Scrivere un libro per bambini sul corretto uso dei Social e sul cyberbullismo senza crearne lo spauracchio del lupo cattivo non era una cosa semplice, ma gli autori di Cyberbulli al tappeto, Teo Benedetti e Davide Morosinotto, ci sono riusciti così bene che non solo non parlano del mondo virtuale in termini allarmistici, ma creano entusiasmo ed attenzione rispetto ad un uso consapevole di Internet.
Consapevolezza è proprio la parola chiave e la mission che persegue questo manuale pubblicato da Editoriale Scienza e rivolto ai ragazzi dagli 11 anni in su, utilissimo anche per i genitori che vogliono accompagnare i minori nell’uso delle nuove tecnologie.
Sin dalle prime pagine vengono messe in chiaro le cose:
Non abbiamo tutte le risposte, ma una cosa è certa: anche se è piena di ostacoli, tranelli e trabocchetti, la rete è un mondo bellissimo…tutto da esplorare!
Da maestra 2.0 quale sono, condivido al 100% questo approccio di scoprire la bellezza che internet può offrirci, ma consapevolmente, quindi con occhi aperti e soprattutto testa sulle spalle. Partendo da questo presupposto, vengono presentati i vari Social specificandone la funzione pubblica e quella privata e ponendo molta attenzione sulla questione della privacy e la protezione di dati personali e sensibili.
“Non scriverlo online se non lo vorresti vedere appeso nella piazza della tua città.”
“Se non vuoi che qualcosa si sappia in giro… non dirla mai online!”
La difficoltà maggiore quando si parla di Social o Internet in generale con i giovani, è proprio quella di far capir loro che anche il commento più banale potrà rimanere in rete per sempre, essere conservato in qualche server dall’altro capo del mondo, e soprattutto essere letto da tutti.
Interessanti sono le domande che gli autori invitano a porsi prima di condividere qualcosa online:
Quanti adulti conosciamo che probabilmente non si sono mai posti queste domande nel pubblicare contenuti online? Quanti condividono pensieri e opinioni con leggerezza e superficialità? Ecco, il libro ha proprio le carte in regola per riuscire ad offrire un’educazione al mondo Social per tutti.
Gli autori invitano a usare i social network e i tanti strumenti che mettono a disposizione con cautela e rispettando la netiquette, ovvero il codice di comportamento corretto da tenere online. Spiegano come impostare i propri profili e account in modo sicuro, come evitare di mettere in piazza informazioni private e personali, come usare la tecnologia in modo ragionato, accorto, intelligente, rispettoso degli altri.
Una sezione del libro che offre materiali importanti agli insegnanti ed educatori in generale, è quella dedicata al cyberbullismo. Quello che spesso agli occhi di tutti può apparire come un semplice scherzo, potrebbe invece intaccare profondamente la sensibilità di un singolo, e la condivisione sui Social amplifica incredibilmente il dolore che questo singolo potrà provare. Il libro analizza le varie tipologie di attacchi dei cyberbulli ed offre una serie di strategie per fronteggiare i loro “scherzi”. La parte migliore è l’invito finale ad affrontare le difficoltà con il sorriso e non avere paura.
Anche tu avrai preso in giro qualcuno, e sarai stato preso in giro dagli altri. E’ normale, è la vita… ed è divertente. Ma perché sia uno scherzo, deve durare per poco tempo e poi finire. Se invece si protrae nel tempo, tende ad isolare e a ferire la vittima, allora smette di essere buffo e diventa bullismo. In uno scherzo si ride CON gli altri, non DEGLI altri.
Un’importante raccomandazione che viene fatta ai ragazzi, è anche quella di non diventare complici dei cyberbulli, perché dietro le righe di una chat o di un commento non si può sapere se qualcuno sta ridendo di una battuta o se invece è disperato, infelice, spaventato. Di persona è più facile accorgersi delle reazioni di qualcuno, su Internet le emozioni sono nascoste, celate al di là di uno schermo. Dunque è fondamentale fare sempre moltissima attenzione quando si presta il fianco a qualche offesa o malignità.
Molto importanti, anche per gli adulti a mio avviso, sono le schede riguardanti le impostazioni di privacy dei vari Social alla fine del libro. Spesso i genitori stessi non sanno come comportarsi per mancata conoscenza, applicare un buon filtro può essere un ottimo inizio.
Questo piccolo manuale per l’uso dei Social ha una forte valenza didattica che può essere sfruttata a scuola come in famiglia. Succede che gli adulti pensino che nascondere o vietare il mondo di Internet sia la soluzione migliore, ma non è così perché comunque i ragazzi troveranno il modo di farne uso, che sia di nascosto con i propri dispositivi o da quelli degli amici. Quello che dobbiamo fare è riconoscere il progresso della società in cui viviamo e fare in modo che i nostri bambini, i nostri giovani, sappiano usarne le potenzialità con cervello e consapevolezza proprio come “Cyberbulli al tappeto” ci invita a fare.
Rimbocchiamoci le maniche e tutti al lavoro, piccoli… e grandi.
>> Qui un assaggio dell’interno del libro
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