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Ranocchio è innamorato: una storia d’amore universale

Ranocchio è innamorato è il primo episodio della fortunata (ma non abbastanza qui in Italia!) serie che l’autore e illustratore olandese Max Velthuijs – vincitore del Premio Hans Christian Andersen nel 2004 – ha dedicato al personaggio di Ranocchio. Un personaggio che in Olanda tutti conoscono e che è massicciamente presente sugli scaffali di scuole e biblioteche. Un personaggio amatissimo fin dal suo debutto nel 1989, tradotto in oltre 50 lingue, e che è stato capace di evolvere e mutare nel tempo, episodio dopo episodio, crescendo insieme al suo “papà”.

Ranocchio è innamorato

testo italiano a cura di Alfredo Stoppa, Bohem press Italia, 2014
Età di lettura consigliata: dai 4 anni

Ranocchio è innamorato

Ranocchio non si riconosce più. Si sente strano, agitato. Non capisce se è triste o felice. Qualcosa dentro di sé fa bum, bum, ma non sa spiegare cosa sia. Per fortuna Lepre, che è colto e ha tanti libri, capisce cosa gli sta succedendo… “A-ha! Batticuore… Vuol dire che sei innamorato”, decreta.

Ranocchio e Lepre

Scoprire di essere innamorato è per Ranocchio motivo di gioia e sorpresa! D’improvviso è travolto da un’euforia incontrollabile che lo spinge a lanciarsi in alto in uno strabiliante salto. È una sensazione nuova che gli regala emozioni mai provate.

Ranocchio in volo

Ma… di chi? gli domanda Porcello. La domanda è importante e Ranocchio ci riflette su. Non ci aveva ancora pensato. Eppure la risposta non tarda ad arrivare: “Sono innamorato della bella, dolce, incantevole Anatra bianca!“, dice d’un fiato.

La sua è una dichiarazione d’amore genuina e spontanea. Il suo entusiasmo è palpabile. Ma ecco che a frenarlo ci pensa lo scettico amico: “Un ranocchio non può innamorarsi di un’anatra. Tu sei verde e lei è bianca!”.

Porcello insinua il dubbio che la diversità costituisca un ostacolo insormontabile. Non si può amare una persona diversa da noi? è sbagliato? è proibito?

Ranocchio non si scoraggia ed è intenzionato a vivere pienamente il suo sentimento. Essere innamorato è bellissimo e come tutti gli innamorati decide di compiere un gesto romantico, di fare un regalo alla sua amata, di sorprenderla e di realizzare per lei qualcosa fatto con le sue mani.

Ranocchio disegna un cuore

La buona volontà si scontra però con la timidezza… il coraggio lo abbandona. I doni di Ranocchio vengono recapitati ad Anatra ma senza che lui si palesi, e rimangono dunque anonimi. Passano i giorni e le settimane senza che il nostro dolce protagonista riesca a rivolgere parola alla sua amata.

Ma ci deve essere un modo per conquistarla… ci deve essere un modo per dimostrarle il suo amore. Ranocchio pensa e ripensa, finché non decide di fare qualcosa che nessun altro è in grado di fare! Finalmente tutto il coraggio viene fuori.

Romantico, ingenuo, testardo, sensibile, Ranocchio è come un bambino alle prese con i primi batticuori. Le differenze non esistono, non contano. Conta solo l’amore che lo fa sentire leggero e gli fa compiere azioni impossibili.

Nonostante lo scetticismo e le maldicenze degli altri, lui decide di seguire il suo cuore e di farsi guidare da esso. Con trasporto e slancio. E Max Velthuijs lo premia. Premia il suo sentimento limpido e trasparente che non si lascia sporcare dal pregiudizio.

Ranocchio e Anatra

A me sembra una storia d’amore semplicissima eppure universale, autentica, profonda.

Le storie di Ranocchio

A casa mia Ranocchio è adorato. In primo luogo da me, completamente catturata dal suo candore e dal suo incedere nel mondo a passi lenti e fiduciosi, in secondo luogo da mio marito e da mia figlia, affascinati dalla scrittura cadenzata e rassicurante di Velthuijs (in Italia la traduzione è curata dal bravissimo Alfredo Stoppa) e dallo stile pieno e romantico delle sue illustrazioni.

Le storie di Ranocchio sono forti e contengono messaggi universali, che risuonano e persistono come quelli delle fiabe. Non è un caso che l’autore racchiuda le immagini in una cornice che sembra sospenderle e fissarle nel tempo. Una cornice che introduce a un “C’era una volta”, a fatti e accadimenti lontani eppure così vicini, in cui tutti possano riconoscersi senza paura di farsi male, perché in fondo si tratta di “finzione”.

Le storie di Ranocchio raccontano senza scorciatoie l’amicizia, l’amore, la cattiveria, il razzismo, l’altruismo, la morte. Parlano senza filtri delle debolezze umane, delle contraddizioni, delle ingiustizie, ma offrendo sempre una soluzione positiva, lasciando aperta la speranza.

Ranocchio e i suoi amici sono animali umanizzati con personalità ben definite e caratterizzate: c’è l’intellettuale, l’avventuriero, il timido, il pauroso. Ranocchio è come un bambino curioso ed entusiasta, conserva uno sguardo incantato sulle cose ma spesso si lascia condizionare dai pensieri e giudizi altrui.

Il segno di Velthuijs è potente sia sul piano figurativo sia su quello narrativo. Ammaliante. Protagonista dei suoi libri è anche la natura: sconfinata, immensa e grandiosa. Avrò modo di soffermarmi su altre avventure di Ranocchio che la casa editrice Bohem press continua fortunatamente a pubblicare anche dopo la morte dell’autore, avvenuta nel 2005.
Per ora mi limito a elencarle:

  • Ranocchio è innamorato
  • Ranocchio è un… ranocchio
  • Ranocchio e lo Straniero
  • Ranocchio e un Giorno Molto Speciale
  • Ranocchio e il Merlo
  • Ranocchio è un Eroe
  • Ranocchio ha Paura
  • Ranocchio trova un Amico

Grazie a Joanna Dillner, editrice di Bohem press Italia, per avermi fornito preziosi materiali di studio su Max Velthuijs.

➠ Puoi trovare le avventure di Ranocchio qui

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