Intervista alla casa editrice Sinnos

Condurre questo lungo giro di interviste alle case editrici per bambini e ragazzi italiane mi sta dando l’opportunità di scoprire dettagli della loro storia e del loro lavoro che erano oscuri per me fino a oggi. Ero convinta di sapere quasi tutto, e invece… Prendete le risposte di Della Passerelli, direttrice editoriale della indomita casa editrice romana Sinnos, e giudicate voi stessi. Per me sono state una sorpresa e una scintilla per guardare con occhi ancora più attenti e interessati alle loro pubblicazioni.

Intervista a Della Passerelli – Sinnos edizioni

Quando è nata la casa editrice e quali erano inizialmente i suoi intenti?

Sinnos nasce nel 1990 in un luogo piuttosto particolare: il carcere di Rebibbia Penale. La nostra Costituzione, e di conseguenza le leggi che ne derivano, ha previsto – con grande lungimiranza – che il fine della pena è quello di recuperare chi ha commesso un reato. Riprendere cittadini, renderli consapevoli – attraverso la pena – della gravità di quanto commesso, e però offrire loro la possibilità di essere riammessi nella società esterna. Così è accaduto ormai quasi trent’anni fa, quando un piccolo gruppo di detenuti aveva imparato ad impaginare e ha proposto a noi volontari di far nascere una cooperativa editoriale che fosse service per altri editori, ma soprattutto una casa editrice per ragazzi. Grande il ruolo svolto da Antonio Spinelli, che ci ha lasciato troppo presto: a suo nome c’è il nostro progetto di promozione alla lettura “Le biblioteche di Antonio”, perché da quel luogo cupo e spesso dimenticato partisse un progetto editoriale che lasciasse il segno (Sinnos, segni in sardo), offrendo punti di vista diversi, storie e immagini per crescere lettori e cittadini futuri responsabili e capaci di partecipare.

Della Passerelli
Della Passerelli

La vostra casa editrice è nota per essere molto vicina alle tematiche sociali, all’interculturalità, all’accoglienza. Questa vocazione si riflette in molte pubblicazioni del vostro ricco catalogo: quanto la buona letteratura per bambini e ragazzi può favorire la conoscenza, l’integrazione e la comprensione del diverso da sé? Che ruolo ha in questo senso?

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Chi decide che un libro è buona letteratura? Che le illustrazioni siano di grande qualità? Possiamo avere idee differenti su questo. Noi di Sinnos riteniamo che i libri a tema non siano “buoni libri” e quindi non li cerchiamo e non li pubblichiamo.
La letteratura e le illustrazioni di qualità non sono mai a tema. Certo, ci sono le idee degli autori, c’è la loro visione del mondo, che è portatrice di tanti temi diversi, che noi stessi possiamo ritrovare. La questione è avere a che fare con libri che, per dirla con Aidan Chambers, ci affascinino per «l’essere che abita quei testi», e potremmo aggiungere quelle illustrazioni. A questo proposito, consiglio a tutti di leggere La penna di Anne Frank di Aidan Chambers, dal quale traggo questa piccola citazione e quella che segue tra poco, edito da Equilibri.

«Perché una buona storia è quella che ci fa riflettere in modo inedito su me stesso, e alla fine del libro non mi trovo mai dove mi trovato all’inizio».

Penso che nostro dovere sia quello di far sì che i più piccoli da subito si abituino ad affrontare questa complessità, che non è concetto negativo, ed esercitare pensiero, pretendere tempo. Perché possano attraverso un libro interrogarsi e ritrovare sé stessi prima di tutto. E quindi saper affrontare i nodi difficili della nostra esistenza, come quello della accoglienza, delle scelte, dei giudizi che diamo sulle persone e sulle cose, delle differenze, delle questioni economiche, sociali, scientifiche (questo argomento lo abbiamo affrontato in Lena e la Cittadinanza scientifica di Maria Nicolaci pubblicato in Nomos, unica collana rimasta del nostro passato, di divulgazione sulla legge e quindi sui diritti e i doveri di ciascuno di noi).

Lena e la cittadinanza scientifica

Quali sono le tappe principali che hanno segnato la storia della casa editrice?

La prima è aver pensato, grazie al contributo di Vinicio Ongini, allora maestro elementare, alla collana I Mappamondi. Collana ormai storica che dava voce ai singoli immigrati, in doppia lingua. Quell’idea di collana ci ha aperto la strada dei libri per ragazzi, ci ha messo in contatto con esperti, librai, bibliotecari, insegnanti e lettori. Abbiamo potuto contare sul riconoscimento di Tullio De Mauro, che ha introdotto la collana.

Così come è successo per il primo della collana Nomos, Lorenzo e La Costituzione, introdotto da Giovanni Conso e Stefano Rodotà. Queste due collane ci hanno permesso di essere accolti e di iniziare un cammino di ricerca che ha fatto sì che i grandi temi della non generalizzazione, della consapevolezza di poter essere parte attiva della nostra società, si sia poi declinata nella crescita di Sinnos: nella narrativa, negli albi, nelle graphic.

Lorenzo e la Costituzione

La prima nostra partecipazione alla Fiera del Libro di Bologna, nel 1996, è stata sicuramente tappa fondamentale. Abbiamo visto la bellezza dell’editoria per ragazzi italiana e straniera e abbiamo capito che non potevamo fermarci al contenuto, ma che la forma ha un ruolo fondamentale per un libro, in particolare per un libro per ragazzi.

In mezzo a queste due tappe ci sono stati gli incontri con le Biblioteche di Roma, con Roberto Denti e Silvana Sola, con Walter Fochesato e la rivista Andersen (che ci tirava le orecchie perché dovevamo essere “belli” oltre che “utili”).

E poi gli incontri con autori e illustratori, da Luisa Mattia passando per Janna Carioli, Elena Baboni, Sophie Benini Pietromarchi, Paolo Domeniconi, Andrea Rivola, Federico Appel, per arrivare a Fabio Stassi, Marco Paci, Patrizia Rinaldi e molti altri ancora che trovate nel nostro catalogo.

La compagnia dei soli

L’incontro con Assia Petricelli e Sergio Riccardi ha aperto alle graphic (sono gli autori di Cattive Ragazze), che segnano un altro passaggio: la possibilità di parlare, stavolta sì, di grandi temi, con un linguaggio diverso e attraente per ragazze e ragazzi.

Cattive ragazze

Quanti titoli per bambini e ragazzi pubblicate all’anno?

Ne pubblichiamo tra i 23 e i 25: albi, prime letture, narrativa per bambini e adolescenti, graphic novel…

Quali sono i titoli, all’interno del vostro catalogo, che hanno rappresentato una “svolta” per la vostra casa editrice, e perché?

La scelta, di Luisa Mattia, primo romanzo della nostra collana Zona Franca, rivolta agli adolescenti; e La prima volta che sono nata, con cui ci siamo aperti all’incontro con la letteratura straniera e al segno dei suoi autori: un albo che abbiamo amato fin dal primo incontro e che ci ha anche permesso di farci conoscere al grande pubblico.

La scelta

Oggi l’editoria per l’infanzia in Italia è un settore molto competitivo e con realtà anche indipendenti di assoluto valore: come la vostra casa editrice riesce a stare al passo e a mantenere salda la sua identità?

Sono ottimista di natura e soprattutto siamo un gruppo che lavora discutendo molto, interrogandosi e dubitando, come se si dovesse ricominciare sempre da capo. L’atteggiamento che abbiamo, il modo in cui lavoriamo insieme, ha fatto sì che potessimo proseguire il nostro lavoro. Credo poi che questa crisi economica e culturale che stiamo vivendo abbia risvegliato in alcuni il desiderio di cercare qualità, di non accontentarsi, anche nei libri per ragazzi. E sono certa che anche questo ci sosterrà nel proseguire.

La prima volta che sono nata

 


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