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La Nave dei Folli: quando la follia diventa normalità

Un albo illustrato si acquista per, talvolta con, i nostri figli pensando ad un momento di lettura condivisa. Eppure ci sono picturebook che meritano di non restare confinati nello scaffale dei più piccoli, perché sanno parlare anche a noi genitori, hanno contenuti e rimandano a suggerimenti che solo un adulto può cogliere.

La Nave dei folli

Marco Taddei, Michele Rocchetti, Orecchio Acerbo, 2016
Età di lettura consigliata: dagli 8 anni

La nave dei folli copertina

Trovo che La Nave dei folli abbia saputo mantenere appieno questa doppia veste: restare gradito ai suoi principali lettori e strizzare l’occhio ai più grandi. È in assoluto un picturebook di pregio che mantiene un perfetto equilibrio tra un approccio verbale alto e scelte figurative eccellenti.

Le illustrazioni di Rocchetti già di per sé costituiscono una sequenza narrativa, ciascuna tavola è un quadro, con la propria cornice. I visi dei personaggi rimandano a maschere africane e talvolta ad icone giapponesi; il tutto lascia trasparire un’intensa ricerca nella tecnica: possiamo rintracciare accenni di cubismo e, appena sfogliato, non è difficile associare l’insieme a pennellate dell’arte pittorica del futurismo.

interno de La nave dei folli

Il testo, suddiviso in 21 brevi capitoli, non viene oscurato dalla ricchezza iconografica ma mantiene inalterata la sua forza sia con la storia che nella ricerca stilistica.
Marco Taddei ha svolto infatti un lavoro encomiabile, l’uso di una scrittura ricercata, termini desueti o declinati ironicamente. È stato divertente leggere e sottolineare frasi, parole e poi usarle, per gioco, con i figli: corbezzolata, squadernare, svirgolare, sciroppare decisamente i termini più gettonati!
Molte espressioni sono semplicemente belle, come quando si descrive un volo altissimo:
una coda cetacea s’alzo dall’acqua per pigliarli di collo e, come un dardo, farli volare solcando la notte così in alto che avrebbero potuto intascarsi un paio di stelle.

Intascarsi un paio di stelle, dice tutto, no?

Oppure si descrive un evento inaspettato come “un miracolo strano e bistorto”.

I riferimenti colti

Non posso non sottolineare alcuni accenni colti, offerti dall’autore senza nessuna velleità intellettuale ma con leggerezza, come se svelarli non fosse indispensabile: da sé il titolo già ci ricorda “L’elogio della follia” di Erasmo Da Rotterdam, poi nel testo s’intravedono il Caronte dantesco, il mostro di Lochness, ovviamente Jules Verne e il frasario di Gargantua e Pantagruel così come si ricorre al mito di Bahamut, uno dei sostegni del mondo, sotto il quale giaceva forse l’inferno.

viaggio all'inferno

E la trama?

Si racconta che Brandano – un giovane figlio di bottai – si svegliò dal suo sonno pomeridiano con una certezza: la terra è tonda. Nel tentativo di convincere tutti della sua scoperta, parlò, schiamazzò, cantò ma, considerato un perdigiorno, fu convinto ad imbarcarsi su una bagnarola con la scusa che così avrebbe dimostrato la sua teoria, ma con l’intento non troppo nascosto di liberarsene.

Era abitudine, in età medioevale, di allontanare i diversi e i pazzi, caricandoli su una nave senza guida né timone e lasciarla andare alla deriva al largo dalle correnti.

la bagnarola

La Nave dei folli ha un finale diverso. Brandano con la sua ciurma di indesiderati parte diretto verso l’Oriente perché – riflettono – “lì si fabbrica il sole e conteremo quanti sono i soli che hanno fabbricato così da capire i giorni che questo mondo ha ancora davanti”.

A loro si aggiungerà una fanciulla, non solo gran cuoca ma esperta di costellazioni e grande studiosa, stanca di restare sull’Isola dei Sonnambuli – dove tutti vivono mezzi dormienti. Il viaggio è rocambolesco, tante le prove da superare – persino un passaggio nell’inferno, ma con ingenuità e un pizzico di follia riescono a tornare a Saggionia e per il solo fatto “che partito con una bagnarola verso una direzione fosse tornato a piedi dall’altra”, Brandano dimostra a tutti la fondatezza del presentimento iniziale: la Terra è tonda!

la nave dei folli

La realtà si ribalta, la follia diventa normalità. I matti vengono accolti con gran festa, si ribattezza Saggionia con Mattonia e il paese diventa “balzano, allegro e chiassoso”.
E Brandano? Per lui non cambia nulla, quel viaggio lo ha fatto per il gusto di farlo, con leggerezza, senza il bisogno di dover dimostrare quanto valesse, perché Brandano che la Terra fosse tonda, lo sapeva già!

Consiglio di lettura

Affrontate la lettura de La Nave dei folli con disinvoltura, lasciatevi guidare dall’ironia, dai giochi di parole, enfatizzate i passi e i termini più colti. È tutto lì, a portata di mano. Il pubblico, vostro figlio o i bambini ospiti di una lettura ad alta voce, vi ascolteranno divertiti, senza dubbio.
E, mi raccomando, riponetelo nel mezzo della libreria, un po’ vostro, un po’ dei vostri ragazzi!

E ora godetevi anche questo folle booktrailer:

Pronti a salpare con Brandano e la sua stravagante ciurma? Il libro è in vendita anche qui!

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