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Il Teatro di Carta raccontato da Emanuela Bussolati

Tararì tararera… è probabilmente il libro più famoso di Emanuela Bussolati. La storia del piccolo Piripù Bibi, raccontata attraverso una lingua sonora e pimpante, completamente inventata ma comprensibile grazie al supporto offerto da immagini allegre ed eloquenti, ha saputo farsi strada coraggiosamente nel panorama dell’editoria per l’infanzia e guadagnarsi l’affetto di tanti bambini e adulti pronti a mettersi alla prova e a giocare con la voce, le espressioni, i gesti.

Ritratto di Emanuela Bussolati
Emanuela Bussolati. Credit: https://emanuelabussolati.wordpress.com

Pubblicato da Carthusia per la prima volta nel 2009 e vincitore nel 2010 del Premio Andersen come Libro dell’Anno, da qualche mese Tararì tararera… è disponibile anche in edizione “Teatro di Carta“: un teatro portatile in cartoncino robusto che, una volta aperto, mette in scena il mondo di Piripù Bibi facendo scorrere le immagini a una a una come se fosse un film a cui assistere seduti in platea.

 

Il Teatro di Carta di Emanuela BussolatiIntervista a Emanuela Bussolati

Raggiunta telefonicamente, Emanuela Bussolati mi ha spiegato che l’idea di proporre Tararì tararera… in questa modalità nuova le è venuta dopo aver raccolto le suggestioni e i pareri di tante persone che amavano la storia e la leggevano in pubblico:

“Quando hai un gruppo di bambini che ascolta, e quindi non un bambino in braccio o seduto al tuo fianco, è molto importante, soprattutto per un libro come questo, che tutti abbiano la possibilità di vedere bene le figure. Il bambino deve essere a suo agio e capire quello che succede attraverso le illustrazioni. Con il libro vicino questo è molto semplice perché il formato è grande, le figure sono facilmente identificabili, ma con un gruppetto di bambini il lettore deve controllare e prestare attenzione a molti elementi: tenere il volume in mano, girare le pagine, leggere il testo se non lo sa a memoria ecc. Nel frattempo la pagina non rimane bene aperta, chi legge può iniziare a preoccuparsi, non si sente comodo, il bambino che è seduto nell’angolo a destra non vede bene… Insomma, è molto poco pratico. Per questo mi è venuto in mente che, per chi legge in gruppo, poteva essere più comodo l’utilizzo del libro in forma kamishibai“.

Nel Teatro di Carta, così come avviene nel tradizionale kamishibai, la lettura risulta più comoda perché il testo si legge dietro mentre davanti i bambini vedono le figure che scorrono. Racconta Bussolati: “Nel teatrino con le marionette è richiesta un’abilità da parte di chi muove il pupazzo, mentre questo speciale teatro di carta non esige alcuna manualità o abilità particolare. È la stessa abilità che richiede il libro, ovvero la disponibilità a leggere divertendosi e partecipare, giocando”.

il retro di una scheda

le schede del teatro di carta

Il Teatro di Carta è realizzato in un cartoncino sostenuto di buonissima fattura. Le schede numerate sono elastiche ma “rigide”, con una tenuta ottima e il loro formato è grande. Il progetto è stato curato da Emanuela Bussolati meticolosamente: “Non potevo e non volevo creare una sorta di televisione con la figura in mezzo e la cornice intorno. Ho integrato tutto! Quello che scorre sotto la cornice in realtà esiste, non è un colore piatto che circonda la figura. L’immagine si dilata. Ho voluto far entrare completamente il bambino in questo mondo Piripù; per questo è tutto disegnato come se fosse una foresta, ha le quinte a forma di paesaggio e non ci sono dei semplici rettangoli squadrati funzionali a tenere in piedi il teatro”.

Architetto con una lunga esperienza nella progettazione di libri per bambini (per diversi anni ha ricoperto il ruolo di direttrice editoriale della casa editrice La Coccinella, celebre per i suoi libri-gioco apprezzati in tutto il mondo), Emanuela Bussolati è stata felice di tornare a disegnare e a seguire tutto il processo di fabbricazione. Ed è stata molto contenta del risultato ottenuto: il Teatro di Carta è bello, pratico e durevole.

Teatro di carta-Emanuela Bussolati

Un’ultima domanda

Prima di salutare Emanuela Bussolati le ho chiesto: Come consiglieresti di usarlo? Come sfruttare al meglio questo strumento?

“Non ci sono dei metodi. Quello che mi sento di dire, unicamente, è che prima di tutto bisogna prendere contatto con i bambini. Questo è un libro nato per la relazione. Per prima cosa bisogna mettere a loro agio i bambini e costruire un rapporto di fiducia con loro.
Certo, un libro come questo richiede un po’ di preparazione, lo devi conoscere, non ti devi inceppare o chiederti “cosa vuol dire?”. Deve diventare un gioco, una cosa lieve, una cosa che incuriosisce. Devi sentirti bene nel libro se vuoi leggerlo. A chi incontra delle difficoltà io dico: non importa, inventatele le parole!”.

➠ Il Teatro di Carta è un oggetto studiato appositamente per “Tararì tararera…” e per i successivi due titoli dedicati al mondo Piripù: “Bada bùm” e “Rulba Rulba!”. Il suo impiego ideale è con gruppi di bambini: in biblioteca, a scuola, al parco, nelle case di famiglie numerose 🙂

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