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Peter nella neve: sulle orme di un grande classico

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Non appena ho aperto questo albo, ho avuto la sensazione di avere tra le mani qualcosa di speciale. Ho sfogliato le sue pagine velocemente, con l’impazienza e l’entusiasmo che solo un libro nuovo può trasmetterti. E da subito mi ha catturata: il bianco magnetico della neve avvolgeva tutto e questo candore abbagliante faceva risaltare ancora di più il piccolo protagonista, goffamente imbacuccato nella sua tutina arancione dal cappuccio all’insù, intento a girovagare per le strade del quartiere.

Quello che però ancora non sapevo, era che The Snowy Day –questo il titolo originale del libro- era stato pubblicato per la prima volta nel 1962: più di cinquant’anni fa. Oggi arriva in Italia grazie a Terre di Mezzo Editore.

copertina di Peter nella neve

Che cosa racconta il libro

Peter nella neve è il racconto di una giornata vista con gli occhi gioiosi di un bambino: lo stupore e l’emozione per la prima neve, lo scricchiolio dei passi che affondano nelle strade imbiancate, la battaglia con le palle di neve, le corse e le scivolate.

Peter vede la neve per la prima volta

Il paesaggio innevato cela la realtà e vi aggiunge un pizzico di magia. Peter è il bambino che anche noi una volta siamo stati, con tutte le sue speranze e le sue paure. Paura che da un giorno all’altro qualcosa di così bello possa finire troppo in fretta, come troppo in fretta si scioglie la palla di neve che Peter desiderava tanto conservare; ma i suoi sono anche gli occhi dell’innocenza e della speranza, perché sa di avere davanti a sé giorni sempre nuovi da riempire con fantastiche avventure, memorie da custodire dentro di sé senza, questa volta, il timore di vederle svanire come la neve al sole.

interni di Peter nella neve

Un vero piccolo grande classico

La storia che sta alle spalle di questo piccolo grande classico e del suo autore, Ezra Jack Keats, merita di essere raccontata.

Ezra Jack Keats nasce nel 1916 a New York da genitori ebrei emigrati dalla Polonia. Si appassiona fin da bambino all’arte e incomincia la sua carriera di illustratore agli inizi degli anni ’40, lavorando soprattutto per committenze di tipo commerciale. Nel 1962 gli viene chiesto di scrivere e illustrare un libro tutto suo e, grazie a questo invito, nasce il personaggio di Peter.

Molti anni prima, nel 1940, Keats aveva trovato e ritagliato dalla rivista Life una serie di fotografie che ritraevano un bambino afroamericano. Quelle immagini lo avevano colpito e aveva deciso di appenderle alla parete del suo studio, nella speranza di poter trovare un giorno l’occasione per trasformare quel bambino in un piccolo eroe. La lunga, silenziosa attesa di Peter era finalmente terminata e Keats aveva l’occasione di poter dar voce al suo piccolo compagno.

Nessuno dei manoscritti per cui avevo lavorato fino ad allora aveva avuto un bambino nero come protagonista (…), il mio libro lo avrebbe avuto per il semplice fatto che, quel bambino, sarebbe dovuto esserci da sempre”.

Ezra Jack Keats aveva sperimentato sulla sua stessa pelle che cosa volesse dire sentirsi discriminato, tanto che, di ritorno dalla guerra nel 1947, si sentì costretto a modificare il suo vero nome, Jacob Ezra Kats, in uno dal suono più americano, per riuscire a trovare lavoro in un clima di antisemitismo dilagante.

Essendosi sentito lui stesso un emarginato, ha voluto dare voce a quelle minoranze che fino ad allora non erano state prese abbastanza in considerazione e che non solo vivevano, ma facevano anche vivere, i quartieri di New York che si chiamavano Chinatown, Little Italy e Harlem.

Da un articolo tratto dal The Minneapolis Star del 1962 si legge: “Un’insegnante delle elementari raccontò che prima di leggere ‘Peter nella neve’ alla classe, composta prevalentemente da bambini neri, sia i bambini neri che i bambini bianchi usavano il rosa per disegnare sé stessi. Dopo aver letto la storia, i bambini neri iniziarono ad utilizzare il marrone. Keats commentò: ‘Vedersi nei libri dà un senso di appartenenza’”.

Ma la rivoluzione di questo albo non si ferma qui. Keats decide di rompere la tradizione anche dal punto di vista grafico e stilistico. Peter nella neve è pura sperimentazione di materiali, forme, e colori: le illustrazioni dipinte a mano si uniscono al collage (realizzato con carte provenienti da tutto il mondo) e si combinano magicamente con altre tecniche come la china (spruzzata con uno spazzolino da denti nella scena in cui Peter si addormenta) o i timbri (realizzati intagliando la gomma per cancellare per creare i fiocchi di neve).

interni di Peter nella neve

Il successo del libro fu tale da aggiudicarsi, l’anno successivo alla pubblicazione, la Caldecott Medal, il più prestigioso premio americano dedicato agli illustratori. Nel 2012 la rivista dei bibliotecari americani l’ha inserito al quinto posto tra i 100 migliori albi di tutti i tempi.

Peter nella neve

di Ezra Jack Keats, traduzione di Giulia Genovesi, Terre di Mezzo Editore, 2019 – Età di lettura consigliata: dai 3 anni

Peter nella neve

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