L’esperimento sociale dell’uomo con il violino, Joshua Bell

Il violinista protagonista del libro è lo statunitense Joshua Bell, musicista di fama internazionale e ragazzo prodigio, il quale, a soli quattordici anni, suona come solista con la Philadelphia Orchestra. 

Nel 2017 Joshua decide di sottoporsi ad un esperimento sociale, ossia si traveste e suona per ben 47 minuti in una stazione della metropolitana di Washington. 

La finalità dell’esperimento è capire, se e in quanti, tra i passanti, riescono a riconoscere un artista di fama internazionale come Joshua, pur trovandosi in un contesto umile e ordinario, molto diverso da quello in cui si è abituati a vederlo. 

L’uomo con il violino

di Kathy Stinson, illustrazioni di Dusan Petricic, edito da Terre di Mezzo, 2019. Età di lettura consigliata: dai 3 anni

L'uomo con il violino

Nell’albo Joshua è intento a suonare il suo amato strumento, dal quale fuoriescono scie colorate che raffigurano la splendida melodia prodotta dalle corde del violino. Le emblematiche illustrazioni sono di Dusan Petricic, illustratore e caricaturista serbo, vincitore di numerosi premi e riconoscimenti. 

la scia della musica del violino

Tutti i passanti sono troppo presi dalla loro quotidianità e divorati dalla fretta, tanto da non riuscire a cogliere la Bellezza della musica di Joshua, né tanto meno a riconoscerlo. Petricic raffigura le persone con il bianco, il nero e il grigio, proprio per sottolineare l’alienazione e il grigiore che le caratterizzano. Nelle tavole in cui i colori prevalenti sono i toni del grigio spicca però una macchia di colore, si tratta di un bambino, di nome Dylan. 

Dylan è per mano alla sua mamma, tenta invano di attirarne l’attenzione per indurla a fermarsi e ad ascoltare quella melodia soave. La mamma, però, come spesso accade “ai grandi”, va di corsa, non ha tempo per fermarsi e tira via Dylan, chiedendogli di sbrigarsi. 

Dylan si accorge del violinista

Illuminante il modo in cui l’illustratore rappresenta visivamente la disattenzione della donna, tracciando una lunga linea bianca che copre ogni cosa si frapponga al suo sguardo. Una scia che cancella volti e dettagli al suo passaggio. Viceversa, dalla prospettiva del bambino, tutto è perfettamente visibile e definito: un gattino che sbuca da una scatola, un oggetto nella vetrina di un negozio, le scarpe rosse di una bambina ecc.

Per tutta la giornata Dylan non fa altro che pensare a quella musica, tanto che chiede alla mamma di tornare alla stazione della metro, per vedere se il suonatore di violino è ancora lì.
In tutte le tavole Dylan resta colorato, colorato come le onde sonore che fuoriescono dal violino, e si distingue da tutti gli altri, che restano caratterizzati dal loro grigiore. 

l'uomo con il violino

Un altro aspetto che mi ha colpita molto è stata la rappresentazione delle onde sonore del violino, sinuose e colorate, a differenza delle linee nere e spezzate che pervadono le pagine in cui Joshua non suona.

la musica del violino colora

Leggendo quest’albo mi è venuta subito alla mente la celebre frase di Antoine de Saint-Exupery, che ne “Il piccolo Principe” dice: L’essenziale è invisibile agli occhi. Tra l’altro, proprio in questi giorni, con la mia classe seconda della Scuola Media Inferiore, ci stiamo cimentando nella lettura di alcuni passi di questo classico.

Dylan, con il suo animo puro, di bambino, è l’unico che riesce a vedere al di là dell’apparenza, che riesce a vedere usando non solo gli occhi ma soprattutto il cuore. Dylan, grazie alla sua capacità, può provare emozioni che, altrimenti, non avrebbe provato e che gli adulti si perdono!

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