La piccola renna: storia di un’amicizia segreta

In queste giornate di gelo e di neve che fiocca in tante parti d’Italia, mi è venuta voglia di tirar fuori dallo scaffale La piccola renna dell’imponente autore e illustratore british Michael Foreman. Uscito in Inghilterra nel 1996 per Andersen Press, l’albo si è affacciato qui da noi solo a distanza di 15 anni grazie alla casa editrice Camelozampa, che ha di recente riproposto una necessaria ristampa.

Foreman è un veterano nel campo editoriale e ha realizzato oltre 300 libri (non solo per bambini). Il primo, dal titolo The General, risale al 1961 e nel 2011 ha festeggiato il suo cinquantesimo anniversario.

La piccola renna

Michael Foreman, trad. Sara Saorin, Camelozampa, 2015
Età di lettura consigliata: dai 4 anni

copertina di La Piccola Renna

La piccola renna è la storia di un’amicizia segreta tra un bambino e una renna. Un’amicizia scoccata per caso, come un desiderio impossibile che si realizza il giorno di Natale.
L’albo comincia con l’immagine di un bosco notturno innevato. In un paesaggio ovattato e onirico, una giovane renna viene attirata dal trambusto che proviene da alcune casette di legno in lontananza.

la renna è attratta dalle case

Avvicinandosi curiosa alla soglia di una di queste casupole illuminate e brulicanti, scorge all’interno una lunga fila di ometti intenti ad avvolgere con la carta degli animali giocattolo gialli, rosa, verdi e blu. In mezzo a quella confusione, la piccola renna finisce anche lei per venire incartata e impacchettata come un regalo! Ed in men che non si dica scivola fin sulla slitta di Babbo Natale, che è pronto a fare il giro del mondo per consegnare i doni a tutti i bambini della Terra.

la piccola renna osserva gli elfi

Durante il viaggio, il pacchetto-renna atterra accidentalmente sul tetto di una New York piena di grattacieli e manifesti pubblicitari e viene notato da un ragazzino che lo “scarta” esclamando un gioioso: “Wow! Che regalo!”.

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Il bambino decide di tenere la renna con sé e di prendersi cura di lei proprio lì, su quel tetto che si apre sul cielo. Non può portarla a casa, non glielo consentirebbero, ma può predisporre per lei una cuccia di paglia e un riparo caldo dentro la voliera in cui vivono le sue colombe.

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È un bambino affettuoso e responsabile, lo si capisce già da come nutre e protegge quegli uccelli riconoscenti che sempre tornano a prendere posto nella voliera, dopo i loro viaggi su e giù sopra i palazzi. E adesso ha una nuova amica, a cui dà da mangiare panini al burro di arachidi, e con cui passeggia osservando dall’alto il brulichio della metropoli sotto di loro.

Il rapporto tra il bambino e la renna è tranquillo e contemplativo, è un’amicizia che cresce a piccoli passi, stagione dopo stagione, mentre gli acquerelli di Foreman ci restituiscono scorci cittadini di intensa bellezza e luminosità, ripresi da prospettive sempre diverse e suggestive.

L’autore sembra voler sottolineare i piaceri della buona compagnia, quell’energia placida e rassicurante che serve a costruire un sentimento che si rafforza pagina dopo pagina.

Un giorno la renna vola fuori dalla voliera insieme alle colombe. Un volo breve, di “riscaldamento”, un salto nel vuoto fino al palazzo vicino, per poi tornare indietro. E come a voler ringraziare il suo amico bambino, e dimostrare la sua riconoscenza, via via che diventa più grande e più robusta, la renna lo fa salire in groppa e lo porta con sé nei suoi viaggi, per esplorare dall’alto una New York ammaliante che cambia colori, sapori, odori.

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Volarono insieme tutte le notti di quella lunga estate e sopra le foglie dorate dell’autunno.

Sono tavole grandi, emozionanti, quelle che ci regala Foreman, cariche di attesa, meraviglia, magia.

Purtroppo il bambino e la renna volante saranno costretti a separarsi. Lei dovrà usare il suo potere per portare a compimento una missione importante: diventare una delle aiutanti di Babbo Natale! La piccola renna deve prendere posto sulla slitta insieme alle sue compagne speciali. Ed è giunto il momento di andare. Babbo Natale in persona la va a prendere, lasciando al ragazzo un biglietto in cui lo ringrazia per ciò che ha fatto e in cui gli dà appuntamento all’anno successivo.

E così sarà, ogni anno, a Natale, la renna e il bambino troveranno il modo di incontrarsi e trascorrere un po’ di tempo insieme, sopra i tetti di New York, in compagnia di un panino al burro di arachidi.

L’amicizia, ci racconta Foreman, è un sentimento che ha bisogno di cura, di essere alimentato giorno per giorno, che ha bisogno di sguardi complici, di confidenze segrete, di aspirazioni grandissime e di sogni luminosi in cui credere insieme.

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