetti non pedagogici, piuttosto ludici ed empatici, e per le illustrazioni vivaci e non stereotipate.

Il vostro esordio editoriale ha avuto un buon riscontro, con recensioni positive e apprezzamenti: e per quanto riguarda la diffusione? Come avviene la distribuzione dei vostri titoli?

In principio ce la siamo cavate da sole: una casa editrice a conduzione familiare! Da settembre 2017, però, abbiamo un distributore attento, iBooken, e crediamo sia una vera svolta!

Oltre alla vendita dei libri, quali altre attività portate avanti per promuovere e far conoscere i vostri libri?

Proponiamo laboratori e letture nelle librerie, nelle biblioteche e nelle scuole. Abbiamo avviato una collaborazione per noi molto stimolante con una musicista, Simona Colonna, che anima le letture dei nostri libri con l’accompagnamento di piccoli strumenti a percussione e sequenze cantate, valorizzandone le sonorità.

Obiettivi e progetti per il futuro prossimo?

Sopravvivere e continuare a fare libri, possibilmente bellissimi!

 


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