Ieri, come tutti i mercoledì, ho portato mia figlia a un corso di gioco-inglese che si svolge in una libreria. Per raggiungerla, abbiamo dovuto fare un po’ di strada, perché sfortunatamente nel nostro quartiere non esistono corsi del genere, e soprattutto non esistono librerie per ragazzi.
Non siamo andate in automobile (troppo traffico, troppo stress, troppo tempo), ma abbiamo preso il trenino regionale. Per mia figlia, che non ha nemmeno 2 anni, è un’avventura straordinaria. Per me, un’occasione di farla felice e di tenermela stretta lungo il tragitto.
Alla fine dell’inglese, mentre i bambini continuano a cantare e giocare fra loro, mi prendo sempre un po’ di tempo per immergermi in qualche bell’albo illustrato. Do un’occhiata alle novità esposte, tiro fuori dagli scaffali 3-4 libri che mi colpiscono (il tempo a mia disposizione è limitato!), e comincio a leggere.
Ieri, mi sono concentrata su un unico albo, l’ultimo di Beatrice Alemagna, edito da Topipittori, I Cinque malfatti.
Ecco, volevo condividere con voi la sensazione che ho provato in quel momento. Scosse sulla schiena. Brividi fin giù. Ho capito all’istante che si trattava di un albo immenso. Forse al pari di “Che cos’è un bambino?“.
Non so, è presto per dirlo, ho bisogno di tempo per lasciarmelo crescere dentro. Ma di certo c’è che quei cinque assurdi personaggi hanno un potere enorme, ti affascinano, ti fanno ridere e ti convincono che l’umanità è bella perché è varia. E ti rimangono incollati addosso come le fruitjoy sotto al palato. Avete presente? Non se ne vanno. Assicurato. Vi faranno compagnia a lungo. Poi mi saprete dire.
Per convincervi definitivamente, vi consiglio questa intensa e meticolosa recensione del libro di Beatrice Alemagna a cura di Anna Castagnoli, alla quale il libro è stato dedicato.
Qui sotto, potete acquistare i due albi di Beatrice Alemagna di cui vi ho parlato seduta stante.
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