Pastelli ribelli: un libro simpaticissimo che non annoia mai

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Dopo aver incontrato questo albo illustrato, guarderete con occhi diversi i disegni dei vostri bambini. E indugerete anche sulla scatola dei colori che usano. E sui colori stessi.

Sfido qualcuno che ha già letto il libro a dirmi che non è così e che non l’ha fatto!

Siamo di fronte a uno dei libri per bambini più simpatici e riusciti che io conosca. Uno di quelli che fa piacere tornare a leggere anche cento volte, perché ogni volta vi regala un sorriso e vi fa esclamare: “che bella idea ha avuto l’autore!”. Uno di quelli che sa entrare in sintonia con i più piccoli senza il bisogno di aggiungere o spiegare nulla.

Pastelli ribelli

testi di Drew Daywatt, illustrazioni di Oliver Jeffers, traduzione e pubblicazione italiana di Zoolibri, 2017
Età di lettura consigliata: dai 4 anni

Pastelli ribelli

I pastelli ribelli del titolo sono quelli di Dante, bambino che non vedremo mai raffigurato nelle pagine del libro, ma che conosceremo attraverso i suoi disegni.

Sono i suoi affezionati pastelli i protagonisti delle pagine. 12 colori che hanno deciso di farsi sentire e di scrivergli delle lettere per fargli capire che non può andare avanti a disegnare così. Deve cambiare. Deve ripensare al modo in cui traccia linee e forme sui fogli.

le lettere indirizzate a Dante

Perché non è giusto che alcuni colori, i più amati, vengano costretti a lavorare incessantemente e anche durante le vacanze (è il caso del rosso, del blu, o del grigio), e altri vengano snobbati o persino inutilizzati (come il rosa, rimasto intatto nella sua scatolina, che deve dire grazie alla sorellina se ogni tanto viene raccolto per riempire qualche abito da principessa, o come il bianco, che si sente del tutto inutile, o come il nero, impiegato solo per tracciare i bordi e poi sostituito con qualche altro bel colore riempitivo).

pastello nero

Come se fossero personaggi in carne ossa, i 12 pastelli prendono parola e, una lettera per ciascuno, scrivono a Dante quello che provano. Taluni sono riconoscenti, alcuni trascurati, altri stanchi per l’eccessivo fare su e giù sul foglio, altri ancora sono invidiosi o arrabbiati per non essere presi abbastanza in considerazione.

Insomma, ognuno di loro ha un messaggio da recapitare al proprietario, e lo fa scrivendogli una lettera a mano, di getto, in maniera impulsiva e diretta. Ogni pastello così, nel descrivere le abitudini di disegno del bambino, ci permette di  conoscerlo meglio. Scopriamo infatti che Dante adora disegnare draghi e cappelli da mago viola, che non gradisce molto stare dentro i bordi, che al beige preferisce di gran lunga il marrone, che va pazzo per gli animali enormi, come gli elefanti e gli ippopotami, che il suo colore prediletto in assoluto è il blu.

pastello viola

Poi c’è un pastello che non si lamenta per il quanto viene impiegato, ma per il come. È il pesca, a cui distrattamente Dante ha strappato la bandella di carta, lasciandolo nudo e imbarazzato dentro la scatola: “A te piacerebbe andare a scuola nudo?”, gli domanda, “Ho bisogno di coprirmi: aiuto!”.

Nonostante le proteste, però, tutti i pastelli chiudono le loro lettere allo stesso modo, definendosi “amici” del bambino (Il tuo tozzo amico blu; il tuo precisissimo amico viola; il tuo inutilizzato amico, pastello rosa; il tuo amico, sotto grosso sforzo, pastello rosso ecc.), quasi a chiarire che la loro amicizia non viene messa in discussione.

la lettera del pastello rosso

Accanto alle missive dei pastelli, possiamo vedere le “prove” di quanto scrivono, ovvero i disegni che Dante ha creato nel corso del tempo: camion dei pompieri, dinosauri, coccodrilli, nuvole cariche di pioggia… E la bellezza dell’albo risiede anche nel fatto che si tratta di disegni di bambini veri, non di imitazioni, che gli autori non dimenticano di ringraziare nella pagina finale dell’albo: Frieda, Leni, Mia, Shay, Peadar, Logan e particolarmente Ewan.

il beige

Dopo aver letto con stupore e dispiacere tutti i messaggi dei pastelli, Dante ha una splendida idea. E ci avviamo così alla conclusione della storia, che è davvero molto tenera e allineata ai pensieri e ai gesti che spesso fanno i bambini, quando si rendono conto che un’ingiustizia è in atto, e decidono di rimettere a posto le cose a modo loro. Riuscendoci.

Le illustrazioni che ritraggono i pastelli e le lettere scritte a mano sono opera di Oliver Jeffers, il cui stile poetico, asciutto ed etereo è inconfondibile, amatissimo. Un altro motivo per non lasciarsi scappare questo bellissimo picture book.

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