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Mitiche. Storie di donne della mitologia greca

Quando un adulto legge a un bambino una storia, una fiaba o un mito, scatta un meccanismo di ricezione che non è uguale per tutti. Ci sono bambini che rimangono stregati dai cattivi, altri che ammirano i buoni, alcuni invece che ricordano le parole a memoria e ancor prima di imparare a leggere, le narrano alla perfezione guidati dalle illustrazioni.

Ci sono genitori che raccontano Cappuccetto Rosso esaltando le sfumature rosse del suo mantello, c’è chi invece ama descrivere i rumori del fitto bosco o chi ama il brivido della storia attraverso la figura del lupo. Molti adorano leggerla e recitarla enfatizzando le voci dei personaggi.

Leggere una storia apre un proprio mondo personale e lascia qualcosa di diverso in ciascuno di noi

Fortunatamente oggi troviamo una vasta scelta nel settore editoriale rivolto ai più giovani. È rasserenante poter contare su autori che sanno dare ai nostri bambini un ampio ventaglio di storie in grado di affrontare le tematiche più disparate.

Ma ogni buona storia ne racchiude altre al suo interno. C’è una radice che le accomuna. Fateci caso: molto spesso, quando si legge un albo illustrato, un racconto, un fumetto o un romanzo, ci accorgiamo che nel profondo dei personaggi, delle ambientazioni o nella trama, affiorano richiami che provengono dai classici.

Una volta ho letto una citazione di Francesco Petrarca che mi ha particolarmente colpita: “Il passato va sottratto alle macerie del tempo, tenuto in vita nella memoria, perché illumini il presente e raggiunga il futuro” (Marta Sambugar, Gabriella Salà, Liem moduli di letteratura dalle origini al Seicento, la Nuova Italia, 2005, p. 285).

Mitiche storie di donne della mitologia greca

Ed è esattamente quello che dobbiamo fare con i classici. Ce ne dobbiamo riappropriare ogni giorno perché sono vivi in ogni storia che leggiamo. Credo che ogni ragazzo debba conoscere di come Zeus abbia dato origine a milioni di racconti, di come la magia di Circe abbia ispirato centinaia di scrittori per creare mondi fatti di maghe, eroine o streghe o di come le novelle di Shahrazad abbiano inaugurato secoli di fiabe e racconti.

Certo come molti pensano, è difficile che un bambino si appassioni ai versi di Dante o alla perdita del senno di Orlando. Ma ciò non vuol dire che bisogna rinunciarci e vi dirò che uno dei migliori modi per iniziare è esplorare i grandi classici rivisitati e illustrati della collana della casa editrice La Nuova Frontiera junior.

Troviamo Carola Susani che ci ha raccontato Le avventure di Ulisse e i grandi Miti romani, Paolo Di Paolo ci ha narrato La Divina Commedia o ancora le avventure del mitico Re Artù rivissute attraverso le parole di Laura Russo. Ogni libro è accompagnato dalle illustrazioni di artisti meritevoli che riescono a rendere vivi i personaggi dei volumi.

Insomma, sono davvero tanti e per chi ne avesse voglia può sfogliare il catalogo della casa editrice andando sul sito www.lanuovafrontiera.it.

Mitiche. Storie di donne della mitologia greca

testo di Giulia Caminito, illustrazioni di Daniela Tieni, pp. 128, la Nuova frontiera, 2020 – Età di lettura consigliata:  6-12 anni

Mitiche

Io oggi voglio parlarvi di Mitiche. Storie di donne della mitologia greca scritto da Giulia Caminito e accompagnato dalle tavole di Daniela Tieni.

Il volume racconta alcune tra le donne più famose dell’antichità: Pandora, Penelope, Circe, Aracne, Arianna, Antigone, Medea, Le Sirene e Le Moire. A ognuna di loro è dedicato un capitolo di circa dodici pagine, impreziosito da alcune illustrazioni.

L’autrice ha estrapolato questi personaggi femminili sempre secondari nei miti del passato e li ha resi protagonisti. Il suo linguaggio è fluido e travolgente perché ha avuto la capacità di rendere umane le mitiche, di farle diventare eroine moderne. E ciò lo si può intuire grazie alla naturalezza con la quale le donne si muovono di fronte alle difficoltà, ai loro pensieri e al modo di agire per superare gli ostacoli che la vita le pone davanti.

Penelope

E per i giovani lettori è molto più facile identificarsi in queste eroine che mettono a nudo il loro animo. Nei racconti ne vengono esaltate l’arguzia, l’intelligenza, la voglia di vivere, il desiderio di far prevalere i loro valori ma anche le loro debolezze.

Circe non è solo una perfida maga ma è una nostra contemporanea, è innamorata di Ulisse e pur di vederlo felice, lo lascia andare.

Aracne lotta con tutta se stessa per far valere il suo talento. La sua determinazione la porta a sfidare la dea Atena.

E Penelope? È una donna paziente che si limita ad aspettare il suo amato Ulisse? In un certo senso sì, è un animo paziente, a tratti malinconico e pieno di speranza ma dall’altro lato, durante l’assenza di suo marito sente il dovere di difendere il suo regno, di proteggere a tutti i costi la sua casa e dare una vita di valori e speranze a suo figlio Telemaco.

Penelope aveva le dita gonfie per il tempo passato a ordire, e le sembrava di aver fatto solo quello nella vita: annodare e sciogliere il destino degli uomini, trovare astuzie per ripararsi dai loro assalti. Decise quindi di tessere la sua ultima trama, il capitolo finale della loro storia: prese l’arco di Ulisse e disse ai Proci che chi di loro fosse riuscito a tenderlo la avrebbe avuta in sposa. La sua sembrava una resa, ma era invece una tenace offesa: nessuno mai era riuscito a tendere quell’arco, se non il proprietario, il re di Itaca.

Consiglio con il cuore di leggere alle vostre bambine, ai vostri bambini, ai vostri studenti e a voi stessi le formidabili Mitiche. Vi permetteranno non solo di inoltrarvi nei pensieri di queste grandi donne ma vi faranno capire che le fragilità umane esistevano anche nelle figure mitologiche più grandi dell’antichità.

E se in passato nessuno ci prestava attenzione, oggi abbiamo la possibilità di parlarne, di sentirci meno soli grazie a questi libri da cui possiamo trarre coraggio e forza.

Aracne
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