Oggi è l’International Dot Day, ma in pochi, qui in Italia, sanno cosa sia e cosa significhi. Io, per esempio, l’ho scoperto grazie a Michela Macchi di Atelerstorytime, maestra che vive e lavora a Parigi, mia collaboratrice su Milkbook per la sezione dei libri in inglese per bambini.
Cosa si festeggia in questa Giornata internazionale de Il Punto?
L’anniversario della pubblicazione del libro “Il punto” di Peter H. Reynolds, uscito in America per la prima volta il 15 settembre 2003 (in Italia è edito da Ape Junior), pluripremiato e tradotto in oltre 25 lingue.
Ancora non lo conoscete? Ve lo racconto io 🙂 Se avete un debole per le brevi storie per bambini, se amate gli albi illustrati che hanno pochissimo testo ma moltissimo da dire, allora questo è il libro che fa per voi.
Il Punto è un inno alla fantasia, all’espressione di sé, al coraggio. Ma prima di tutto è la celebrazione di un modo di insegnare libero e creativo, che pone al centro il singolo studente nella sua individualità e complessità, e non si basa su test e rigidi criteri di valutazione uguali per tutti.
*** [Leggi il mio approfondimento su Peter H. Reynolds] ***
Durante la lezione di disegno Vashti non ha combinato nulla. La bambina lascia il foglio bianco perché, afferma piccata, non sa proprio disegnare. L’insegnante cerca subito di tranquillizzarla: “Ah, un orso polare in una tempesta di neve”, le dice. Ma la piccola è arrabbiata e delusa e non ha nessuna voglia di stare al gioco.
Ecco il primo passaggio fondamentale del libro:
L’insegnante sorride.
“Fai un punto, un semplice punto
e poi guarda dove ti conduce”
Vashti pensa che la stia prendendo in giro. Afferra un pennarello e lo scaglia sul foglio. Poi consegna quel punto insignificante all’insegnante. Ecco il secondo passaggio fondamentale:
La maestra dice pacatamente: “Adesso firmalo”
Be’, una firma di certo la sa fare. E la fa.
Passa una settimana. Vashti entra nell’aula di disegno e rimane senza parole nel vedere il SUO PUNTO firmato appeso dietro la cattedra dentro una splendida cornice dorata (questo era il terzo passaggio fondamentale).
La bambina pensa: “Posso senz’altro fare un punto più bello di questo!”.
Il resto è un crescendo di punti piccoli e grandi, colorati, mescolati, ingigantiti, dipinti. I punti di Vashti hanno successo, diventano i quadri di una “grande artista”.
Quella che una volta era una bambina insicura e demoralizzata, ora è una donnina che ha fiducia nelle proprie capacità, che esprime la sua creatività ed è di ispirazione ad altri.
Ma cosa sarebbe successo se il destino non le avesse fatto incontrare quell’insegnante speciale? Cosa sarebbe successo se nessuno l’avesse incoraggiata e messa alla prova?
Peter H. Reynolds ha dedicato “Il Punto” al Signor Matson, il suo insegnante di matematica di scuola media “che mi ha insegnato a lasciare la mia impronta”, scrive alla fine del libro.
L’International Dot Day è nato nel 2009 grazie al volere di un’altra insegnante speciale, Terry Shay, che ha esortato tutte le sue colleghe a leggere il libro ai propri studenti e a tracciare ognuno il proprio Punto. Da allora la celebrazione del 15 settembre ha coinvolto numerose classi in giro per il mondo e tanti alunni hanno lasciato la propria impronta con impegno ed entusiasmo.
L’autore ha realizzato una guida per le insegnanti ricca di suggerimenti e spunti creativi per rendere memorabile il Dot Day.
Qui trovate il fantastico video tratto dal libro, dove capirete tutto al volo.
Care maestri ed educatori, non credete che questo libro sia una meravigliosa fonte di ispirazione? Anche voi cercate di valorizzare la creatività dei vostri alunni?
[Tweet “Buon International Dot Day a tutti gli insegnanti del mondo!”]
E a proposito di punti e di brevi storie per bambini che lasciano il segno, me ne sono venute in mente altre davvero indimenticabili:
Acquista qui Il Punto e le altre brevi storie per bambini consigliate:
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