Letture per bambini

Una splendida storia che parla di coraggio, amicizia e amore per i libri

«Cosa vuol dire coraggio?»
«Coraggio è la forza di vivere come si vuole, come si crede».

Non vi pare di averla sempre saputa, questa definizione? Ma anche di non averla mai sentita dire, proprio così?

E i libri non servono anche a portare a galla convinzioni senza forma, più o meno nascoste dentro di noi, pensieri incerti che all’improvviso trovano una via, trovano parole e immagini in cui specchiarsi e riconoscersi?

Clara e l’uomo alla finestra parla di coraggio e di incontro: il coraggio di fare le proprie scelte e di aprirsi agli altri; parla anche di libri (libri quasi come elementi magici) e di destino (destino che si compie, vita che avanza).

Clara e l’uomo alla finestra

di María Teresa Andruetto, illustrazioni di Martina Trach, trad. Lorenza Pozzi, Uovonero, 2019

La trama è apparentemente semplice: una bambina, Clara, viene mandata a restituire i panni puliti a un uomo che non esce mai di casa; i due poco a poco fanno amicizia e lui le presta dei libri mentre lei gli porta i colori, la curiosità, la luce e la vita che ci sono fuori.

La storia viene raccontata dando davvero il senso degli spazi e della ripetizione nel tempo. L’illustratrice, Martina Trach, usa una tecnica mista molto elegante e funzionale. I colori sono tenui, chi risalta di più è Clara, il vestito verde e le scarpe rosse, ma anche certi libri dalle copertine blu, rosse, verdi, rosa. L’uomo vive in una casa grande, bianca dal tetto verde, all’inizio la sua figura è solo un contorno, poi un’ombra dietro la finestra, e dopo una mano che scosta la tenda.

I libri faranno da ponte, permetteranno loro di costruire un legame. E l’uomo insegnerà a Clara quel coraggio che lui stesso aveva dimenticato, e insegnandolo tornerà a impararlo.

La copertina è rigida e dal formato lungo e sa di preziose cose antiche e tramandate; è di un giallo ocra che ricorda la sabbia, la terra, ricorda soprattutto gli spazi aperti della pampa argentina, dove la storia si svolge.

María Teresa Andruetto con questo libro ha voluto ricordare e raccontare la storia di sua madre, che negli anni Cinquanta, in un piccolo paese dell’Argentina, ha conosciuto Juan: «di come lei scoprì i libri e lui la luce del giorno».

I risguardi, che riprendono la costa esterna, possono sembrare carta da parati un po’ sbiadita, invece sono le tende della casa dell’uomo, una casa ordinata piena di libri, di sedie rigide, di fiori secchi, di vecchie foto. Sfogliare questo albo, quindi, è un po’ come entrare a casa sua, e nel suo cuore, ma anche nel cuore di Clara, e nei suoi occhi pieni di sorpresa, di attesa e di coraggio.

La narrazione è resa con un testo asciutto ma preziosissimo, che riporta per lo più battute di dialogo, e con immagini ricche di movimento e di grazia. Tanto lieve è lo stile, quanto intenso è il soggetto; è una storia che scorre lenta e silenziosa, da sentire dentro di noi.

L’autrice nel 2012 ha vinto il premio Hans Christian Andersen, considerato il piccolo Nobel della letteratura, e tra i suoi temi preferiti c’è la costruzione dell’identità, individuale e sociale. L’illustratrice collabora con un noto quotidiano argentino e questo è il suo primo libro.

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Roberta Garavaglia

Classe 1984, laureata in sociologia, mamma, ogni tanto scrive racconti.

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