Storia di una principessa e della sua forchetta

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C’era una volta, in un tempo antico, in una città dall’inenarrabile bellezza e splendore chiamata Bisanzio, una principessa di nome Teodora cresciuta fra i lussi e le comodità, come si conviene alle principesse di ogni epoca e civiltà.

Teodora aveva 12 anni e in tutta la sua giovane vita non aveva mai mosso un dito senza l’aiuto dei suoi trenta servitori, che l’accudivano e assistevano per ogni minimo bisogno.

Nonostante gli agi e i privilegi cui era abituata, Teodora era una bambina dall’animo dolce, grata per la sua fortuna, ben educata, dall’intelligenza spigliata e molto rispettosa, che mai si sarebbe sognata di procurare un dispiacere ai suoi genitori, che amava moltissimo. Per questo motivo, quando sua madre e suo padre la informano che è venuto il momento di sposarsi e di andare a conoscere il suo futuro marito, lei si fida di loro e non ha nulla da obiettare.

Perché allora, e nessuno se ne lamentava, erano i genitori a scegliere i mariti e le mogli dei figli.

«Andrai in Europa», le comunica la mamma, «e la tua nuova patria sarà in una città molto amica di Bisanzio, la più leale di tutte: Venezia […] L’imperatore ha scelto per te un giovane di talento […] Ha pochi anni più di te, è gentile, educato, molto serio». 

Anche se Teodora era preparata e sapeva che questo momento sarebbe arrivato, viene ugualmente investita da un misto di emozione e inquietudine, oltre che dal grande dispiacere di dover lasciare la sua famiglia, la sua casa, i suoi tanti interessi.

Ma tant’è. Il suo destino è segnato, ed eccola prepararsi alla fastosa partenza per andare incontro alla sua nuova vita, mentre al di là del Mediterraneo, in una Venezia che è ancora molto piccola e molto povera, lontana dall’essere la grande città che sarebbe diventata negli anni a venire, il giovane e timido Giovanni, secondogenito del doge, fantastica sulla sua futura moglie e si domanda se mai ne sarà all’altezza…

Storia di una principessa e della sua forchetta

Annalisa Ponti, illustrazione di copertina di Serge Bloch, Rizzoli, 2016
Età di lettura consigliata da milkbook: dai 9 anni

storia di una principessa e della sua forchetta

Annalisa Ponti, insegnante di scuola superiore e professionista nel campo editoriale di lunga data, con una prosa garbata, lineare ed elegante ci trasporta indietro nel tempo, fino all’anno Mille, per narrarci la storia di una principessa-bambina coraggiosa e brillante, piena di immaginazione, di iniziativa e di sogni. Una storia che è allo stesso tempo fiaba e rievocazione storica, racconto di fantasia e incursione negli usi e i costumi medievali.

Quando Teodora e Giovanni si incontrano, subito si piacciono e tra loro nasce una spontanea e sincera amicizia, che permette alla bambina di superare l’iniziale delusione provata verso quella città modesta, così poco attraente se paragonata alla magnificenza della sua Bisanzio. L’accoglienza che i veneziani riservano alla principessa è però tutt’altro che favorevole. La bella e nobile Teodora viene vista con sospetto e pregiudizio. Perché il doge ha preferito una straniera? Perché questa principessa orientale si contorna di oggetti e abiti lussuosi, si lava nella vasca e a tavola mangia – addirittura! – con una forchetta?

In una nota che chiude il romanzo, Annalisa Ponti spiega che il romanzo prende le mosse da una vicenda realmente accaduta, di cui circolano diverse versioni, ma che la sua Teodora è, in tutto e per tutto, un personaggio di pura invenzione. Un personaggio femminile indimenticabile, che sa farsi strada in un ambiente ostile e chiuso, difendendosi dalle maldicenze e dall’ignoranza usando l’intelligenza, la fantasia, l’ironia, la cultura.

Teodora sa leggere e scrivere, parla il greco e il latino, conosce la musica, ama l’arte e la buona cucina. Viene da un mondo molto più avanzato e progredito rispetto alla Venezia di quegli anni. Non sorprende il fatto che il suo arrivo provochi disagio e faccia paura.
Ma la principessa d’Oriente saprà guadagnarsi il rispetto di tutti, facendosi conoscere e apprezzare per quella che realmente è.

Io sono rimasta affascinata dalla sua storia e rapita dalle descrizioni della meravigliosa Bisanzio. Di fondo credo che si possa rintracciare da parte dell’autrice un messaggio di accoglienza e di apertura verso l’altro, un invito a superare le diffidenze e ad abbracciare senza pregiudizi chi è portatore di culture e tradizioni diverse. Un libro dunque molto attuale, anche se ci conduce fino al Medioevo. Un libro dallo stile e dai contenuti che non rientrano nel mainstream, e che proprio per questo lascia tracce destinate ad andare ben oltre la superficie.

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Storia di una principessa e della sua forchetta
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Storia di una principessa e della sua forchetta
  • Annalisa Ponti
  • Editore: Rizzoli
  • Copertina flessibile: 221 pagine
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