Il lungo viaggio verso casa di una piccola balena e della sua mamma

Jo Weaver descrive con particolari minuziosi e concreti un viaggio epico che ogni anno si compie negli abissi marini, senza che noi ce ne accorgiamo. Le tavole sono di una bellezza mozzafiato e si potrebbero osservare per ore...

Quando i nostri figli sono piccoli, l’atteggiamento dei genitori è protettivo e indulgente, per lo meno per quanto riguarda la nostra specie, quella umana.

La natura però non riserva quasi mai questo trattamento di favore ai cuccioli delle specie animali, che sono costretti a imparare prestissimo a badare a loro stessi per dimostrare di essere abbastanza in gamba da sopravvivere da soli.

I puledrini, per esempio, devono mettersi in pedi e correre appena nati, gli anatroccoli devono imparare a nuotare da subito per trovare il cibo e di casi simili ce ne sono in quantità.

Orecchio Acerbo ci propone la storia di Piccola Balena, illustrata e scritta da Jo Weaver e tradotta per noi da Carla Ghisalberti, descrivendoci il viaggio eccezionale che i piccoli di balena sono chiamati a compiere per raggiungere i loro territori abituali a nord, dopo l’annuale migrazione a sud per la riproduzione.

Piccola balena

Jo Weaver, trad. Carla Ghisalberti, Orecchio Acerbo, 2018 – Età di lettura consigliata: dai 4 anni

Piccola Balena

I cuccioli di balena compiono un viaggio di 12.400 miglia accompagnati solo dalla loro mamma e questa sorta di rito di passaggio segna il loro ingresso ufficiale nella grande famiglia dei cetacei, perché sancisce definitivamente la loro forza e la capacità di cavarsela nel mondo.

Nella nostra storia, Piccola Balena conosce solo le tiepide acque tropicali, ma un giorno la mamma la informa che dovranno fare un lungo viaggio per raggiungere gli altri membri della loro famiglia che già si sono mossi.

Mamma balena e piccola balena

La mamma Balena Grigia parte sicura e Piccola Balena la segue fiduciosa, del tutto ignara delle fatiche che affronterà, ma anche delle cose meravigliose che vedrà in questo viaggio. Proseguono verso nord, il mare diventa più profondo, più buio è progressivamente più freddo e la piccola fa domande su ciò che vede cercando di capire quanto manchi all’arrivo, ma non ottiene risposte, solo incoraggiamenti costanti a proseguire fino a che non avranno raggiunto la loro metà.

mamma balena precede la piccola balena

Nel vasto mare gelato, presa ormai dallo sconforto e dalla stanchezza, Piccola Balena conosce per la prima volta la paura di fronte a un gruppo di orche che non aspettano altro che vederla rimanere indietro, ma Balena Grigia non le permette di arrendersi e la aiuta a proseguire proteggendola e trascinandola sul suo dorso.

Dopo tanta fatica eccole ad un tratto udire il canto di benvenuto che sancisce il loro arrivo da parte delle altre balene della loro specie. Finalmente in salvo Piccola Balena può abbandonarsi al quel sonno ristoratore di chi sa di aver compiuto una grande impresa.

Un viaggio epico negli abissi marini

Jo Weaver ci descrive con particolari minuziosi e concreti un viaggio epico che ogni anno si compie negli abissi marini, senza che noi ce ne accorgiamo. Il suo tratto non è soltanto realistico, ma dona alle profondità del mare una poesia che ne sottolinea l’immensità senza trasmettere paura. Le tavole sono dei capolavori di tecnica e si potrebbero osservare per ore proprio come si farebbe cercando i particolari in una foto subacquea.

le code delle balene

La scelta di rendere a colori solo la copertina a mio avviso è molto interessante: nelle profondità del mare i colori non sono netti come in superficie e in questo modo il punto di vista è ancora più realistico, perché possiamo davvero immaginare che le balene vedano tutto in una variegata scala di grigi.

Dal punto di vista emozionale questa storia, inutile dirlo, è un inno alla forza delle mamme, al loro coraggio e alla loro capacità di spronare i piccoli anche in mezzo alle difficoltà, è un deciso incoraggiamento a lasciarli fare per poterli vedere davvero crescere e ad andare in loro soccorso solo quando c’è un reale pericolo.

interni del libro Piccola Balena

Io sono mamma e devo ammettere che non mi riesce facile fare tutto questo, ma la fermezza e la calma della Balena Grigia mi guideranno d’ora in poi nei momenti di incertezza e quando l’istinto mi dirà di intervenire proverò a chiedermi se davvero ce n’è bisogno.

Infine, devo dire che leggendo questa storia inevitabilmente ho ripensato a “La chiocciolina e la balena” di Julia Donaldson e Axel Scheffler, il racconto di un viaggio condiviso che fa nascere una grande amicizia ed è così pieno di colori e particolari che in certi momenti sembra quasi di avvertirli fisicamente.

Non è solo la similitudine di soggetti, ma è proprio questa attenzione estrema ai particolari che mi permette un’associazione così immediata: è la sensazione che entrambi gli illustrati, seppur così diversi stilisticamente, hanno suscitato in me delle grandi immensità marine, l’impressione di infinita libertà che questi cetacei infondono.

Per tutti quelli che, come me, hanno amato dal profondo del cuore questa storia e l’hanno letta milioni di volte ai propri bambini, anche Piccola Balena è imprescindibile e può rivelarsi un’ottima idea regalo per la festa della mamma che si sta avvicinando e che speriamo di poter festeggiare all’aperto e, per i più fortunati, passeggiando sulla riva del nostro splendido mare.

La relazione genitoriale tra una mamma e i suoi cuccioli viene esplorata con la medesima delicatezza e sensibilità da Jo Weaver in altri albi illustrati pubblicati da Orecchio Acerbo: Piccola Orsa (2016), già presentato su Milkbook, Premio Nati Per Leggere 2017, e Piccole Tigri, uscito nel 2019.

mamma balena tiene sul suo dorso la piccola balena

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