Se il suo desiderio più grande è quello di diventare Instagrammer?

Rischi e pericoli della rete, insieme all’attenzione e alla responsabilità di ciò che si fa oline, sono gli ingredienti perfetti per questo libro che avvicina i più giovani al mondo dei social raccontando loro che nulla è sbagliato, nemmeno desiderare di essere Instagrammer, se tutto viene prima compreso.

I bambini di oggi sono digitali, nati in un’epoca di trasformazione e di evoluzione nella quale a cambiare non sono solo gli strumenti disponibili ma anche, e soprattutto, le modalità in cui si comunica.

Una comunicazione costante e fluida che non si ferma mai, alla quale siamo sottoposti 24 ore al giorno tutti i giorni. E i bambini sempre più spesso si intrattengono, nei contesti più diversi, con smartphone, tablet e device elettronici. Veloci e curiosi di apprendere e scoprire il mondo, come è giusto che sia alla loro età, hanno genitori che non sempre sanno come comportarsi di fronte a questa pioggia di informazioni e contenuti che letteralmente piovono addosso da più parti.

I ragazzi crescono sempre più in fretta, i loro interessi cambiano velocemente e, come adulti, è necessario affrontare tutto quello che accade con la giusta attenzione. Non sono una demonizzatrice della tecnologia o della comunicazione social così tanto criticata. Sono, al contrario, favorevole al buon uso e, soprattutto, al buon esempio.

Potremmo iniziare una discussione lunga e complessa e qui non è il luogo adatto ma, volendo essere di aiuto, ho scelto un libro che penso possa ispirare molti genitori. Consiglio di leggerlo insieme ai propri figli perché non c’è nulla di più utile della possibilità di affrontare questi temi attraverso momenti di confronto e dialogo condiviso. Momenti attraverso i quali far passare anche importanti concetti educativi. Non serve dire no, serve capire, e lo devono fare gli adulti in primis.

Le mie Stories

di Benedetta Frezzotti, Edizioni Piuma, 2019

Le mie Stories

Quanti di voi ricordano, a scuola, il tema in cui veniva chiesto cosa avremmo fatto da grandi? Pagine e pagine di desideri: dal medico all’astronauta passando dalla ballerina alla maestra all’archeologo fino alla scienziata. Che mondo di possibilità! Quante porte vedevamo spalancarsi di fronte a noi!

E se invece in un tema di questo tipo, oggi, vostro figlio o figlia scrivesse che il suo desiderio più grande sarebbe quello di diventare Instagrammer? Quale sarebbe la vostra prima reazione?

Inizia da qui il libro Le mie Stories di Benedetta Frezzotti.

Daniele ha deciso che, da grande, diventerà Instagrammer e, dopo un momento di sconcerto, i genitori si chiedono se sia meglio tarpare questo sogno o, piuttosto, dargli gli strumenti che gli permettono di realizzarlo in modo consapevole.

Le mie Stories

Per imparare a svolgere questo particolare “mestiere” bisogna prepararsi al meglio. Niente cartoni il sabato mattina, ma lezioni di fotografia, documentari nel tempo libero, studio dei migliori fotografi in circolazione, osservazione della natura e tanto altro, nella speranza (per nulla mascherata) che, forse, tutto questo potrebbe scoraggiare Daniele…

Accade invece l’esatto contrario. Il ragazzino si entusiasma così tanto da coinvolgere addirittura gli amici Susan, Vani e Doriano, per formare insieme un club di amanti della fotografia che condividono anche le merende a base di torta al cioccolato. Un club vero, con regole da rispettare, tra le quali: niente Instagram prima dei 13 anni.

Le mie Stories

Tra amici però possono nascere discordie, gelosie e ripicche. Quando Daniele vince un concorso fotografico indetto dalla biblioteca, il suo amico Doriano si scatta un selfie con il premio e la diffonde sui social, facendo credere a tutti che sia lui il trionfatore.

Una foto a tradimento vale la perdita di un club di amici? Una bravata può essere recuperata oppure no?

Le mie Stories

Rischi e pericoli della rete, insieme all’attenzione e alla responsabilità di ciò che si fa online, sono gli ingredienti perfetti per questo libro che avvicina i più giovani al mondo dei social raccontando loro che nulla è sbagliato, nemmeno desiderare di essere Instagrammer, se tutto viene prima compreso.

Un libro piacevole, una storia scorrevole e una progettazione grafica pulita e studiata, tanto che i dialoghi vengono riportati come fossero vere e proprie chat e alcuni effetti sulle immagini rimandano ai risultati che si ottengono attraverso l’uso dei filtri.

Il libro inoltre prevede al suo interno molti QRcode per poter espandere la storia, trovare informazioni aggiuntive online, seguire la vicenda anche in modo alternativo (e sempre accompagnati da un adulto).

Una lettura leggera che può però fornire idee e spunti anche ai grandi, per non lasciarsi vincere dal pensiero che “queste cose non ci riguardano”. Ci riguardano eccome!

Le mie Stories

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