Perché noi Boffi siamo così?

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di Rosaria Martellotta

Perché noi Boffi siamo così?”, indicato dall’editore per un pubblico dai 6 anni di età, si propone di spiegare a bambine e bambini, in maniera giocosa, la celebre teoria dell’evoluzionismo formulata da Charles Darwin, al quale l’albo è dedicato.

Perché noi Boffi siamo così?

Jonathan Emmett, illustrazioni di Elys Dolan, traduzione di Lucia Feoli, Editoriale Scienza, 2018

Perché noi Boffi siam così?

L’opera più celebre di Darwin, pubblicata nel 1859, è “L’origine della specie”.
Tra le teorie più famose di Darwin ricordiamo la teoria della selezione naturale, secondo la quale le specie che hanno più possibilità di sopravvivere sono quelle maggiormente capaci di adeguarsi ai cambiamenti, e non necessariamente sono le più forti.

L’albo di Editoriale Scienza si propone di spiegare ai più piccoli proprio quest’ultima teoria, usando un approccio non tradizionale e non didascalico. La storia si svolge su un pianeta fantastico, di nome Ciribob, e i protagonisti sono delle simpatiche creature dai nomi singolari; ci sono i Boffi, creature docili che mangiano il muschio e fanno cacche multicolori, i Capacochì, esseri somiglianti a uccelli giocherelloni, e i Grufoli, animali microscopici e bravissimi costruttori.

Un tempo i Boffi erano Blu, erano goffi e avevano il collo corto. Con il passare del tempo, sono diventati di colore giallo e hanno sviluppato un collo lungo. Quello che ha indotto i Boffi a modificarsi sono stati i cambiamenti climatici, infatti, quando il pianeta di Ciribob è stato ricoperto interamente dal ghiaccio, solo i Boffi dotati di una folta pelliccia sono riusciti a sopravvivere. Tutti i Boffini, da qual momento in poi, sono nati dotati di un bel manto peloso.

pagine interne del libro Perché noi boffi siamo così

È arrivato in seguito un momento in cui, il pianeta di Ciribob, a causa di un periodo di clima molto secco, ha mutato la sua vegetazione: non c’era più il muschio, ma solo delle Palme Bongobab, dotate di foglie succulenti ma non raggiungibili da tutti. I Boffi dal collo corto, non riuscendo a nutrirsi, si sono estinti, e sono sopravvissuti solo quelli più alti, capaci di arrivare fin lassù.

La trama del racconto è semplice e, grazie alla sua linearità e all’immediatezza delle rime, riesce a esporre in maniera efficace la teoria darwiniana della selezione naturale. Non è affatto scontato spiegare argomenti di una tale complessità a bambini e bambine, usando le giuste parole e, allo stesso tempo, non discostandosi dai principi di base della teoria scientifica trattata.

mano sul libro

Trovo che questo libro, oltre a essere una divertente narrazione particolarmente congeniale alla lettura ad alta voce, possa diventare uno strumento utile per maestre e maestri. Non c’è modo migliore per far sì che un argomento “di studio” si imprima nella mente che il favorire un approccio giocoso! Come ci ricorda il noto motto latino Ludendo docere, ossia insegnare divertendo.

Le coloratissime illustrazioni di Elys Dolan, pur non incontrando il mio personale gusto, in questo contesto mi sembrano una scelta indovinata. Linee morbide, mosse, espressive, caratterizzate da un segno delicato e leggero.

Perche noi boffi siamo cosi-interni

Tutte le creature raffigurate nell’albo vengono presentate all’inizio e alla fine del libro e, accanto a ciascuna, vengono elencate le caratteristiche salienti, di modo che i bambini e le bambine possano imparare a riconoscerle e a ricordarle meglio.

Ma è soprattutto l’idea di ricorrere alla rima e dunque di alleggerire un argomento scientifico dal peso rilevante mediante un testo vivace e ritmato, a garantire la godibilità di questo albo.

Buona lettura giocosa a tutti e w i Boffi!

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