Quando hai tra le mani il libro di cui parlo oggi la prima cosa a cui pensi è “bello”. Bello nei testi, bello nelle immagini, bello nel significato. Un albo davvero speciale. Un’amica psicologa, dopo aver letto un mio post che elogiava questo volume, mi ha detto che lo avrebbe valutato per utilizzarlo durante le sue sedute con le famiglie. Altre amiche maestre lo trovano utile per le attività in classe. Da genitore, posso dire che è semplicemente un invito a valorizzare al meglio l’unicità dei propri bambini.
di Gabriele Clima, illustrazioni di Giacomo Agnello Modica, Edizioni corsare, 2019. Prezzo di copertina: 18,00 euro.
Età di lettura consigliata: dai 4 anni
Il bimboleone e altri bambini racconta come ogni essere umano (bambine e bambini in primis) possa essere unico, senza cadere in giudizi e stereotipi. Per raccontare le peculiarità di ognuno, l’autore usa un espediente particolare, ossia rintraccia analogie tra gli atteggiamenti quotidiani di ogni bambino e i caratteri distintivi di un animale.
E così «C’È IL BIMBOZANZARA mamma mia che tormento! Ti gira intorno, sul naso, sugli occhi» e ZZZZ…ZZZ, ma anche il BIMBOSCIMMIA «che sta sempre appiccicato “E staccati un po’” gli dice la mamma”» e qui scatta il senso di colpa per chi almeno una volta ha detto questa frase al proprio bambino, o almeno l’ha pensata… e poi il BIMBOTALPA, il BIMBOANGUILLA e tanti altri.
E per ognuno viene suggerito, in modo molto delicato, come poter entrare in relazione e in sintonia: una pillola speciale, un consiglio prezioso pensando proprio a quel bambino lì, per far leva sui suoi tratti distintivi e toccare le corde del suo cuore, per far felice ogni bambino sulla terra, col suo carattere unico ma dai tratti ben precisi. Un esempio? «Per far felice un BIMBOFARFALLA devi… lasciarlo volare. Non ingabbiarlo, non usare un retino. Potrebbe non volare più».
L’autore si rivolge ai lettori in maniera dolcissima, molto empatica. Non giudica, sembra quasi dare per scontato il fatto che nel mondo esistano bambini di ogni tipo e che ognuno di essi è speciale proprio perché è fatto così, unico nel suo genere. Il testo non casca mai nello stereotipo perché è ben chiaro che l’intento è quello di voler dare una connotazione positiva al carattere di ognuno, per imparare a trattare ogni bimbo per quello che è, toccando le giuste corde. E ricordiamoci poi che un bambino, come anche un adulto, spesso cambia il suo modo di porsi con gli altri e di stare al mondo in base al contesto in cui si trova. È quindi assolutamente possibile che il suo modo di sentirsi cambi, un giorno toro e un giorno peluche, per esempio.
Il libro è rivolto ai bambini, che possono così riflettere e indagare a fondo su loro stessi e le loro qualità e, nelle diverse descrizioni, identificare sé stessi ma anche i propri pari, trovando inoltre chiavi di lettura dei comportamenti più o meno tangibili. Allo stesso tempo è rivolto agli adulti, che attraverso queste pagine possono ricordarsi che tipo di bambini sono stati, ma anche osservare con concentrazione i propri figli, rendersi conto che ognuno ha il suo carattere. Sono fatti così, possiamo aiutarli a crescere nella propria autostima facendo leva su ciò che li rende unici e magari approfittare dello “strumento libro” per relazionarsi con loro su questa dimensione, cercando di capire insieme in quale animale il bambino si identifica di più.
L’albo si presta bene alle letture animate come alla messa in scena di drammatizzazioni. Io e mio figlio grande, per esempio, ne abbiamo fatto un piccolo teatrino, cogliendo nel frattempo l’occasione per insegnare i versi degli animali anche al piccolo di casa.
È un volume di grande formato. Le pagine bianche fanno da sfondo e danno ben risalto a testo e immagini. In copertina, naturalmente, c’è il BIMBOLEONE: un leone accucciato a terra con in groppa un bambino che sembra tenerlo per la criniera, pronto all’avventura. Entrambi sembrano ruggire, fieri, decisi. Arrabbiati? Forse no…
Ogni volta che si gira pagina si trova una doppia tavola dove viene presentato un bimbo/animale, con immagini e testi. E se le prime occupano una posizione e un ingombro differente, a volte sono piccole altre grandi (a tutta pagina con il BIMBOPELUCHE), il testo mantiene la stessa struttura, ripetitiva nell’impostazione, un aspetto, quest’ultimo, particolarmente apprezzato dai bambini, che nella ripetitività sentono di poter fare previsioni e di essere entrati nel “meccanismo del libro”. La ripetizione permette di interiorizzare schemi e concetti.
I testi sono lineari e semplici, frasi brevi, con qualche onomatopea per rafforzare il carattere o il tratto distintivo del bimboanimale, come la zanzara ZZZ…ZZZ. Le illustrazioni sono meravigliose, grintose, ben definite, colorate senza eccesso. Prevalgono i colori pastello, a volte contrapposti a sfumature più accese e con l’inserimento di tratti di nero (fili d’erba, pieghe delle magliette, capelli). Sulla scena pochi elementi: il bambino, l’animale, qualche oggetto naturale o casalingo come una piantina di fragole o la gamba di un tavolo e, solo a volte, una parte del corpo dell’adulto, solitamente le gambe o i piedi. I bambini sono raffigurati con sguardi o pose che ricordano l’animale a cui sono associati; per esempio il BIMBOSCIMMIA attaccato alla gamba di mamma, il BIMBOPESCE con la testa che spunta dietro a un’ampolla. E il finale? Una sorpresa!
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