Tutti in carrozza! Quando il viaggio in treno diventa indimenticabile

"Tutti in carrozza!" è un albo illustrato da leggere senza fretta, da guardare a lungo, con gli occhi a scandagliare ogni millimetro di pagina, perché le illustrazioni sono ricche di particolari e la risata è lì, dietro ognuno di questi particolari.

Tutti in carrozza! Forza! Muoviti! Hop! Svelto! Più veloce!

Siamo alla stazione, l’avete capito. Ma se un viaggio in treno potrebbe sembrare, a immaginarlo, lungo e noioso, questo raccontato da Élisabeth Corblin è tutt’altro: è un mondo visto attraverso uno sguardo improbabile, divertito e divertente, con certi picchi di originalità che non dimenticheremo facilmente.

Tutti in carrozza, copertina

L’albo di Corblin si intitola proprio Tutti in carrozza! e dai ringraziamenti scopriamo che alla sua ideazione ha partecipato un po’ tutta la famiglia, chi con un’idea chi con un’altra. Suo fratello Olivier, per esempio, un giorno ha «spiegato davvero a una bambina in treno, che quelle gocce d’acqua sui vetri erano dovute ai controllori che sgocciolavano l’insalata dal tetto».

È così: anche se fuori non sta piovendo sui vetri scorrono delle gocce d’acqua per via dell’insalata che viene lavata sul tetto per i panini del pranzo. Chi di voi non avrebbe voluto pensarci per primo?

interni di Tutti in carrozza

Tutti in carrozza! è pubblicato in Italia da Pulce Edizioni nel 2019, l’editore definisce lo stile dell’illustratrice «ironico e graffiante», la scrittura «semplice ma efficace, per grandi e piccini».

Lo sfondo è bianco e il formato lungo: 29.70×20.20 cm, perfettamente in sintonia con l’immagine del treno.

È un albo da leggere senza fretta, da guardare a lungo, con gli occhi a scandagliare ogni millimetro di pagina, perché le illustrazioni sono ricche di particolari e la risata è lì, dietro ognuno di questi particolari.

Ci racconta, questo albo, di un treno strano, affollato di figure spigolose e ben caratterizzate, di macchiette, direi.

Vi siete mai chiesti, per esempio, perché i gradini del treno sono così alti? Ma perché «il treno è un’invenzione di tanto tempo fa, e sai bene che tanto tempo fa i nostri antenati erano scimmie. Tutto qua.» Quindi con l’agilità e le braccia lunghe che si ritrovano, nessun problema a salire quei gradini, tutto qua. E infatti questi viaggiatori-scimmie si aggrappano facilmente, si grattano si spulciano si abbracciano si mangiano banane.

interni di Tutti in carrozza

Il treno ovviamente è dotato di un vagone ristorante, perché «così tu viaggi e allo stesso tempo mangi. Nessuna perdita di tempo!» Ma attenti, questi bizzarri passeggeri al ristorante non solo mangiano e viaggiano contemporaneamente: c’è chi intanto scrive al computer, chi intanto lavora a maglia, e chi intanto legge e con un phon da libro (come quelle lampade da libro che si attaccano alle pagine!) si asciuga i capelli.

Tutti in carrozza

C’è anche un vagone letto, sul treno, perché se non ci si riposa si diventa nervosi; e qui qualcuno dorme e sogna di essere un pesce.

Fuori dal treno ci sono i paesaggi da ammirare, perciò «delle volte ci si ferma in mezzo al niente». Capita anche che in mezzo al niente si incontrino delle mucche.

Ma guardare fuori non è sempre opportuno, potremmo scoprire con una certa inquietudine di essere sul trenino giocattolo di un gigante bambino.

interni di Tutti in carrozza

Tutti in carrozza! è un albo da leggere in massima libertà, ciascuno coi propri occhi e il proprio umorismo. Si alternano registri e prospettive, ma non cambia mai lo stile delle illustrazioni, delle figure bislunghe che occupano il treno con i loro mille bagagli e le loro manie, gli schiamazzi e le fantasie.

È un mondo vario e divertente, a volte scomodo o inaspettato; come la vita, del resto. Allora, pronti? Dai! Tutti in carrozza!

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