Barnabé è come tutti gli altri tassi del pianeta Terra: ama restare chiuso nel calduccio della propria confortevole tana. Un bel giorno però si sveglia con il desiderio di partire per arrivare in capo al mondo. Non un viaggio qualunque da affrontare quindi, ma una grande avventura!
Lungo il suo percorso incontra altri animali, avventurieri come lui, che gli chiedono di poterlo accompagnare: una tartaruga di nome Costanza e una talpa di nome Clara.
Come ogni viaggio che si rispetti, anche questo comporta qualche intoppo e ostacolo: per fortuna ognuno dei partecipanti porta il proprio contributo al viaggio, garantendone la buona riuscita. La tartaruga aiuta a superare un fossato col suo guscio, mentre la talpa, grazie alla sua abilità nello scavare tunnel, porta i compagni di viaggio oltre un grande masso che ostruiva il loro passaggio.
Insomma, quella di Barnabé e i suoi amici è proprio un’avventura fantastica! Su una roccia i tre incontrano anche una formica, che racconta alla banda di aver fatto a sua volta un grande viaggio, confermando loro di essere appena arrivati in capo al mondo.
Barnabé, Clara e Costanza non credono alle loro orecchie, ce l’hanno fatta! Non resta quindi che gioire e pensare già alla loro prossima avventura: puntare alla Luna!
I tre animali sono una banda, uniti tra loro da un obiettivo comune, ma all’interno del gruppo ricoprono di certo ruoli paritari, perché sono tutti dei “capi”.
Altrettanto, ognuno dona il proprio contributo alla buona riuscita di questo sogno, perché le singolari caratteristiche che li contraddistinguono sono proprio il punto di forza che consente al gruppo di andare avanti, oltre ogni aspettativa.
“Siamo troppo forti!” / “Siamo davvero una super squadra!”
Fare scelte coraggiose e affrontare delle sfide, non solo diventa possibile se si ha il sostegno di qualcuno che ci resta accanto, ma può essere anche d’esempio e da stimolo per chi osserva: nel bosco dove vivono Barnabé, Clara e Costanza, si genera infatti una certa curiosità legata al loro viaggio, perché anche la ranocchia, lo scoiattolo, la libellula, la farfalla e la lumaca li seguono e li osservano, accompagnandoli verso l’obiettivo finale, pagina dopo pagina.
Osservando ancora meglio le illustrazioni di Béatrice Rodriguez, chi legge intuisce che in realtà il lungo viaggio compiuto dai piccoli amici, altro non è che un breve percorso.
La tana di Barnabé, contraddistinta da una porticina in legno con un gran cuore inciso, rimane infatti ben visibile tra le pagine, così come si possono scorgere in un unico colpo d’occhio il laghetto, il fossato e i grandi massi.
La formica, animale palesatosi solo verso la fine della storia ma che sin dall’inizio era protagonista del libro accanto ai tre avventurieri, offre un insegnamento per il lettore: per lei, così piccola ma così coraggiosa, essere arrivata da sola poco oltre la sua tana è stato a conti fatti un lunghissimo viaggio, per il quale ha messo in campo tutte le sue abilità e la sua forza.
Quello che è facile apprendere tra queste pagine è che non servono giganteschi obiettivi, per sentirsi realizzati: sono i piccoli passi, a rendere grandi i nostri traguardi. Bisogna essere in grado di gioire per le piccole cose quotidiane che vedono scendere in campo tutte le nostre forze e le nostre qualità, indipendentemente dal fatto che siano “soltanto” un pezzetto più in là di dove eravamo prima.
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