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Rory il dinosauro e il suo papà

Liz (Elisabeth) Climo è un’autrice e illustratrice americana dal tratto gentile e l’ironia zampillante. Negli States e in altri paesi del mondo è famosissima e seguitissima (basti pensare che il suo blog, dove pubblica vignette spiritose e informa i fan sulla sua attività, riceve oltre 37 milioni di visitatori ogni mese e che è una delle disegnatrici della serie televisiva I Simpson).

Io l’ho conosciuta da poco, grazie al suo dolce Rory, protagonista dell’albo edito da Mondadori Rory il dinosauro e il suo papà, che descrive un rapporto genitore-figlio modello, una relazione incentrata sul sostegno e sull’aiuto a oltranza, incondizionato, ma sempre “di basso profilo”, portato avanti a una certa distanza.

Tra poco vi spiego meglio cosa intendo, perché è un libro che merita più di una lettura frettolosa.

RORY il dinosauro e il suo papà

Liz Climo, traduzione di Chiara Carminati, Mondadori, 2016
Età di lettura consigliata: dai 4 anni

Rory e il suo papa-cover
Rory e il papà vivono su un’isola, su una casa sull’albero. O meglio, le casette sono due, identiche se non per la dimensione: quella del padre è logicamente la più grande. Due case in legno con il tetto di paglia e una finestra con le tendine azzurre. Due case collegate da una scala.

le case sull'albero

Già da questo dettaglio ci rendiamo conto che i due protagonisti ci tengono a preservare la loro indipendenza e a godere ciascuno di un proprio cantuccio privato. Ma quando vogliono, sanno che possono sempre andare a trovare l’altro scendendo o salendo le scale. Facile e rassicurante!

Come tutti i cuccioli della sua età, Rory non sta mai fermo, gioca, corre, fa mille prove e sperimentazioni. Il papà ogni tanto (e sottolineo ogni tanto) lo accompagna nelle sue frenetiche attività. Ma lui è un tipo placido, che ama molto leggere e ha bisogno di riposarsi. Quindi qualche volta reclama i suoi spazi apponendo un chiaro cartello con su scritto NON DISTURBARE.

il cartello NON DISTURBARE

Rory pensa che i libri del papà siano noiosi… nella sua biblioteca personale troviamo titoli come I promessi sauri, Jurassic Park e L’Era glaciale.

Visto che il padre è occupato, un giorno Rory decide di andare alla ricerca di un’avventura da solo e parte con il suo fagotto.
Elettrizzato e orgoglioso del suo coraggio, si incammina tutto da solo per chissà dove, senza accorgersi che dall’alto della casetta sull’albero il papà lo sta osservando.

Lo vede e non dice nulla. Lo segue, senza farsi notare. Lo aiuta a compiere il suo viaggio senza che il figlio scopra la sua presenza. Una presenza che si dimostra non solo necessaria, ma provvidenziale!

È proprio grazie al papà che il piccolo dinosauro riuscirà ad attraversare il fiume pur non sapendo nuotare, a sfuggire dall’attacco di un cinghiale rabbioso, a consumare un pasto goloso pur avendo dimenticato di portare con sé il suo amato latte di cocco.

rory attraversa il fiume

È particolarmente degno di nota il modo in cui l’autrice costruisce la narrazione: se da un lato il testo riporta con semplicità il pensiero di Rory, convinto di riuscire a cavarsela da solo in ogni circostanza, dall’altro lato le ironiche illustrazioni lo smentiscono, mostrandoci papà dinosauro impegnato a escogitare sistemi per togliere d’impaccio il figlio dai vari pericoli in cui incappa.

Un papà che silenziosamente e tenacemente gli consente di vivere la sua avventura come desidera, adoperandosi in ogni modo per farlo sentire capace, grande, in grado di farcela con le sue forze. Un papà che agisce in sordina, senza essere visto, che mette a repentaglio la sua vita e inventa soluzioni creative pur di non guastare quell’esperienza al suo piccolo. Un’iniezione di fiducia immensa per un bambino!

Un altro merito che va riconosciuto a Liz Climo è quello di raccontare un rapporto papà-figlio assolutamente bidirezionale e complementare. L’affetto e la generosità che regna tra di loro non è a senso unico. Così come il papà pensa (e provvede) al suo bambino in ogni momento, anche Rory ha ben impressi nella mente gli insegnamenti paterni. È così orgoglioso delle sue imprese che non vede l’ora di raccontargliele e anzi a un certo punto si dispiace che il suo papà non sia lì con lui, ma lontano, a casa.

Bellissimo il finale in cui i due si ricongiungono. Il papà malconcio per le faticose prove che ha dovuto intraprendere di nascosto, il figlio emozionato e felice per le conquiste ottenute. Ora possono rilassarsi entrambi!

<<Ma passerà del tempo prima che me ne vada
di nuovo da casa>> dice Rory,
<<non voglio che tu senta troppo la mia mancanza.>>

Una storia di quelle che più ci torno, più mi piacciono, in cui ogni particolare dà la misura dello studio e della ricerca che c’è dietro. Illustrazioni dal segno essenziale, con le figure arrotondate, due puntini appena accennati a indicare gli occhi, tanto spazio bianco nella pagina a trasmettere un senso di calma e pace.

Quando la leggo ad alta voce cerco sempre di portare l’attenzione dei bambini sulle immagini, per essere certa che capiscano che sono in ironica contraddizione con quanto espresso dalle parole e che loro stesse sono portatrici di significati e nuovi livelli di lettura.

il papà lo protegge dalla pioggia

Parole limpide, spontanee, dolci, che ben riflettono il pensiero-bambino. Non a caso anche la traduzione è affidata a una fuoriclasse, Chiara Carminati.

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