di Rossana Cavallari
Ancora una volta un libro che stimola la fantasia, che obbliga a rallentare e a osservare con attenzione quello che si nasconde tra le pagine per scoprire dettagli, elementi, colori in grado di rendere l’immersione nella lettura unica.
Un albo senza parole che racconta la notte attraverso una successione di illustrazioni eloquenti, particolari, delicate, eleganti.
Quella che vi propongo è dunque una piccola chicca. Un libro che, a casa mia, è collocato nello spazio dedicato ai testi da collezione; quelli che, per noi, sono dei piccoli capolavori.
E questa edizione in particolare, ristampata di recente, accoglie un intervento molto interessate dell’autrice americana Lizi Boyd, la quale racconta come è nata l’idea di Giochi di luce (Flashlight nell’edizione originale inglese).
Lizi Boyd, Terre di Mezzo Editore, 2017
Età di lettura consigliata: dai 3 anni
Ci sono libri per l’infanzia che sono vere e proprie opere d’arte.
Alcuni sono corredati dalle parole altri, come nel caso di Giochi di luce, no.
In questo caso le parole non servono perché vanno trovate nella nostra fantasia e nella nostra immaginazione, lasciandoci sorprendere. Pagina dopo pagina, osservazione dopo osservazione.
Protagonista è un bambino che si aggira nel bosco con la sua torcia elettrica. Un piccolo esploratore oserei dire che, passo dopo passo, scopre piante, alberi, animali che spuntano, illuminati dalla luce, attirando la sua curiosità come i tasselli di un grande puzzle.
La torcia elettrica diventa elemento principale in questo contesto.
Una guida in grado di offrire un suggerimento ai bambini che, in qualche modo, hanno sempre un gran bisogno di sentirsi accompagnati.
Non mancano gli imprevisti, come nelle migliori avventure che si rispettino, per cui un inciampo può portare alla scoperta di un divertente orsetto lavatore che, attirato dalla luce, prende a sua volta la torcia cambiando prospettiva.
La natura allora non è più il centro dell’attenzione. Questa volta è il bambino visto attraverso gli occhi e la curiosità di un animaletto. Nuove scoperte. Nuovi modi di vedere il mondo.
Per tanti motivi a dire il vero.
Perché la copertina (come tutti gli sfondi del libro) è nera, un colore che amo molto e che racchiude significati profondi. Qui è fondamentale per determinare il contrasto con la luce mettendo in evidenza gli elementi colorati che appaiono ancora più preziosi.
Il nero come simbolo della notte che non deve sempre fare paura perché basta un piccolo fascio di luce per renderla magica e avventurosa.
Giochi di luce è un albo che sposa, di fondo, un’idea semplice ma dietro la quale si cela un attento studio. Il lavoro che è stato fatto sulle illustrazioni è dettagliato e nulla è stato lasciato al caso. Il risultato è un libro che parla da sé non appena si apre e si inizia a sfogliare. Avventura, scoperta e sorpresa si inseguono.
Giochi di luce rappresenta anche un ottimo esercizio di osservazione della realtà circostante, per imparare a soffermarsi e a cogliere le sfumature attraverso gli occhi, mettendo al centro lo sguardo. Osservare significa prendere tempo, riflettere, trovare un’idea, cercare le parole per raccontarla e trasformarla in una storia.
Io mi diverto a stimolare bebè in questa ricerca e credo che questo originale albo riesca a restituire tempo e attenzione ai bambini, alla loro esigenza di soffermarsi sulle cose per elaborarle e provare a interpretarle a modo loro. E’ anche un’ottima occasione di dialogo e gioco, un modo bello di stare insieme.
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