Un coloratissimo inno alla libertà degli animali, firmato da Gek Tessaro

"Libero Zoo" è un albo illustrato dal testo musicale e la fantasia sconfinata, che inneggia alla libertà degli animali, che non dovrebbero essere costretti a vivere all’interno delle gabbie e dei circhi.

Oggi ho la fortuna di recensire un libro di un autore molto amato da me e anche dai miei due bambini, ossia Gek Tessaro. Di Tessaro possediamo numerosi libri e abbiamo anche avuto modo di assistere, per ben due volte, ai suoi spettacoli teatrali. Il libro di cui vi parlo oggi è “Libero Zoo”, pubblicato da Lapis Edizioni nel 2018.

LIBERO ZOO

Gli aspetti che mi hanno colpito di questo albo illustrato sono molteplici: dalla grafica, che io trovo strepitosa, alla tematica, alla scelta del testo in rima

Essendo, inoltre, una lettrice volontaria di Nati per Leggere, ho scelto di leggere Libero Zoo a un gruppo di piccoli ascoltatori e ha ottenuto un successo eccezionale! Nonostante la lunghezza del testo mi lasciasse perplessa, in quanto temevo di non riuscire a mantenere così a lungo l’attenzione dei miei interlocutori, la sua musicalità, dovuta al ricorso all’uso di rime e assonanze, e le bellissime immagini, hanno fatto sì che i piccoli restassero in ascolto tutto il tempo della lettura.

Per quanto concerne l’aspetto puramente grafico, ho trovato il progetto in toto davvero straordinario, ma sono rimasta in particolare colpita da alcune pagine. 

Mi hanno in particolar modo conquistata quelle in cui sono protagonisti i serpenti, in quanto ho trovato che la scelta dello sfondo nero, su cui campeggiano i numerosi rettili multicolori, fosse particolarmente appropriata e finalizzata a far risaltare le caratteristiche cromatiche degli animali.  

In merito alle pagine lungo le quali si snodano i serpenti, con le loro spire colorate dalle forme geometriche, ho trovato bellissimo il messaggio che Tessaro vuole dare ai suoi lettori. I serpenti sanno di non essere amati, di suscitare antipatia e disgusto ma, al termine del testo, cercano di ribaltare la prospettiva e, rivolgendosi al lettore, dicono: «[…] Però ad un certo punto anche noi vi guardiamo. Le gambe e le braccia e dozzine di dita, di inquietanti accessori, una serie infinita e per questa ragione quello che penso è che oltre allo schifo, voi ci fate senso».

Trovo che il messaggio di Tessaro sia davvero di grande spessore e ironia, un insegnamento in merito all’importanza di accettare ciò che a noi pare essere la “diversità”; chi può decidere cosa è “diverso” e cosa è “normale”? Noi proviamo disgusto per i serpenti senza pensare che noi stessi potremmo apparire alquanto strambi con le nostre gambe, le nostre braccia e le nostre numerose dita ai serpenti stessi.

Un’altra pagina che mi ha particolarmente colpita è stata quella dedicata all’uccellino che ama giocare a nascondino, in quanto ha tenuto impegnati me e i miei bambini per molto tempo, alla ricerca del piccolo volatile che nel testo invita il lettore a trovarlo «[…]Cercami, trovami in mezzo ai rami, vieni con gli occhi e con gli occhi rimani. Non canto, sto zitto, a star fermo mi impegno , sto immobile come se fossi un disegno. Se adesso mi trovi, io più non mi nascondo, mi piacciono gli occhi che sorridono al mondo […]».

Altrettanto piacevole è stata la lettura delle pagine costellate dalla miriade di bufali. Uno sfondo verde, un immenso prato, occupato da tantissimi bufali stretti stretti, uno accanto all’altro.  

Trovare un bufalo che si chiamasse come me ed uno che si chiamasse come il mio secondogenito è stato davvero divertente.

La conclusione di questo splendido libro mi ha lasciata altrettanto sorpresa. Nelle ultime due pagine, infatti, il nero torna ad essere il colore protagonista, il colore della foresta nelle ore serali, quando la pace regna solo apparentemente. Qua e là, tra le foglie, sbucano piccoli occhi gialli, vigili, attenti «[…] Molto mosso, agitato, tranquillo e vivace, il nido, il rifugio, la tana, la pace[…]».

In ultima analisi, ma assolutamente di primaria importanza, è il bellissimo significato che è già  racchiuso nel titolo del libro. Libero Zoo è un inno alla libertà di cui devono godere gli animali, che non devono vivere all’interno delle gabbie e dei circhi.

Il teatro disegnato di Gek Tessaro

Nel piccolo paese in cui vivo, inoltre, ogni anno abbiamo un cartellone teatrale dedicato ai più piccoli sempre molto interessante. Qualche inverno fa avevamo già avuto modo di assistere allo spettacolo teatrale di Gek Tessaro tratto dal suo libro “I bestiolini”, nel corso dei quale, grandi e piccini sono rimasti a bocca aperta, incantati dalla maestria di Tessaro, il quale, con l’ausilio della lavagna luminosa, fa apparire e scomparire, formiche e farfalle, con l’aiuto di acqua e pennarelli colorati: una tecnica davvero strepitosa! 

Il secondo spettacolo teatrale al quale abbiamo assistito io ed i miei bambini è stato quello ispirato appunto a Libero Zoo, nel corso del quale Tessaro è ricorso sempre all’utilizzo della lavagna luminosa, come sua consuetudine, giocando molto sul contrasto tra lo sfondo nero e gli animali protagonisti della narrazione. Tessaro disegna lasciandosi guidare dalla musica, a tratti sembra rapito dalla sua stessa arte,  da vita ad uno spettacolo che io amo definire “pura poesia”, in cui le parole si tramutano in immagini. 

Libero Zoo, spettacolo
Libero Zoo, spettacolo

Alcune immagini dello spettacolo di Gek Tessaro “Libero Zoo”, organizzato da Lapis Edizioni, che si è tenuto a Roma sabato 4 gennaio 2020.

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