4 Storie per bambini a sfondo natalizio da non lasciarsi scappare

Quattro storie per bambini natalizie che piaceranno anche agli adulti: Il pupazzo di neve di Raymond Briggs, Allumette di Tomi Ungerer, L'ultimo regalo di Babbo Natale delle sorelle Murail, Il secondo lavoro di Babbo Natale di Michele d'Ignazio. Classici che ritornano in belle edizioni e novità che si stanno facendo apprezzare.
58 Condivisioni
4 storie per bambini natalizie

Il pupazzo di neve: una storia di amicizia tra sogno e realtà

Raymond Briggs, edizione italiana del 2019 Rizzoli
Età di lettura consigliata: dai 4 anni e per tutte le età

Il pupazzo di neve di Raymond Briggs

The Snowman, realizzato nel 1978 dall’illustratore e fumettista londinese di fama internazionale Raymond Briggs, oggi ottantacinquenne, è una storia per bambini che ha fatto la storia. Scusate il gioco di parole. Una lunga sequenza di vignette silenziose, ma inequivocabili ed eloquenti, che descrivono un incontro incredibile, magico.

Parte del fascino e dell’incanto senza tempo di queste pagine è da attribuire al tono intimo, caldo e morbido dei disegni a mano di Briggs, capaci di restituire un’atmosfera serena e carezzevole, onirica.

Il bambino crea il pupazzo di neve

Il libro comincia con il risveglio frettoloso del bambino protagonista, che è impaziente di uscire di casa perché fuori nevica. Di corsa va in giardino e si mette al lavoro alacremente per creare un gigantesco pupazzo di neve, al quale aggiunge sciarpa, cappello, naso (un mandarino), occhi e bottoni (delle pietre). Con il dito traccia infine una riga a mo’ di bocca sorridente e il suo bellissimo pupazzo, con lo sguardo rivolto verso l’esterno e la schiena che dà invece sulla casa, è pronto.

Il bambino è molto emozionato e soddisfatto. Rientra, ma ogni tanto si affaccia alla finestra per osservarlo e mostrarlo ai suoi genitori. Scesa la sera, riesce a dormire solo poche ore… di nascosto dai suoi torna in giardino in giardino attratto da una forza misteriosa, e lì scopre che il pupazzo è vivo! Cammina verso di lui e gli stringe la mano!

Un’avventura indimenticabile

Comincia così la loro meravigliosa avventura notturna: dapprima il pupazzo, che è come un bambino piccolo che non conosce nulla della vita domestica, fa un giro dentro casa e scopre, con l’aiuto del suo amico umano, come funzionano quegli oggetti insoliti e affascinanti: la tv, la lampada, i quadri alle pareti, l’interruttore della luce… Ogni cosa è fonte di curiosità e stupore. Ma ci sono dei pericoli: il fuoco nel camino! L’acqua che scorre dal rubinetto ed evapora copiosamente, per esempio.

Il pupazzo di neve entra in casa

I due si divertono, vanno a sbirciare nella camera da letto dei genitori che dormono, giocano, mangiano, fanno un giro in macchina. Fino a quando arriva il turno del pupazzo di neve: anche lui vuole mostrare qualcosa di speciale al bambino e regalargli un’esperienza indimenticabile. Tenendolo per mano, spicca il volo e compiono insieme un viaggio meraviglioso intorno al mondo, avanzano leggeri in mezzo al cielo innevato, sorvolano paesaggi di natura e di città, attraversano i mari.

il volo del bambino e del pupazzo di neve

Con il sopraggiungere dell’alba i due fanno ritorno a casa e si salutano con complicità. Il bambino torna a letto. Le ultime immagini, in rapida e concitata sequenza, ci portano alla mattina successiva, quando il ragazzino apre gli occhi e trafelato si precipita fuori dalla stanza e dalla sua abitazione per andare a vedere se tutto quello che era successo quella notte era stato reale o solo un sogno…

Il finale, come sempre accade nei grandi libri, non fornisce una risposta univoca e rassicurante, ma racconta la verità della vita lasciando aperta la porta al dubbio, all’interpretazione personale di ciascun lettore.

Pur non trattandosi di una storia natalizia nelle intenzioni dell’autore, l’atmosfera magica che richiama la rende tale nel cuore di tutti i bambini che continuano a incontrarla sulla loro strada.

Allumette: la piccola fiammiferaia dall’animo puro e la cattiveria degli adulti, tirchi ed egoisti

Tomi Ungerer, trad. di Sara Saorin, Camelozampa, 2019
Età di lettura consigliata: dai 4 anni e per tutte le età

Allumette di Tomi Ungerer

Un altro classico, perfetto da leggere insieme ai bambini nel periodo natalizio, è “Allumette“, scritto e illustrato da Tomi Ungerer nel lontano 1974. Ma non aspettatevi una storia tranquillizzante di buoni sentimenti, perché non la troverete. Se conoscete un po’ il graffio e la poetica dirompente di questo straordinario autore purtroppo dipartito, saprete già che i suoi racconti per bambini non seguono mai strade battute, rassicuranti o prevedibili. Le sue narrazioni sono fatte per pungolare, scuotere, sollevare dubbi, inquietare un po’… e specialmente ridicolizzare noi adulti. Sono storie di rara profondità e intelligenza, argute, rispettose del mondo infantile e del suo sguardo pulito e libero.

Allumette rovista nella spazzatura

Allumette è una bambina vestita di stracci, povera e sola, che vive per strada mangiando gli avanzi della spazzatura e racimolando qualche soldo dalla vendita di fiammiferi (allumette=fiammifero in francese).

Sebbene sia inverno, nessun adulto che incontra si mostra compassionevole o caritatevole nei suoi confronti. Natale è arrivato ma nel cuore di questi uomini e donne non c’è posto per un briciolo di generosità e attenzione nei confronti di chi ha realmente bisogno. Viene scansata, scacciata in malo modo, tenuta a distanza, ignorata. Il pasticcere addirittura la insulta, definendola pezzente e mascalzona. Terrorizzata e congelata, la ragazzina si rifugia in un cantiere, dove però rischia di morire per un incendio divampato a causa di un suo fiammifero.

la povera Allumette

Le immagini che ritraggono Allumette sono dure, disturbanti, drammatiche. La bambina mingherlina e denutrita sta per cedere, ma quando capisce che è sul punto di abbandonarsi, rivolge un’ultima preghiera accorata a qualcuno lassù che possa ascoltarla:

“Ti prego, fammi vivere un po’ di più, abbastanza da assaggiare una torta, o anche solo una fettina di tacchino, o di prosciutto. Oh, come lo vorrei!”.

I desideri della bambina vengono finalmente esauditi

È mezzanotte: dal cielo un lampo e uno scoppio di temporale preannunciano una colossale pioggia. Ma non è acqua quella che cade a tutta velocità dal cielo e piomba sui piedi della bambina: bensì una monumentale torta di compleanno, seguita da un’orda di prosciutti, tacchini, e poi coperte, salsicce, frutta, gelato, poltrone, letti, televisori… tutto ciò che Allumette aveva mai desiderato veniva giù dal cielo.

la pioggia di cibi che piove dal cielo

Allumette è grata e stupita: ha ricevuto veramente tanto! Tutto questo è troppo per lei. E fa quello che non ci aspetteremmo mai da una persona che per tutta la sua giovane vita ha ricevuto solo cattiverie e offese: decide di regalare tutto a chi ha bisogno, prima che le cose si rovinino. Agli storpi, agli affamati, ai vecchietti, ai tremanti, ai claudicanti, ai ciechi, agli ammalati e agli svitati… mentre i ricchi si sentivano tirchi e egoisti e guardavano a disagio quella processione infinita.

Babbo Natale

Che storia! Un testo articolato, ricco di rimandi e metafore, che obbliga il lettore adulto a mettersi in discussione e a sentirsi chiamato in causa dal penetrante messaggio di denuncia di Ungerer. Leggetela senza timori ai bambini, che si sentiranno attratti dalle figure taglienti, dai risvolti oscuri della vicenda e in sincera sintonia con la piccola protagonista.

L’ultimo regalo di Babbo Natale: fino a che età si può credere a Babbo Natale?

Marie-Aude Murail e Elvire Murail, illustrazioni di Quentin Blake, trad. di Sara Saorin, Camelozampa, 2017
Età di lettura consigliata: dai 5 anni e per tutte le età

L'ultimo regalo di Babbo Natale

In questo caso non parliamo di un classico, perché le sorelle Murail hanno dato alle stampe questo librino solo pochi anni fa, eppure non mi meraviglierei se lo diventasse. La storia contenuta in questo piccolo volume raffinato ha il tono e il sapore dei grandi classici di Natale, un delicato scrigno capace di risvegliare emozioni sopite, complici anche le graffianti illustrazioni di Quentin Blake.

Julien ormai è grande e ha deciso di credere a Babbo Natale solo per un altro anno, giusto il tempo per scrivere la sua ultima lettera e chiedere un regalone come si deve, una console per videogiochi come quella del cugino Patrick.

Julien scrive la lettera a Babbo Natale

Quando arriva il momento di aprire i pacchetti, scopre con soddisfazione che il suo desiderio è stato esaudito. Ma sotto l’albero c’è anche un altro regalo, inaspettato, avvolto in un’anonima carta marrone. Aprendolo scopre una graziosa locomotiva a vapore di legno, che stupisce tutti, anche i suoi genitori.

“Dev’essere caduto dal sacco di Babbo Natale… Solo se nessuno lo reclama per un anno e un giorno, allora diventa tuo”, si raccomanda il papà.

La locomotiva è rossa e blu e ha gli occhi che sembrano guardarlo e fargli l’occhiolino. Julien decide di chiamarla Juliette e in poco tempo diventano inseparabili. Il bambino si dimentica presto della costosa console e gioca sempre con la locomotiva, a cui si affeziona ogni giorno di più.

la locomotiva di legno

Babbo Natale esiste veramente? Fa regali ai bambini grandi?

Trascorrono i mesi, Juliette segue Julien dappertutto, persino al mare e in campagna. Quando arriva nuovamente Natale, il ragazzino, che ora ha un anno in più, sa di non poter più chiedere nulla a Babbo Natale, ma la mamma gli concede un’ultima lettera. E insiste affinché la scriva. Julien in realtà preferirebbe che Babbo Natale non tornasse… non vuole che si ricordi della locomotiva perduta e che venga a riprendersela!

Nonostante cerchi in ogni modo di evitarlo, Julien si ritrova suo malgrado a scrivere la faticosa missiva, ma anziché chiedere un regalo, prova a convincere Babbo Natale di non disturbarsi, perché ormai è grande e i suoi genitori possono comprargli le cose al posto suo. Poi però ci ripensa e aggiunge un ultimissimo messaggio, stavolta sincero e col cuore in mano, e lascia la sua cara Juliette sotto l’albero, affinché Babbo Natale possa riprenderla.

Juliene e Juliette

La mattina fatidica è convinto di non rivederla più, ma ad attenderlo ci sarà una felice sorpresa che, ve lo assicuro, vi farà brillare gli occhi dalla commozione.

Il secondo lavoro di Babbo Natale: cosa succede se Babbo Natale viene licenziato?

Michele D’Ignazio, illustrazioni di Sergio Olivotti, Rizzoli, 2019
Età di lettura consigliata: dai 9 anni

il secondo Babbo Natale

Questa divertente lettura di Michele D’Ignazio ci catapulta spavaldamente ai tempi odierni, con un Babbo Natale in piena crisi, costretto a trovarsi un secondo impiego perché il suo datore di lavoro, Le Poste Internazionali, è in rosso e ha smesso di versargli lo stipendio da tre anni.

La situazione è critica e cercarsi un altro impiego è un vero cruccio per un tipo pigro come lui, abituato a stare in vacanza da gennaio a novembre!

Allietato dalle scanzonate illustrazioni di Sergio Olivotti, grottesche e umoristiche al punto giusto, il racconto scivola via a ritmo spedito, mantenendo alto l’umore e la voglia di buttarsi a capofitto nella narrazione.

le renne di Babbo Natale

D’Ignazio tratteggia con ironia e leggerezza una condizione tipicamente contemporanea, parlando di problemi occupazionali, di contratti a progetto, di datori di lavoro cinici, di precarietà, di asettiche email e wishlist che sostituiscono letterine scritte a mano. Tutti questi rimandi saranno forse colti a pieno da un pubblico adulto o di ragazzi grandi, ma il pittoresco ritratto di Babbo Natale che teme di essere sostituito da un robot o peggio ancora da droni telecomandati al computer farà comunque breccia nel cuore dei giovani lettori. Innegabile la simpatia del personaggio e delle situazioni descritte.

interni di Il secondo lavoro di babbo natale

Quale altro lavoro può essere adatto a Babbo Natale?

Quando, con sgomento e sommo dispiacere, Babbo Natale riceve addirittura una lettera di licenziamento, capisce che non c’è più tempo da perdere e che la ricerca di un altro lavoro è diventata urgente. Sì, ma quale? Forse il cuoco? Per un buongustaio come lui potrebbe calzare a pennello. O forse animatore per feste di bambini? Anche, lui ci sa fare con i piccoli. Tuttavia i suoi colloqui di lavoro si rivelano un fiasco totale e nessuno è disposto a dargli fiducia. Fino a quando un annuncio diverso dagli altri sembra volgere a suo favore, e sulla sua strada si prospetta un’occupazione che fa davvero al caso suo.

Bice l'anziana vicina

Alle peripezie lavorative di Babbo Natale, si affianca la tenera vicenda di Bice, l’anziana e timida vicina di casa, che non ha il coraggio di presentarsi a causa di una scottante delusione ricevuta da bambina. Sarà Babbo Natale ad andarle incontro e ad aggiungere un pizzico di romanticismo a questa storia ironica e originale, che regala tanti momenti di dolcezza e riserva al rapporto tra Babbo Natale e i suoi bambini il ruolo più spontaneo e bello.

Tanti sono i libri sul Natale recensiti in questi anni su Milkbook. Potete trovarli scorrendo questa pagina

ADVERTISING