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La maestra è una marziana?

Ci siamo! Tra qualche giorno le campanelle suoneranno e i bambini italiani, da nord a sud, cominceranno il nuovo anno scolastico. Come genitori, una delle speranze a cui ci aggrappiamo è quella di trovare maestre e maestri appassionati, competenti, preparati, che siano fonte di ispirazione e sostegno per i nostri figli. Quello che noi tutti ci auguriamo è che almeno la qualità degli insegnanti sia elevata, mentre sul resto (stato degli edifici, piacevolezza degli ambienti, varietà del menu scolastico eccetera) siamo forse disposti a chiudere un occhio.

Ma loro, i bambini, a cosa pensano in questi giorni che precedono l’ingresso a scuola? Anche loro si preoccupano dei maestri che incontreranno?
Da quello che emerge leggendo La maestra è una marziana?, nuovo albo illustrato pubblicato da La Margherita, parrebbe proprio di sì:

La maestra è una marziana?

Michaël Escoffier, Clément Lefévre, La Margherita, 2015
Età di lettura consigliata: dai 4 anni

Cover-La maestra è una marziana

Cos’è quella navicella che si cala dall’alto nel pieno della notte? E perché quell’uccellino celeste in bilico sul filo della luce indossa un casco spaziale?
Il mistero si accende sin dalla bella copertina virata nei toni del blu e del viola.

Apriamo l’albo e si è fatto giorno. Il primo giorno di scuola! I bambini si incamminano verso l’istituto, incontrandosi e salutandosi tra le vie di una città sfavillante e poetica: cieli rosa, nuvole gialle, negozi e palazzi dalle superfici zuccherose.

I bambini si salutano

I loro dialoghi, racchiusi in nuvolette bianche, hanno un unico soggetto: la nuova maestra.

Hai sentito?
Sentito cosa?
Sembra che la nuova maestra sia una strega.
Chi te l’ha detto?
Francesco. Il cugino del nipote del vicino di casa della direttrice.

Mentre le bambine parlano, ci accorgiamo che intorno a loro succedono cose strane: i colombi vanno in bicicletta, le barchette di carta navigano sulle pozzanghere d’acqua, gli alberi mutano forma e colore.

Di bocca in bocca, il racconto della maestra assume contorni sempre più spaventosi e drammatici. Pare che la crudele maestra una volta abbia trasformato una bambina in un cavallo solo perché chiacchierava.

cavello appeso

Via via che lo stato d’animo generale si incupisce, le paure si riversano anche sulle pagine: le strade cambiano nome, il paesaggio si trasforma e si fa inquietante, gotico, con particolari raccapriccianti.

Le ragazzine si fomentano l’un l’altra, aggiungendo particolari e nuove versioni della storia sempre più angoscianti, ma c’è un maschietto, l’unico bambino presente, che dissente e appare infastidito e scettico.

Il tragitto per arrivare a scuola si fa minaccioso, pericoloso, oscuro. Al posto dei palazzi vediamo rocce e montagne incendiate, protuberanze tentacolari, atmosfere infernali. Ogni nuova bambina che si aggiunge al gruppetto, dice la sua sulla maestra, attribuendole ogni genere di mostruosa caratteristica: sembra che sia un orco, che venga da Marte, che mangi animali, alberi, fiori… bambini!il paesaggio diventa cupo

E alla fine, come c’era da aspettarsi, giunte faticosamente di fronte al portone della scuola, nessuna ha più voglia di entrare.

Solo Marco, il maschietto che non sembrava credere a tutti quei racconti, si fa avanti coraggiosamente: Volevo dirvi che, per quanto riguarda la maestra, è peggio di quanto pensiate.

Marco entra per primo a scuola

Non vi anticiperò certo come va a finire, ma in effetti il bambino è l’unico a conoscere la verità.
E non credo proprio che sia un caso che il ruolo delle chiacchierone e “pettegole” sia stato attribuito solo a protagoniste femminili… L’autore ci sta prendendo un po’ in giro? Vuole dirci qualcosa?

Io non mi sono offesa, semmai divertita. Credo che la leggerezza sia la chiave di lettura giusta per questo libro. Io l’ho scelto per introdurre il tema dell’inizio della scuola in quanto affronta in modo indiretto e fantasioso le paure e le resistenze che tanti bambini manifestano alle soglie di questo importante giorno.

Altra caratteristica dell’albo che ho molto apprezzato è stata quella di trasferire il mondo interiore dei bambini anche all’esterno, attraverso illustrazioni e colori che rispecchiano lo stato d’animo mutevole dei piccoli protagonisti.

Quando inizia la scuola? Un video esilarante

E ora, a proposito di scuola che comincia, mi concedo una digressione; un video esilarante realizzato in questi giorni che vi invito a guardare, uno scherzo fatto ad alcuni genitori, ai quali è stato detto: “La nuova riforma scolastica prevede l’inizio della scuola a dicembre“. Godetevi la reazione di queste mamme, papà e nonni:

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2 Responses

  1. Sembra esilarante,!ma dal momento che almeno qui non ci sono tensioni… farò finta di niente 😀 Grazie!

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