Il cuore mio,
il cuore tuo,
tum, tum,
tum, tum.
Cogliete l’armonia che traspare da questi pochi versi? La scelta delle parole, il loro suono e il ritmo che producono non è certo casuale. E l’immagine che evocano è potente.
Se si legge il testo in lingua originale, esercizio che ci è reso possibile grazie alla felice scelta della casa editrice di pubblicare entrambe le versioni, italiano e spagnolo, lo si avverte ancora più distintamente:
Mi corazón,
tu corazón,
pom, pom,
pom, pom.
I due cuori che battono all’unisono, rispecchiandosi l’uno nel movimento dell’altro, potrebbero essere quelli di due innamorati. Una dichiarazione d’amore sussurrata mentre l’orecchio si poggia sul petto della persona amata. Vicinanza, contatto fisico, sintonia, sensazioni a fiori di pelle che sbocciano come piccoli germogli da un terreno tenero.
E invece questo romantico tum, tum è il racconto di un legame che unisce due bambine, due sorelle. Sempre di amore si parla, di conoscenza reciproca e scoperte.
Leticia Ruifernández, traduzione poetica a cura di Teresa Porcella, Bacchilega Junior, 2017
Gli occhi, il naso, la lingua, le mani, la bocca, le orecchie, le pance… Attraverso l’osservazione dei loro giovani corpi, le due sorelline giocano e si vedono simili.
Una mano,
un’altra mano,
con le dita ci contiamo.
Dentro lo spazio protetto e ristretto della propria casa, dove nessun intruso può disturbare o spezzare la loro complicità, luogo condiviso di tante esplorazioni e conquiste guadagnate, le due bambine si confrontano, si “studiano”, sperimentano le loro sensazioni.
I miei capelli,
i tuoi capelli,
spettinati
son più belli!
Sono momenti intimi, scambi affettuosi, piccoli riti che segnano dei passaggi importanti nella loro vita, che la loro mamma, l’illustratrice madrilena Leticia Ruifernández, riporta su carta con discrezione e delicatezza.
Le sue pennellate leggere e morbide dipingono ritratti di bambine pieni di luce e freschezza. I corpi appena accennati, le guance tonde, le pance prominenti. Figure stilizzate ma piene di intensità, in cui è la relazione a essere posta in primo piano, la prossimità fisica che diventa vicinanza emotiva, viaggio di esplorazione, affetto, amore per l’appunto.
Un libro che mi sembra nuovo nel panorama dei libri per bambini italiani, raffinato e poetico, che in un certo senso osa, raffigurando la nudità dei più piccoli e le tipiche curiosità infantili legate alla fisicità come fatto assolutamente normale e naturale, proprio di qualsiasi crescita sana.
Un braccio,
un altro braccio,
se li unisci fai un abbraccio.
Un libricino che è anche un dono personale che l’autrice dedica alle sue figlie:
Per Marina e Leire,
con tutto il mio amore.
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