Minimalario e Bestiolario: storie curiose di animali e piccole bestie

di Alessandra Bonizzoni

Ci sono albi nati per essere letti in coppia. Sono spesso frutto del lavoro di autori e illustratori lontani in stile ed esperienze, scelti dalla sensibilità di case editrici che si muovono su territori diversi. Eppure li sfogli e scopri con sorpresa delle affinità, poi sfrutti occasioni di lettura ad alta voce per proporli ai bambini, e dai loro sguardi percepisci quanto davvero la tua intuizione fosse corretta.

Sono tanti gli esempi, oggi però mi riferisco a MINIMALARIO edito da KALAKANDRA e BESTIOLARIO edito da PASSABAO.

minimalario e bestiolario

 

Innanzitutto il suffisso –ario ci lascia intendere un elenco, una raccolta. Questi due albi in effetti lo sono ed esattamente di animali: se in Minimalario gli autori raccontano ben centoquattordici storie di centoquattordici animali, in Bestiolario i protagonisti sono piccole bestiole, insetti insomma.

In ambedue i casi la narrazione è concisa: Pinto & Chinto – collaudata coppia di illustrautori (alias David Pintor e Carlos López) – in Minimalario, il titolo già lo dice, hanno scritto storie minime, poche righe per ciascuna, mentre Georgina Ponce Blasco – che sembra aver tratto molta ispirazione dal suo lavoro di educatrice nella scuola Waldorf di Denia in Spagna – ha mantenuto il suo approccio discreto utilizzando poche parole per guidare il lettore sino al termine dell’albo.

Anche l’intento sembra essere proprio il medesimo, far divertire. Nelle centoquattordici pagine Pinto & Chinto attingono a piene mani a ingredienti saporiti, condendo i testi di ironia e assurdo: gli animali raccontati hanno infatti vezzi e difetti ripresi dagli uomini,

C’era un lupo ormai vecchissimo che di notte, per addormentarsi, contava le pecore che aveva mangiato

O come il caso del ghiro che passò l’inverno a dormire ma russò così tanto da non lasciare chiudere occhio agli altri ghiri.

Ghiro di Minimalario

Si tratta di un’ironia fine, studiata ad hoc per ognuno degli animali, che in alcuni casi lascia l’amaro in bocca per le riflessioni che fa scaturire, in altri fa ridere spensieratamente.

Sempre sul gioco e sul divertimento vira la ricerca testuale di Georgina Ponce Blasco, coadiuvata dai tratti grafici schematici di Ilaria Dal Canton che ha saputo accompagnare abilmente i testi con linee, cerchi, righe, sino all’epilogo.

Un giorno, il lombrico li invita alla sua festa: arrivan da ogni parte e in casa si sta stretti

Bestiolario interni

Come appare evidente sin dalla primissima lettura, i due albi mantengono tuttavia una loro personale identità stilistica e si rivolgono a fasce d’età differenti.

Bestiolario ha l’andamento di una filastrocca, un ritmo vivace e ciclico, scelto per calamitare l’ascolto anche dei bambini più piccoli, e un colpo di scena finale che farà faville in occasione di letture ad alta voce.

La prevalenza del nero a spiccare sul fondo bianco e l’uso dei colori solo per tracciare linee sulle pagine, a voler indicare la camminata di ogni insetto, invita il bambino a seguire con le dita il percorso, unendo così alla lettura anche il piacere di interagire con il libro, che diventa un oggetto da esplorare nelle mani dei più piccoli.

Passabao è una piccola e giovane casa editrice, fondata da Ilaria Dal Canton – filosofa e illustratrice – che cura la parte grafica e di illustrazione, e da Silvia Albesano – filologa e docente di Storia della lingua italiana – che revisiona i testi e gli adattamenti in italiano. All’attivo ha ancora poche pubblicazioni ma decisamente di buona qualità, con un taglio che le rende adatte alla fascia d’età più difficile dal punto di vista editoriale: quella dei primi anni di vita. Gli albi sinora in commercio mi ricordano il lavoro della raffinata artista Iela Mari, che negli anni ’60 furono considerati rivoluzionari e oggi sono diventati dei classici.

Minimalario ha un andamento più tradizionale, come si conviene a una raccolta di favole. Ogni pagina è dedicata a una storia di cinque o sei righe accompagnata da un’illustrazione, che vede come protagonisti degli animali in situazioni surreali e fantasiose. L’età di lettura consigliata è dai 7-8 anni.

Incontriamo una lucciola senza luce, il calamaro allegro che spruzza inchiostro colorato, il gallo stonato che fa piovere quando canta, una cocorita educata che non ripete mai parolacce… Ciascuna storia, scritta con una vena umoristica intelligente, ci consegna una morale, come avviene nelle favole.

Il libro si può leggere passando da una storia a un’altra oppure sospendendo la lettura per poterla poi riprendere:
C’era un libro intitolato Minimalario: un giorno qualcuno lo aprì, lo lesse e poi lo chiuse.

Kalakandra è una casa editrice che ha debuttato con un motto di tutto rispetto: “Libri per Sognare”; inizialmente pubblicati solo in galiziano, oggi il catalogo è multilingue, castigliano, catalano, basco, italiano e inglese.

Un’ultima riflessione, i due albi sono accomunati dal desiderio di raccontare, e il famoso incipit “C’era una volta” ce lo ricorda. Lo si ritrova in Bestiolario e all’inizio di ogni storia narrata in Minimalario, “C’era un cane che….”, “C’era un rinoceronte che…”, “C’era un porcospino che…”.

Il desiderio di ascoltare qualcuno che narri una storia, sia essa una fiaba classica o un racconto moderno, è un bisogno che accomuna tutti noi e risale alla notte dei tempi e non c’è nessuno – né adulto né bambino – che non ne rimanga affascinato. “C’era una volta”… e la magia ha inizio.

 

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