Categorie: Bambini digitali

Bambini e iPad

Oggi mia figlia, la nostra Pollicina, ha compiuto 16 mesi. Quando ne aveva 6, è entrata in contatto per la prima volta con l’iPad. Ebbene, in queste poche settimane di frequentazione con il tablet, il suo rapporto con esso è molto cambiato. E penso che sia interessante condividere con altri genitori questo processo.

Una doverosa premessa: la sua esposizione al tablet è assolutamente SANA, sempre guidata da me o mio marito, limitata a 15 – 30 minuti al giorno, affiancata a tutto ciò che deve riempire la giornata di un bambino: gioco libero, passeggiate al parco, riposo, gioco esplorativo e simbolico, libri, musica ecc.

Una bimba gioca con BabyMagicalHands

Tornando all’iPad: a 6 mesi era per lei un oggetto misterioso e attraente che produceva musiche di tutti i tipi, prevalentemente in inglese. Grazie a una fantastica app dal nome McTube Pro, ho potuto scaricare da YouTube una serie di video con nursery rhymes tenere e simpatiche, per rivederle off line ogni volta che volevamo (per chi fosse interessato a queste canzoncine inglesi, consiglio quelle della serie Super Simple Learning: molto curate anche nei disegni e nell’animazioni). Pollicina se ne stava concentrata e contenta ad ascoltare le varie Twinkle Twinkle Little Star, The wheels of the bus, Hickory Dickory Dock, attratta principalmente dalla musica.

Rideva all’ascolto delle canzoni e dei suoni, osservava i video, non si stancava di ascoltarle e riascoltarle, era assorta davanti allo schermo. Poi, quando mamma o papà dicevano: “Basta, ora mettiamo via l’iPad”, lei non la prendeva affatto bene. Molte volte si innervosiva, piangeva e a modo suo ci chiedeva: “Ancora, ancora!”.  Ma più noi la vedevamo agitata, più eravamo convinti che era il caso di spegnere il tablet.

Un bambino interagisce con l’iPad

CANZONI E BALLETTI CON L’IPAD

Intorno ai 10-12 mesi, Pollicina ha cominciato a cercare un contatto diretto con l’iPad. Non le bastava più guardare i video, battere le mani e ballare al ritmo della musica, voleva interagire con le figure che si muovevano sullo schermo. Così abbiamo infilato l’iPad in una custodia a prova di manine irrequiete e l’ascolto è diventato intermittente. Iniziava la canzone e lei si avventava sullo schermo facendo comparire scritte o altri comandi, metteva in pausa accidentalmente, usciva dall’applicazione. E la cosa divertente per lei era proprio questa. Non le interessava più di tanto seguire le canzoncine, ma vedere che cosa succedeva quando toccava l’iPad. Tanto poi c’erano mamma o papà a ristabilire l’ordine. Poi, dopo 15-20 minuti di questo “furore”, l’attaccamento al tablet si affievoliva a poco poco. Protestava ancora quando portavamo via l’iPad, ma senza troppa convinzione.

A 1 ANNO, LE PRIME APP EDUCATIVE

Compiuto l’anno, le abbiamo proposto delle semplici app con giochi e attività adatte alla sua età: colorare col dito, suonare il piano-tablet, trascinare animaletti da una parte all’altra dello schermo. Ecco qualche esempio di queste app particolarmente riuscite: Baby’s Musical Hands, App per Bimbi, Animal Voices Piano for Kids. Beh, a parte Baby’s Musical Hands, che le è subito piaciuta (è davvero deliziosa per i piccini), Pollicina ha accolto freddamente la novità. Provava a seguire le indicazioni di mamma o papà senza troppa convinzione e perdeva presto l’interesse. Ma a dire il vero anche le nursery rhymes cominciavano ad avere meno mordente su di lei. 

Questa fase di indifferenza è durata poco. Giorno dopo giorno, anzi, la sua curiosità nei confronti dei dispositivi tecnologici in generale ha cominciato a crescere:  il cellulare di mamma e papà, i pulsanti dello stereo, i telecomandi della tv, il giradischi… Per lei erano (e sono) oggetti divertenti da esplorare e sperimentare.

A 14 MESI, MAGGIORE AUTONOMIA

Intorno ai 13-14 mesi, la piccola ha iniziato a girare per casa con l’iPad in mano (afferrandolo per le maniglie della custodia), a sedersi comodamente a terra e a scegliere con il ditino le app preferite. Da allora, entra ed esce dalle applicazioni da sola, gioca con quelle più semplici senza il nostro aiuto, evita quelle che reputa difficili o poco attraenti, preme contenta il pulsante della Home, balla e canta con le canzoncine di sempre, ma selezionando accuratamente quelle che ha voglia di sentire. Insomma, interagisce agilmente con il tablet e ha capito che quando mamma e papà dicono “Basta”, è inutile ribellarsi. Tanto non cambiamo idea. Così, anziché urlare e arrabbiarsi, ci coinvolge in altri giochi e attività.

Ah, da un mese a questa parte, uno dei suoi passatempi preferiti con il tablet, ma anche con i nostri smartphone, è guardare le fotografie che la ritraggono. Indica le foto, le scorre con il dito, ripete “Iaia-Iaia-Iaia” (che sarebbe la sua personale versione del suo nome),  dice mamma-papà-nonna-nonno a seconda dell’immagine che compare sul display, clicca su play per far partire i video in cui è la protagonista… E NON SI STUFA MAI!!!

Francesca Tamberlani

Francesca Tamberlani è la fondatrice di Milkbook, sito dedicato ai temi dell'educazione alla lettura ai bambini sin dai primi mesi di vita e alla segnalazione di libri e app di qualità. Sociologa e giornalista, appassionata di letteratura per l'infanzia, realizza incontri e corsi rivolti a genitori, educatori, insegnanti e persone che amano i libri e i bambini.

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