Fiere del libro

Alla fiera del libro di Bologna con il bebè

Quest’anno avevo programmato il mio viaggio per andare alla Bologna Children’s Bookfair con anticipo. Biglietti del treno in tasca già da gennaio, questione “alloggio” risolta grazie all’ospitalità di una carissima autrice di libri per bambini e collega di Libri Calzelunghe, appuntamenti da seguire e incontri da fissare evidenziati nell’agenda, bambini affidati senza drammi al papà, che se la sa cavare egregiamente anche da solo.

Avevo calcolato tutto. Ero stata brava. Previdente.
Solo un dettaglio mi era sfuggito. Un dettaglio che tanto insignificante non era: l’allattamento del mio bimbo di 5 mesi e mezzo. Partire, stare fuori casa due giorni e una notte, non erano per nulla compatibili con la sua routine alimentare. A che cosa serve tirarsi il latte, conservarlo in sacchetti e congelarlo, se poi lui il biberon lo rifiuta in modo categorico?

A pochi giorni dalla partenza ho così capito che Andrea non poteva rimanere solo col papà. Non potevo lasciarlo con una scorta di latte che non avrebbe mai bevuto… Non potevo andarmene portandomi via il mio seno :-/

Dunque il progetto-Fiera, che mi era sembrato tanto concreto, di colpo, puf!, si è sgretolato. Addio appuntamenti. Addio incontri. Addio treno. Addio alloggio.
Pochi giorni prima dell’inizio della fiera del libro di Bologna, ho capito che non sarei andata. Non potevo. Quest’anno avrei saltato. E vabbè.

Alla fiera del libro di Bologna col bebè

Continuavo a rimuginare su questa decisione, e a dispiacermi per tutto quello che mi sarei persa, quando un’idea assurda mi è balzata alla mente: “E se andassi con Andrea? Se mi portassi il bebè?”. Ho cominciato a ipotizzare e visualizzare alcune situazioni che si sarebbero presentate: il pesante ovetto da smontare e caricare sul treno-gli spostamenti faticosi negli autobus affollati per raggiungere la fiera-lui che vuole stare in braccio-io che non ce la faccio più a tenerlo in braccio… Insomma, mi sembrava di aver avuto un pensiero ridicolo.

E invece l’ho fatto. Follia? Incoscienza? Egoismo?

Non credo. Sono potuta partita da Roma per la Fiera di Bologna con il mio piccolo di quasi sei mesi perché diverse persone mi hanno assicurato il loro aiuto. Non ero sola. Ho potuto farlo perché in treno con me c’era Carla, perché in Fiera con me c’erano Daniela, ancora Carla, Francesca, Barbara, e poi Valeria, Alessandra, Angela e tutti gli altri di LCL. Ho sempre avuto qualcuno di fidato al mio fianco. Ho sempre avuto braccia “di ricambio” e parole di sostegno. E Andrea non ha mostrato segni di nervosismo o stress o malessere. Anzi, mi è sembrato che si sia divertito più di tutti noi.

Com’è andata?

Per ovvie ragioni, la mia è stata una fiera slow. Ho saltato quasi tutti gli appuntamenti in programma, ma non mi sono persa un saluto, una stretta di mano, un sorriso. Con Andrea al mio fianco ho potuto godermi la Mostra degli Illustratori (quest’anno giunta alla 50esima edizione), la rassegna dedicata al paese ospite (la Germania), un assaggio di interessanti novità librarie (che vi racconterò nelle prossime settimane), una presentazione a cui tenevo (“L’estate delle cicale“, Bacchilega Junior), degli allettanti firmacopie, degli incontri dal vivo con persone conosciute solo virtualmente, una festa con le calzelunghe.

sul treno per Bologna, Andrea schiaccia un pisolino
arrivati all’ingresso della Fiera. Non siamo certo gli unici passeggini in circolazione
visitando la Mostra degli illustratori
e la rassegna dedicata al paese ospite, la Germania
durante la presentazione de “Il canto delle cicale”, Bacchilega Junior (foto scattata da Elia Zardo)
Ole Könnecke firma la nostra copia di “Le avventure di Lester” Beisler Editore
il gruppo di libri calzelunghe (foto di Anna Pisapia (https://annapisapia.blogspot.it/)

Artisti e capolavori dell’illustrazione

E per quanto riguarda i libri portati a casa… ecco quello che mi sta allietando le serate in questi giorni:

Il volume, con testi in italiano e in inglese, pubblicato da Corraini Edizioni, è a cura di Paola Vassalli, e racconta la vicenda artistica degli autori e illustratori che hanno fatto la storia della Mostra degli Illustratori di Bologna nel corso dei suoi 50 anni. Uomini e donne che hanno esordito o partecipato all’esposizione e poi hanno ottenuto riconoscimenti internazionali prestigiosi. Dieci artisti per ogni decennio preso in considerazione. In tutto 50 grandi nomi, con i loro capolavori in evidenza. Appassionanti i testi introduttivi che restituiscono il clima di fermento e sperimentazione che ha attraversato la città bolognese in questi anni.

>> Per un resoconto meno sommario e “mammoso” della fiera 2016, vi rimando a questo bell’articolo di Sara Marconi.

Francesca Tamberlani

Francesca Tamberlani è la fondatrice di Milkbook, sito dedicato ai temi dell'educazione alla lettura ai bambini sin dai primi mesi di vita e alla segnalazione di libri e app di qualità. Sociologa e giornalista, appassionata di letteratura per l'infanzia, realizza incontri e corsi rivolti a genitori, educatori, insegnanti e persone che amano i libri e i bambini.

Post recenti

Il piccolo orto di Maja

C’è una bambina con dei grandi occhiali rotondi, un caschetto di capelli drittissimi e talmente…

8 mesi ago

LA COLLANA BABALIBRI IN MUSICA

Nel giugno del 2023, trovandomi tra il pubblico di un incontro di formazione[1] sulla lettura…

10 mesi ago

Questione di tempo e di fusi orari…

Il giorno in cui il tempo si è fermato è il primo libro di Flavia…

2 anni ago

Il coniglietto di velluto secondo Komako Sakai

Il coniglietto di velluto - o come i giocattoli diventano veri è l’opera che ha…

2 anni ago

I vermi in tre libri per bambini

Il verme non è di certo tra gli animali più amati dai bambini né tra…

2 anni ago

Cosa c’è dall’altra parte dell’orizzonte?

Quali terre e quali sorprese ci sono oltre il confine del visibile? Una bambina, nata…

2 anni ago