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La quaglia e il sasso: storia di una maternità diversa

Anche quest’anno vi propongo, per l’imminente festa della mamma, alcune letture “a tema” che possono costituire ottime idee da regalare o farci regalare da chi ci vuole bene. Le mie scelte ricadono su tre albi illustrati usciti (o ripubblicati) negli ultimi mesi e che, lo dico subito, sono imponenti, forti, commoventi, innovativi, e che parlano a noi mamme (o donne, o semplicemente esseri umani di una certa età) probabilmente più che ai bambini. Dunque godiamoceli in primo luogo noi, lasciamo fluire le emozioni, facciamole venir fuori.

La lettura di queste immagini e di questi testi provocherà alcuni effetti collaterali, come un’insolita accelerazione del battito cardiaco e una sensazione di bruciore agli occhi 🙂

Comincio con il primo, incantevole. Nei prossimi giorni vi presento gli altri due (qui).

La quaglia e il sasso

Arianna Papini, Carthusia, 2016
Età di lettura consigliata: dai 4 anni

Parto con l’albo sulla maternità più struggente, delicato, intelligente che mi sia capitato di incontrare. Non è nuovo, la prima edizione risale al 2012 per l’editore Prìncipi & Principi, ma non ha avuto la fortuna che meritava, è rimasto un po’ nell’ombra, ingiustamente dimenticato e poi scomparso troppo presto dagli scaffali. Ho accolto con felicità la ristampa da parte di Carthusia, che ha optato per una copertina rossa (meno poetica, a mio avviso, di quella bianca originaria) e per alcune modifiche al carattere e al colore dei testi. Formato e tavole sono le medesime.

La protagonista della storia è una quaglia, volatile notoriamente privo di acume e ingegno: Aveva sempre pensato di non essere abbastanza intelligente per capire tutto.

Ma non se ne era mai fatta un problema. Gli altri l’amavano proprio perché la ritenevano “inferiore”.

Arianna Papini usa un tono apparentemente leggero e accessibile per far passare messaggi sferzanti, affilati. E che dire della scelta della quaglia come personaggio principale? Davvero inusuale, ragionata, perfetta.

Seguiamo i pensieri di questa quaglia matura ma ingenua, tenera, che non si spiega il perché non abbia mai covato delle uova. Non comprende il motivo per cui a lei non sia mai capitato.

Leggete quanto è toccante e profondo questo passaggio:

Si stupiva di questo;
lei la testa l’aveva sempre avuta piccola
e di pensieri ce ne stavano pochi.
Ma capiva, nella sua testolina, che questa volta
si trattava di un’altra storia.

La storia sapeva di nostalgia, di fiabe mai narrate,
di odori mai sentiti e di sogni fatti chissà quando.

Affiancato poi a un’immagine così, veniamo totalmente e irrimediabilmente catturati:

la quaglia sogna

Il lungo monologo interiore della quaglia è una intensa dichiarazione d’amore inespresso, un vuoto incolmabile, una mancanza lacerante, un’esperienza di maternità mai vissuta, che lei addebita alla sua “stupidità”…

La vecchia quaglia sa che è tardi per lei. Sa che la natura ha le sue leggi e che non potrà più provare la gioia immensa di diventare mamma. Eppure si sente agitata ed emozionata quando incontra un sasso a forma di uovo rotolato giù dal ghiacciaio. Le pare di volare.

la quaglia e il sasso esempi
Così d’istinto ci sale e si accoccola sopra quella strana cosa dura e massiccia.
E lo cova. Per mesi, con devozione, amore, spirito di sacrificio.

la quaglia cova il sasso

Che dolcezza infinita! E’ impossibile, ma ci speriamo anche noi al miracolo.
Le parole usate da Arianna Papini per descrivere gli stati d’animo della quaglia sono semplici, precise, colorate, poetiche. Le illustrazioni sono tondeggianti, essenziali, soavi, avvolgenti.

La storia della quaglia sul sasso va avanti riservandoci un nuovo fremito, un tenero tepore e un grande stupore.

Un libro sulla maternità a tutto tondo: quella appagata, quella tardiva, quella desiderata ma non arrivata, quella difficile, o diversa. Un libro sull’amore a tutto tondo.

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