Letture per bambini

Buffalo Bella: un libro che racconta la transessualità infantile

La presentazione è di quelle che non lasciano indifferenti:

Un libro raro, che racconta la transessualità infantile con immagini e poesia

La motivazione personale dell’autore, Olivier Douzou, è un’altra leva fortissima che mi ha spinto a voler approfondire:

«Ero sdraiato sui cuscini a guardare distrattamente la tv, mia figlia si avvicinò all’orecchio e mi disse: “Papà, credo che mi piacciano le ragazze”. Non sapevo cosa rispondere, non ci sono buone risposte. Non dissi nulla, pensai solo: “Non è grave”, il che però sottintendeva che avrebbe potuto esserlo. E poi: “Va bene”. Infine credo di aver trovato (per me) la risposta più felice: “Sei libera”. Un pensiero che non richiede nessuna risposta, richiede un seguito: Buffalo Bella. »

Buffalo Bella

Olivier Douzou, testo italiano di Giusi Quarenghi, Edizioni Settenove, 2017

Olivier Douzou, raffinato grafico e scrittore francese, scrive e illustra questo libro, che in Francia esce nel 2016, prima di tutto per sua figlia. Per liberarla da un peso, forse. O più semplicemente per ribadirle chiaro e forte che ha tutto il diritto di amare e di essere chi vuole.

Buffalo Bella è una bambina che da piccola predilige i giochi con la spada, le avventure da pirati, i rodei da cowboy. Per questo la chiamano Annabill, parafrasando il nome dell’intraprendente Buffalo Bill.

Ma da piccola essere scambiata per un maschio non è un problema. Non è grave. Non è raro. Ci si scherza su. Cambierà – pensa la gente. Crescerà e capirà. La scure del dissenso sociale è ancora lontana.

potevo essere Bill
potevo essere Bella
Annabill e Buffalo Bella.

Le rime della poetessa Giusi Quarenghi, che ha avuto il non facile compito di tradurre l’albo dal francese, giocano con le vocali maschili, femminili e neutre, per porre l’accento sulle differenze di genere, per creare ambiguità e mescolare le carte in tavola. Anche l’espediente grafico di rendere in grassetto le lettere finali ha lo scopo di guidare il nostro sguardo e farci soffermare sul tema dell’identità.

L’italiano, che è maschile
è una lingua, femminile

concordanze sorprendenti:
amore è maschile
ma: amante, chi ama,
è maschile e femminile.

Quando la pubertà fa capolino nella vita della ragazzina, la leggerezza del passato lascia il posto alle ombre. E dal suo volto sparisce il sorriso sbarazzino di un tempo. Al suo posto una posa seria, uno sguardo muto. Una ciocca di capelli cade sugli occhi, maglie belle larghe e pantaloni coprenti oscurano il corpo, le forme.

È lui lei?
È lei lui?

Confusione, mascheramento, solitudine.

Crescere è una sfida faticosa per chiunque. Immaginate per chi si sente costretto in un corpo che non lo rappresenta, in lotta con se stesso e con gli altri perché non corrisponde alle aspettative di chi gli sta intorno.

Buffalo Bella non sta in una sola casella, non sta in una sola vocale.

Il testo si fa quasi musica, con accordi e note che si incontrano, si fondono, si affiancano tra loro. I disegni neri, realizzati a matita grassa, si fanno sfocati, indefiniti, ruvidi.

Fino al momento in cui la verità prorompe e non può più essere celata. Il buio lascia spazio alla luce. Il ragazzo non si nasconde più. Riprende in mano la sua vita. È di nuovo in sella al suo cavallo. Padrone del suo destino. Diventa ciò che vuole e sente di essere. Sopraggiunge la pace. Il sorriso ritorna ad accendergli il viso.

 

Il colore arancione inonda le pagine: è la personalità del ragazzo che viene fuori.

La narrazione si conclude con un brano poetico denso e liberatorio. Un grido di ribellione, di affermazione, di autodeterminazione. L’immagine evocata è quella di un corso d’acqua che dapprima si abbatte contro le maree fino a che non arriva all’oceano immenso, dove tutto si fa quiete, riposo e pace. Ma il passaggio di Buffalo Bella va oltre e lascia il segno.

io sono l’onda che traccio nell’oceano
io sono chi sono
io sarò chi voglio

Un libro che scuote e che porta inevitabilmente a immedesimarsi, a non essere miopi e meschini, a rendersi conto che tutti hanno il diritto alla felicità.

Sarebbe bello se lo leggessimo in tanti: adulti, adolescenti, bambini che frequentano la scuola elementare. Mi auguro che arrivi a molti, senza pregiudizi.

No products found.

Francesca Tamberlani

Francesca Tamberlani è la fondatrice di Milkbook, sito dedicato ai temi dell'educazione alla lettura ai bambini sin dai primi mesi di vita e alla segnalazione di libri e app di qualità. Sociologa e giornalista, appassionata di letteratura per l'infanzia, realizza incontri e corsi rivolti a genitori, educatori, insegnanti e persone che amano i libri e i bambini.

Post recenti

Il piccolo orto di Maja

C’è una bambina con dei grandi occhiali rotondi, un caschetto di capelli drittissimi e talmente…

8 mesi ago

LA COLLANA BABALIBRI IN MUSICA

Nel giugno del 2023, trovandomi tra il pubblico di un incontro di formazione[1] sulla lettura…

10 mesi ago

Questione di tempo e di fusi orari…

Il giorno in cui il tempo si è fermato è il primo libro di Flavia…

2 anni ago

Il coniglietto di velluto secondo Komako Sakai

Il coniglietto di velluto - o come i giocattoli diventano veri è l’opera che ha…

2 anni ago

I vermi in tre libri per bambini

Il verme non è di certo tra gli animali più amati dai bambini né tra…

2 anni ago

Cosa c’è dall’altra parte dell’orizzonte?

Quali terre e quali sorprese ci sono oltre il confine del visibile? Una bambina, nata…

2 anni ago