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Un ascensore che sale e, di piano in piano, porta a una nuova consapevolezza di sé

"L’ascensore" scritto da Daniele Bergesio e arricchito dalle poetiche illustrazioni di Olha Muzychenko ci parla di ricerca e acquisizione della consapevolezza, di sé e del mondo. Un processo che non può prescindere dalla famiglia e dall’ambiente in cui cresciamo

Un ascensore è il protagonista della vicenda così come del formato, unico e inusuale, di questo particolare albo illustrato che racconta una storia tutta in salita come, spesso, in salita è la vita.

L’ascensore

di Daniele Bergesio, illustrazioni di Olha Muzychenko, VerbaVolant Edizioni, 2019

L'ascensore, copertina

Uno, due, tre e ancora più su, seguendo i piani della casa in cui vive la piccola Iris, bambina dai morbidi boccoli rossi. Iris è nel bel mezzo di una giornata estiva apparentemente simile a tante altre. Giornate di vacanza in cui pare non ci sia mai nulla di particolare da fare.

Certo, si potrebbe usare la bicicletta, giocare a pallone, colorare con i gessetti il pavimento ma la noia è lì dietro l’angolo, pronta a rendere faticosi e lunghi i pomeriggi e la voglia di provare qualcosa di diverso è molta di più. Ecco, allora, che la casa stessa può diventare un’ottima alleata alla ricerca di giochi e avventure nuove. La casa è grande, i piani non mancano e l’ascensore attira la curiosità della ragazzina. Una curiosità che ha bisogno di conoscere e di essere nutrita soprattutto con piccole cose.

salire un piano dopo l'altro

E allora via, pronti a salire, di piano in piano, per entrare nel mondo di Iris e conoscere i suoi familiari attraverso gli occhi della bambina. Basta pigiare un bottone per iniziare un’avventura che ha tutto il sapore di essere foriera di scoperte e possibilità inesplorate.

Un piano, un familiare, una storia

Tutti sembrano impegnati, tutti pare che abbiamo qualcosa da fare, così anche Iris decide di iniziare a vivere l’impegno della sua giornata speciale. La mamma sta spolverando, è occupata, ma aiutarla fa sì che il tempo scorra più velocemente tra risate e chiacchiere.

Lo zio è seduto a un tavolo pieno di fogli, foglietti e appunti. Il disordine regna sovrano nel romanzo della sua vita. Ecco che Iris coglie l’occasione per rendersi utile imparando a scrivere numeri fino a duecentocinquantasette e riordinando così le pagine del suo manoscritto.

interni de L'Ascensore

La stanza del nonno è davvero particolare visto che un tempo viaggiava spesso e, di ritorno a casa, portava un sacco di regali. Oggi che non si sposta più, regala viaggi di fantasia a chiunque voglia ascoltarlo e arrivare così in ogni luogo del mondo.

E la nonna, dov’è? Ora non c’è, ma resta il profumo di legno e lavanda che arriva dall’armadio. Un profumo che sa di casa, sempre uguale, tanto da richiamare alla memoria i ricordi più dolci che una nipote possa conservare. Quando era più piccola, Iris si sedeva su una sedia a dondolo bianca aspettando che la nonna le cantasse una canzone fintanto che poi non riusciva ad addormentarsi. La sedia c’è ancora, sempre uguale e sempre nello stesso posto. Ritrovarla è proprio un tuffo emozionante nel passato.

interni del libro L'ascensore

Infine, all’ultimo piano la camera di Iris stessa. Un letto, un comodino, un piccolo armadio, una scrivania e tanto spazio libero. Uno spazio perfetto per accogliere tutti gli oggetti recuperati in giro per i vari piani della casa, oggetti che possono essere smontati, rimontati e assemblati in qualcosa di diverso e speciale. Uno spazio perfetto per liberare la fantasia.

Per tornare in ascensore e salire ancora più su fino al tetto perché:

Fu lì che finalmente, dopo una giornata incredibile, Iris scoprì cosa significa davvero “cercare qualcosa”.

Trovo che questo albo sia un dolce inno alla ricerca di noi stessi. Un albo che ci ricorda anche l’importanza e il valore della famiglia, dalla quale non possiamo prescindere, tassello di conoscenza fondamentale per comprenderci meglio ed essere liberi di andare, poi, alla scoperta del mondo.

L'ascensore di Daniele Bergesio

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