Miramuri: storie che nascono dai muri

I bambini di oggi vengono a contatto con una mole impressionante di immagini. Immagini che arrivano senza mediazioni dalle fonti più disparate: dai cartoni, dalle pubblicità, dai giochi elettronici, dai video musicali, dalla rete, dal cinema. Eppure questi incessanti stimoli visivi scorrono quasi sempre via veloci senza lasciare il segno, come un flusso di sottofondo a cui non si riesce a prestare vera attenzione.

I bambini di oggi non sono abituati a fermare lo sguardo, a osservare con lentezza e attenzione le figure, a cogliere rimandi, analogie, metafore sottese. Come sosteneva il fotografo Luigi Ghirri nell’importante saggio Lezioni di fotografia, la percezione dell’immagine è diventata talmente veloce che in pratica non vediamo più niente (Marnie Campagnaro e Marco Dallari, Incanto e racconto nel labirinto delle figure, Edizioni Erickson, 2013, p. 8).

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E dunque ben vengano gli albi illustrati ad educare lo sguardo dei nostri bambini, ad aiutarli a soffermarsi anche sul linguaggio iconico, a permettere loro di esplorare le immagini in tutte le direzioni, a leggere oltre, a perdersi nelle astrazioni, senza dover necessariamente rimanere ancorati a quanto enunciato dalla parola scritta.

Ben vengano libri artistici come MIRAMURI, appena uscito per Terre di Mezzo Editore, che ci insegnano addirittura a guardare con nuovi occhi i muri delle nostre città e a leggerci racconti, percorsi, narrazioni.

Miramuri

Massimiliano Tappari, Alessandro Sanna, Terre di Mezzo Editore, 2015

copertina Miramuri

Scatti in bianco e nero di muri cittadini e illustrazioni nere e bianche si integrano, si mescolano, si fondono con eleganza e piglio divertito. Le superfici grigie e irregolari fotografate da Massimiliano Tappari diventano il canovaccio su cui Alessandro Sanna compone storie curiose di animali, uomini e natura.uccello nel muro

Un libro sperimentale e poetico, che può essere letto come un silent picturebook, dal principio alla fine, seguendo il filo logico pensato dagli autori, oppure saltando da una pagina all’altra, in una interpretazione libera e casuale. In entrambi i casi funziona, stimola il ragionamento, suggerisce modalità di lettura della realtà che ci circonda non stereotipate o piatte.

Gli scatti di Tappari (la cui arte avevo già avuto modo di conoscere durante la mia visita allo Scaffale d’Arte del Palazzo delle Esposizioni) inducono a scoprire somiglianze e analogie e lasciano già presagire qualcosa, un guizzo, una scintilla. Sono semi sparsi su un terreno fertile che Alessandro Sanna innaffia con estro e gusto.

Così una crepa profonda diventa il profilo di una catena montuosa, le nervature di un muretto si trasformano nel dorso rugoso di una tartaruga, i solchi obliqui di un argine si tramutano in gocce di pioggia battente, le scrostature di una parete ricordano la lava di un vulcano in eruzione.

vulcano nel muro

Quelle di Sanna sono aggiunte minimaliste, esili, raffinate, che servono a esaltare ciò che è già presente nei muri fotografati da Tappari, non a coprire o a mascherare. Il connubio tra foto e disegni appare sensato, evocativo e mai pesante o innaturale.

Avete mai provato con i vostri bambini a osservare il cielo e a scoprire cosa si nasconde dietro le nuvole? Avete mai detto: “Guarda, quella lì sembra un dinosauro, un pesce volante, un gelato alla panna?”. Sono certa di sì. Il gioco che fanno i due artisti in Miramuri è simile, ma più particolareggiato e portato a un livello superiore.

pesce

Non si limitano a dire, come spesso noi facciamo, “questo assomiglia a…”; loro vanno avanti nella finzione, costruiscono relazioni, rapporti di causa-effetto, dialoghi e interazioni che potrebbero continuare all’infinito. Creano storie. Storie che fanno nascere altre storie.

palazzo crolla

Arrivati alla fine dell’albo, l’iniziativa viene lasciata a noi: pagine bianche e fotografie di muri “immacolati” aspettano di essere animati dai nostri disegni e dalla nostra immaginazione. Siamo autorizzati a tracciare linee e figure sul libro, senza tentennamenti.

Un ottimo esercizio per i nostri occhi pigri, troppo abituati ad avere uno sguardo superficiale sulle cose.

Che cosa vi suggerisce questo scatto?

disegno da completare

Tutto parla, bisogna solo saper ascoltare

Secondo Massimiliano Tappari, i muri, i cieli, gli alberi, le foglie… parlano, si tratta soltanto di stare ad ascoltarli e leggere quello che hanno da dirci. Per capire meglio in quale direzione si muove la sua ricerca, vi invito a seguire questa presentazione:

Tappari e Sanna al Leccepicturebook

Nell’ambito della manifestazione Leccepicturebook, Festival dell’arte e della letteratura per ragazzi, che si terrà il prossimo mese di ottobre, i due autori terranno un workshop nella Galleria Foresta a Lecce. Un’occasione per conoscerli di persona e osservare le tavole originali dei loro lavori da vicino. Per informazioni più dettagliate, potete fare riferimento alla pagina Facebook della manifestazione.

Miramuri è disponibile anche qui (link affiliato)

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