Il Piccolo manuale dei grandi sbagli di Keri Smith

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di Rossana Cavallari

Oggi vi racconto un libro sovversivo, che esorta a comportarsi esattamente all’opposto di come ci è stato insegnato sin da bambini. Un libro che nobilita l’errore, che esalta il disordine, che spinge a sporcarsi, a non preoccuparsi del risultato e a non ostinarsi a cercare di realizzare qualcosa di bello.

Un libro che è un prezioso compagno di viaggio soprattutto per chi, come me, tende a essere perfezionista e con il concetto di errore ha sempre avuto un rapporto poco amichevole. D’altra parte ho un carattere responsabile e preciso, il che non è proprio un aiuto. Sono cresciuta in un contesto sociale ed educativo che, dell’errore, non aveva grande stima e, forse anche per questo, a un certo punto ho iniziato a riflettere su questo tema. E a rendermi conto, da madre, che da sola non sarei mai riuscita a fare tutto perfettamente. E devo ringraziare la mia bambina, che mi ha insegnato a sbagliare, a migliorare e a fare dell’esperienza una valida alleata.

Piccolo manuale dei grandi sbagli

Keri Smith, traduzione di Francesca Cantinotti, Corraini Edizioni, 2016
Età di lettura consigliata: dagli 8 anni

Piccolo manuale dei grandi sbagli, copertina

Questo illuminante manuale mi ha permesso di togliermi di dosso la sensazione di dover fare tutto bene e in modo perfetto, cosa che mi è sempre stata chiesta con una certa normalità a dire il vero, come se da me l’ipotesi contraria non fosse nemmeno presa in considerazione.

All’arrivo di mia figlia, invece, qualcosa è cambiato. Non essendo mai stata mamma prima e, non sapendo cosa fare sempre e in ogni circostanza, ho iniziato a mettere in conto che potevo concedermi un margine di errore.

Poi un giorno ho incontrato questo libro e mi sono liberata di un peso. Keri Smith mi chiedeva di non considerare quello che avevo fatto fino a quel momento come una realtà assoluta, ma di metterlo in discussione.

interno del Piccolo manuale dei grandi sbagli

Grazie al Piccolo manuale dei grandi sbagli mi sono per esempio concessa il tempo di mettere in disordine ricordando che, per farlo, bastano tre semplici regole:

  • Non cercare di realizzare qualcosa di bello
  • Non pensare troppo (ricordando che non esiste la parola sbagliato)
  • Continua ad ogni costo

Keri Smith, come forse sapete, è una delle artisti che mi incuriosiscono di più e di cui vi ho già parlato qui su Milkbook.

Mi piace il suo approccio pratico alla realtà, il suo sguardo aperto e curioso alle cose, la sua esigenza di portare avanti esperienze vive, piene, inusuali.

I suoi libri, dal formato comodo e non troppo ingombrante, sono fatti per essere vissuti, usati, scritti, tagliati, scarabocchiati. Non sono certo testi da esposizione in libreria ma, al contrario, sono libri da vivere.

Seguendo il suo “canone” ho imparato a fare i conti con il fatto di non poter tenere tutto sotto controllo. Quindi, ad esempio, poter cucinare senza seguire una ricetta, non obbligarmi ad avere sempre tutto in ordine a casa, oppure prendermi del tempo per scrivere solo per il puro piacere di farlo. Senza rincorrere obiettivi. Tutto questo mi ha aiutata a raggiungere una forma di elasticità mentale necessaria e utile a risolvere gli imprevisti con spirito diverso, più leggero e positivo.

Keri Smith, Piccolo manuale dei grandi sbagli

Piccolo manuale dei grandi sbagli è piaciuto molto anche a mia figlia, che frequenta una scuola nella quale l’errore è considerato opportunità, sapendo benissimo che non per tutti i bambini della sua età è così. L’approccio di Keri Smith è incoraggiante, perché reputa gli sbagli delle occasioni per ricercare nuove soluzioni e innescare ragionamenti originali. Si può affrontare l’impegno scolastico e didattico senza nessuna forma di “ansia da prestazione” ma con il giusto equilibrio tra impegno e divertimento. Se si sbaglia si potrà migliorare oppure essere stimolati, proprio dall’errore, a seguire altre strade.

Cosa ci suggerisce in pratica questo libro, vi starete chiedendo?

Bè, ad esempio, a svolgere le attività consuete usando la mano “sbagliata”, a riunire gli amici per giocare alla gara del disordine, ad appendere tanti fogli alla parete riempiendoli dei pensieri che ci assalgono per una settimana ma, ovviamente, senza pensarci troppo.

Ci sono, inoltre, spunti davvero molto pratici che servono a prendere in considerazione il concetto di sbaglio, errore e, in qualche modo, imperfezione. Tra questi creare un groviglio con dei fili e incollarlo in una pagina indicata, così da poterne avere visione e consapevolezza.

Piccolo manuale dei grandi sbagli

Ho trovato divertente lo spunto di ingigantire e amplificare un disordine già esistente (ad esempio le matite cadute dal barattolo della mia scrivania), così come il suggerimento di uscire di casa imparando ad osservare le cose che ci circondano scoprendo che non saranno sempre perfette. Da ultimo, ma non per questo meno importante, alcune pagine finali dedicate alle note per inserire spunti e riflessioni sui nostri cambiamenti.

Una lettura pazza, che destabilizza, diverte, stimola e scuote. Proprio come piace a me.

 

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Rossana Cavallari
Giornalista attualmente impegnata sul fronte della comunicazione etica e lettrice compulsiva per passione, adoro da sempre i libri per bambini che acquistavo ancor prima di diventare mamma io stessa di una bimbetta sorridente di sei anni. Se poi i libri sono editi da case editrici indipendenti, sono curati e particolari allora trovano in me l'acquirente perfetta.