Dulcinea viveva al limitare del bosco con il suo papà, col quale condivideva i lavori domestici, la cura degli animali e anche la gestione delle coltivazioni da frutto e ortaggi. Tutto quello che non riuscivano a procurarsi da soli, lo compravano al mercato del vicino villaggio. 

Il papà di Dulcinea era contento che la sua bambina amasse stare all’aperto nella natura, ma la mise in guardia:

«[…] Promettimi che non andrai mai nel bosco!»

E Dulcinea promise.

C’è da sapere infatti che in quel bosco c’era un castello, dimora di una strega, circondato da un fossato e dai mostri e che quindi per nessuno si trattava di un posto raccomandabile.

Il giorno del compleanno di Dulcinea il papà non mancò di prepararle il suo dolce preferito. Si era però dimenticato dei mirtilli, essenziale abbinamento alle tanto amate frittelle. Per questo motivo decise di addentrarsi nel bosco per andare a cercarli. Peccato però che ancor prima di trovare i mirtilli trovò la strega, che con un incantesimo lo trasformò in un albero.

Quando Dulcinea lo vide così conciato, non ebbe esitazioni:

«[…] ora ci penso io.

Mia cara vecchia strega, non rovinerai il mio compleanno!»

Fu così che Dulcinea si addentrò nel bosco stregato e che raggiunse, non senza fatica, il castello della strega. La trovò che suonava e cantava canzoni e, una volta individuato il libro per gli incantesimi, cercò di rubarlo senza far troppo rumore. La strega però la scoprì e decise, per sfizio, di trasformare anche lei… in un bel flauto! Dulcinea però era una bimba furba, oltre che coraggiosa. Con la scusa che quello fosse il giorno del suo compleanno, chiese di poter esprimere un desiderio:

«Io desidero… io desidero che tu intoni per me una canzone.

Dovrà essere la canzone più lunga del mondo […]»

La strega, sentendosi lusingata, non si fece pregare e iniziò a cantare. Dulcinea approfittò di quella distrazione per prendere il libro degli incantesimi e scappare. Nonostante le mille difficoltà pronte ad attenderla di nuovo, raggiunse il suo papà nel bosco e lo riportò in forma umana.

Decise poi di tenere il libro per fare qualche piccola magia per sé, mentre la strega non smise mai più di cantare.

Con la storia della piccola Dulcinea, Ole Könnecke, noto illustratore ma anche autore tedesco, riesce a mescolare fondamenti della tradizione narrativa, con delle novità per il mondo fiabesco.

Che in una fiaba possano esserci dei buoni e dei cattivi è del tutto consueto; che ci sia un adulto che dà delle raccomandazioni ad un bambino è altrettanto ordinario, così come il fatto che all’inizio di tutto ci sia sempre una disubbidienza.

Ma che sia un adulto a cacciarsi nei guai per non aver rispettato la regola imposta e che quindi tocchi alla sua coraggiosa bambina farsi strada tra i pericoli per trovare il modo di salvarlo, è un chiaro elemento di stupore per il lettore! La strega poi, la cattiva per eccellenza delle fiabe, in questa storia è una burlona smemorata, che nemmeno ricorda i suoi incantesimi e che, per metterli in atto, deve sfogliare ogni volta il suo grosso libro di magie.

Certo, nemmeno qui mancano un orrido castello stregato, i giganteschi mostri e l’inquietante bosco, ma Dulcinea, contraddistinta da un carattere calmo e pacato e raffigurata mentre tra le mani stringe un palloncino bianco anziché un’arma, affronta tutto con tranquillità e positività: il tetro castello viene espugnato con agilità, i mostri dormono nelle acque scure del fossato e il bosco, seppur fitto e selvaggio, si rivela, per lei, niente di più di una passeggiata.

Non viene meno in questa storia neanche l’amico del mondo animale che accompagna il protagonista della fiaba durante le sue mirabolanti avventure: Dulcinea ha al proprio seguito una piccola e silenziosissima oca, che cammina al suo fianco tra la fitta vegetazione boschiva e i rovi, sale sulla barca per attraversare il fossato, riesce persino ad arrivare senza difficoltà in cima alla torre del castello… e ovviamente a scappare a zampe levate quando il furto del libro magico è compiuto!

La struttura in capitoli brevi (altro elemento inusuale in una storia destinata alla prima infanzia), così come il testo in stampatello maiuscolo (FONT TESTME), favoriscono la lettura autonoma del libro anche per i lettori delle primissime classi della scuola elementare.

Dulcinea nel bosco stregato

di Ole Könnecke, Beisler Editore, Collana: leggo già – Età di lettura consigliata: dai 5 anni

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Stefania Calissi

Laureata in Scienze della Comunicazione con una tesi sui Picture Book (i libri privi di parole), è appassionata di albi illustrati e, in generale, di tutto ciò che ruota intorno alla letteratura per l’infanzia. Nella sua versione adulta è impiegata assicurativa, ma ama tornare bambina non appena le è possibile. Adora scrivere storie, per poi dar loro vita con disegni e colori.

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