The Big Swim – crescere è la più grande prova

Sempre più spesso, a chi mi chiede consigli di storie piacevoli e ben scritte per bambini che hanno già iniziato a leggere da soli, suggerisco di considerare i libri della casa editrice biancoenero, che ha costruito un catalogo di narrativa per lettori dai sette anni fino ai giovani adulti di tutto rispetto, affidato ad autori bravi, curato sul piano linguistico e grafico e attento alle esigenze di ogni tipo di lettore grazie all’impiego della font ad Alta Leggibilità.

The Big Swim

The Big Swim

Fra i vari titoli del 2016 che ho letto con curiosità, uno che ho amato e che profuma d’estate e di libertà, è The Big Swim, di Cary Fagan  (tradotto da Giulia Avallone e Flavio Sorrentino), un fresco romanzo di formazione che racconta la prima esperienza “da solo” in campeggio di un ragazzino di nome Ethan.

I miei obiettivi per il campo estivo erano modesti. Primo, sopravvivere. Secondo, non farmi odiare. Terzo, non essere il peggiore della scuola.

Ethan è un tipo ansioso, poco atletico, con frequenti mal di stomaco e molto autoironico. L’idea del campo estivo non lo entusiasma, ma capisce che per una questione di sopravvivenza deve farsi necessariamente degli amici e accettare alcune regole non scritte, come lasciare che gli affibbino un soprannome (tutti ne avevano uno) per creare spirito di gruppo: il suo è Pinky per colpa di una coperta rosa anallergica che la madre lo ha costretto a portarsi.

La scrittura di Fagan è divertente, informale, asciutta, molto coinvolgente. Grazie alle sue descrizioni essenziali e ai dialoghi dal passo svelto afferriamo al volo il carattere dei personaggi e le loro specificità. Il racconto è affidato alla voce di Ethan, che ci rende partecipi dei suoi dubbi e delle sue impressioni sui compagni, sul campeggio, sugli episodi che gli capitano.

The Big Swim è la Grande Traversata a nuoto del lago, fino all’isola di Downing e ritorno (che i ragazzi chiamavano Isola dell’affogato), un’impresa a cui possono partecipare solo i più grandi e coraggiosi. Una sfida per pochi. Una sfida a cui Ethan non è interessato.

In campeggio c’è una ragazza in gamba, non con la puzza sotto il naso, che si chiama Amber e che Ethan ha notato sin dal primo giorno al campo. C’è anche un tipo misterioso, Zachary, diverso dagli altri, un ragazzo silenzioso, indifferente alla vita del camping, che sa farsi rispettare, non ha paura di niente, litigioso, con la fama di essere uno pericoloso, il terrore di tutti i campi estivi.

Sarà soprattutto grazie all’incontro e confronto con loro due che Ethan capirà qualcosa in più degli altri e di se stesso, imparerà a fare i conti con emozioni più grandi di lui, a non fare troppo affidamento sulle apparenze, a mettersi in gioco veramente e ad aprirsi, poco a poco.

Un romanzo che scorre e cattura per la sua freschezza e verità, pieno di empatia. A me è sembrato di tornare indietro nel tempo, agli anni delle medie, quando mi sentivo ancora piccola e inadeguata, spaventata e allo stesso tempo attratta da alcuni compagni più carismatici e ambiziosi. Ho rivissuto anche le sensazioni provate in vacanza a 12, 13 anni, quando assaporavo finalmente le prime libertà e mi rendevo conto che stavo crescendo ma non lo volevo fino in fondo.

Una storia emozionante, semplicemente autentica, che brilla come la gioventù. Da far conoscere ai ragazzi delle medie!

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