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Lula sul letto: se mamma e papà si separano…

Lula (o Giulia, per chiamarla con il suo nome vero) ha otto anni e si è appena trasferita con le sue due sorelle e sua madre in una casa nuova. Circostanza che proprio non le va giù e che la rende triste e arrabbiata.

Non è semplicemente una questione di casa (quella vecchia era più grande e con il giardino), di amici lasciati o di città diversa (quella di prima era più pulita e piccola). È principalmente una questione di cambiamenti e di separazioni. Accettare la nuova sistemazione significherebbe accettare di vivere senza il suo papà.

L’autrice e illustratrice Silvia Oriana Colombo ci fa entrare subito nel nocciolo del problema: Lula, la voce narrante di questo suo primo albo illustrato, soffre per la separazione dei suoi genitori e lo manifesta apertamente: vorrebbe fuggire via e ritornare indietro, al tempo in cui stavano tutti insieme.

“Questo libro”, mi ha confidato Silvia, “nasce da un bisogno molto personale, è una storia di famiglia, se vogliamo molto intima. Quando ho scritto la storia mi ero appena separata da mio marito. Io e le mie figlie stavamo affrontando grossi cambiamenti nella nostra vita: in seguito alla separazione avevamo cambiato casa, città… le bimbe avevano dovuto cambiare scuola, compagni, insomma tutto. Era un momento molto difficile e c’erano parecchi problemi. Ho dovuto confrontarmi con la rabbia e con la paura delle mie bambine… La voglia di raccontare questa storia è nata proprio dal bisogno di raccontare la nostra storia, per cercare darle un senso, per tentare di elaborare tutto quello che ci era successo”.

“Lula sul letto”: come reagire a una separazione?

Silvia Oriana Colombo, Lo Editions, 2015

copertina di Lula sul letto

Lula vorrebbe scappare, fuggire fuori dalla nuova casa, ma non le è consentito… decide allora di fuggire in alto, il più in alto possibile: al piano superiore di un altissimo letto a castello che condivide con le sorelle.

Questo letto-torre vicino al soffitto diventa il suo mondo. Lì ci trasferisce tutto quello di cui ha bisogno: fumetti, matite colorate, libri, una bacchetta magica. E da lassù può sporgersi fuori dalla grande porta-finestra e osservare il cielo, le stelle, le luci della città…

lula sdraiata sul lettoIn alto, lontano dalle cose della vita che la rendono triste, lontano dalle ingiustizie e dal dolore. Lontano dalle regole, dalla scuola nuova, dalla mamma senza il papà… Un gesto di ribellione e rifiuto il suo, che tanto mi ha ricordato quello di Cosimo, il famoso barone rampante descritto da Italo Calvino, salito un giorno sugli alberi per non scenderne mai più.

Lula osserva fuori dalla finestraA differenza di Cosimo, però, Lula non rimarrà sul letto-torre tutta la vita. Ci sarà qualcosa, o meglio, qualcuno, che la indurrà a spostarsi, a spingersi oltre il bordo, ad allungarsi e a cercare la collaborazione della sua famiglia per arrivare fin dove le serve.

La storia, da estremamente realistica e attuale, prende una svolta fantastica e avventurosa, dando spazio all’impossibile, allo straordinario, all’assurdo. Dalla posizione statica di Lula, sul letto, si passa a un movimento allegro e vivace di corpi aggrovigliati che riflette una nuova complicità e un affiatamento ritrovato tra la mamma e le tre figlie.

lula e la sorella cercano di afferrare il gatto

Lula sul letto” è stato di recente presentato alla Libreria dei Ragazzi di Milano, dove Anna Sicilia lo ha letto ad alta voce a un gruppo di bambini che ha mostrato forte interesse e partecipazione. Già a partire dai 3 anni!

Intervista a Silvia Oriana Colombo

E ora vi lascio alla lettura dell’intervista che ci ha rilasciato Silvia Oriana Colombo.

1) Com’è nato Lula sul letto? E’ stata una tua proposta all’editore?
Lula sul letto è nato da una mia esigenza, l’ho scritto in un momento particolare della mia vita, basandomi su una mia personale esperienza… solo dopo aver scritto il testo e disegnato qualche tavola ho deciso di proporre il progetto a svariati editori. L’ho mandato via posta e via mail a un sacco di case editrici. E Officina Libraria, dopo qualche mese, mi ha contattato, dicendo che volevano pubblicare il libro.

2) Si tratta del tuo primo albo illustrato?
Sì, è il mio primo albo illustrato. Avevo già scritto un libro in precedenza (“Confessioni di una mamma pericolosa”, Fazi Editore) ma questa è la prima volta che faccio anche i disegni. Disegnare era la mia passione da bambina, poi a un certo punto ho smesso di farlo e non ho più disegnato per moltissimi anni.

3) Quanto tempo hai dedicato alla realizzazione dell’albo?
A scrivere la storia ci ho messo pochissimo, forse un pomeriggio. Mi è uscita di getto. Invece per le illustrazioni è stato tutto più difficile. Come ho detto, non solo non avevo mai fatto un libro illustrato, ma era anche tantissimo tempo che non disegnavo. Diciamo che ho imparato come si fa un libro illustrato mentre lo facevo. Quindi non è stato facile, sbagliavo in continuazione, ho rifatto le tavole non so quante volte, non avevo un metodo… disegnavo e basta, così come mi veniva. Diciamo che per completare le tavole ci ho messo sei/sette mesi.

4) Com’è stato il processo di costruzione del libro?
La prima cosa che ho fatto è stato un disegno. Ho disegnato una mamma con le sue figlie che entrava per la prima volta in una nuova casa, e una delle bambine restava sul ballatoio, con un’espressione davvero arrabbiata… Da qui, da questa immagine, sono partita per fare tutto il resto. Da quest’immagine è nato il testo e poi tutti gli altri disegni.

5) Puoi descriverci il tuo stile illustrativo in questo albo?
E’ molto semplice: io uso solo la matita e gli acquerelli. Faccio molti bozzetti e schizzi per arrivare ad avere chiara la composizione della tavola. Poi passo ai fogli di carta – quelli belli – e disegno tutto con le matite. E poi coloro. Per la storia di Lula volevo rendere l’idea del movimento, volevo cercare di raccontare la vivacità, l’allegria e la dinamicità delle bambine, così ho cercato di accentuare la traccia della matita, e di mantenere le linee veloce degli schizzi.

le bambine e il gatto

6) Lula si convincerà a scendere dal letto grazie a un gatto, un gattino da salvare… Il gatto è dunque il motore della svolta: perché questa scelta? 

Il gatto rappresenta la novità, il nuovo che irrompe nella vita di Lula, ma che nel caso del gatto, è una sorpresa positiva… avevo bisogno di qualcosa che desse inizio all’avventura e il gatto è il pretesto per tutta la famiglia di fare qualcosa insieme, di ritrovare, attraverso il salvataggio di un cucciolo, un’unità perduta. Le tre bambine e la mamma si ritrovano in una dimensione giocosa, un po’ fantastica e surreale, che riporta nella loro quotidianità la gioia di stare insieme.

7) Per quale età di lettura lo consiglieresti?
Penso che sia un libro adatto a bambini dai cinque agli undici anni. Anche se forse anche i più piccoli possono appassionarsi al racconto rocambolesco del salvataggio del gatto!

Potete acquistare “Lula sul letto” anche qui:

>> Leggi la nostra intervista alla casa editrice LO Editions