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Prendimi per mano, mamma: un tenero albo illustrato sul distacco

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Il distacco dalla mamma quando si va a scuola, ma anche la necessità prima o poi di affrontare il mondo da soli, è un tema che molti albi illustrati hanno negli anni cercato di trattare, ma la casa editrice Clichy ne propone uno che dobbiamo avere nella nostra libreria: innanzitutto perché è pensato da Nadine Brun-Cosme, che sicuramente conoscerete per i meravigliosi libri di Lupo e Lupetto e della loro tenera amicizia, in secondo luogo perché l’illustratrice, Christine Davenier, è una maestra dell’acquerello e c’è letteralmente da perdersi a osservare i dettagli delle tavole che ha creato, in terzo luogo perché è una storia positiva, leggera, allegra e perfetta per superare un momento delicato come quello della separazione (momentanea) da un genitore.

Prendimi per mano, mamma

di Nadine Brun-Cosme, illustrazioni di Christine Davenier, trad. Maria Pia Secciani, Edizioni Clichy, 2019
Età di lettura consigliata: dai 3 anni

Prendimi per mano, mamma

Aprendo l’albo appare chiaro che ci troviamo in una grande città piena di rumori, di traffico e di gente indaffarata; il punto di vista e voce narrante è quello della bimba, che scopriamo chiamarsi Lea, che si divide fra l’entusiasmo della scoperta e il timore della novità.

Nel tragitto da casa a scuola ci sono moltissime cose da osservare e con le quali giocare: le auto che rombano e fanno baccano, le lavatrici automatiche piene di colori , il semaforo pedonale con gli omini colorati, l’odore di pane del forno che ricorda a Lea la pizza ai quattro formaggi che si ferma a prendere con la nonna, i colori degli scooter dei porta-pizze, e poi la scuola…

Lea e la mamma camminano

La città è descritta da Lea con tutti e cinque i sensi e noi cogliamo lo stupore e la curiosità della bimba che però è combattuta: il rumore le fa paura, per attraversare la strada ha bisogno della mamma, la scuola in lontananza la agita un po’ e allora come una formula magica per farsi coraggio dice: “prendimi per mano, mamma!” e i timori scompaiono, permettendo alla piccola di superare gli ostacoli e godersi la passeggiata fino a scuola.

il percorso fino a casa

Una volta arrivata lì però l’agitazione prende il sopravvento e la bambina cammina più lentamente. Chiede alla mamma di prenderla per mano, ma lei la accompagna solo fino all’ingresso e lì , senza tanti convenevoli la abbraccia, la bacia e la lascia sola. Come affrontare ora il mondo senza la rassicurante formula magica? La soluzione arriva insieme alla piccola Marie, che la invita a giocare con lei e Lea trova conforto questa volta in una mano amica, dimenticandosi tutte le sue insicurezze.

l'arrivo a scuola di Lea

La narrazione è semplice e ritmata dalla frase che si ripete come un mantra ad ogni piccolo grande ostacolo, quindi perfetta per la lettura anche ai più piccoli, già dai tre anni quando si troveranno a dover affrontare l’inizio della scuola dell’infanzia, tuttavia è una lezione anche per i genitori e cerca di trasmettere loro il messaggio rassicurante che i loro figli sono pieni di risorse e sapranno cavarsela a meraviglia anche se non c’è un genitore a proteggerli!

Prendimi per mano, mamma

Un inno all’amicizia come sostegno e al lasciarsi andare alle nuove esperienze anche se fanno paura e un delicatissimo invito per grandi e piccoli a lasciarsi affascinare dal mondo e a buttarsi nelle cose con infantile incoscienza per scoprire che, una volta superate le diffidenze iniziali, sono più semplici di quanto ci si potesse aspettare.

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