Nato dalla collaborazione fra la casa editrice Editoriale Scienza e il blog Archeokids, che si propone di raccontare l’archeologia ai bambini, il manuale del giovane archeologo “Scava con archeokids”, di cui vi parlo oggi, è davvero una bella scoperta ed è uscito da poche settimane in libreria.
I cinque autori sono dei veri archeologi e la loro competenza traspare nitida dal modo in cui hanno impostato sia il blog che il libro. In quest’ultimo si avvalgono anche della mano di Stefano Tognetti, che ha già collaborato altre volte con questa casa editrice e che si occupa di rendere divertente e accattivante la scienza con illustrazioni spassose.
di Giovanna Baldassarre, Elisabetta Giorgi, Samanta Mariotti, Nina Marotta e Francesco Ripanti, ill. Stefano Tognetti, Editoriale Scienza, 2021
L’archeologo è un mestiere che molti bambini prima o poi sognano di fare, ma in particolare dopo gli otto anni, quando a scuola si cominciano a studiare le civiltà, la curiosità per le scoperte e per gli aneddoti legati ai reperti delle antiche civiltà prende consistenza e questi diventano argomenti in cui diventano dei veri esperti.
Con la mia famiglia sono andata di recente al museo egizio di Torino proprio per consacrare la quarta elementare e gli Egizi appena studiati da mio figlio, ed è curioso come anche lì abbiano deciso di suddividere l’impressionante mole di reperti non solo per epoche storiche, ma creando anche delle sale intere dedicate alle varie campagne di scavo in cui sono stati ritrovati. Ho trovato interessantissime le foto in bianco e nero dei siti archeologici di fine ‘800 o dei primi anni del ‘900 perché mi è risultato chiaro come, lavorando senza alcuna comodità, era l’amore per la conoscenza che spingeva gli archeologi a soffocare nel deserto, affrontando malattie, fame, condizioni di vita precarie, esclusivamente per poter rivendicare la scoperta di nuove conoscenze su determinate civiltà.
Il lavoro dell’archeologo è molto duro anche ai giorni nostri, ci vuole una buona resistenza fisica e tantissimo amore per ciò che si fa perché i risultati non arrivano con facilità, ma è intuitivo comprendere perché i bambini ne subiscano il fascino: scavare, spennellare, scoprire sono attività che divertirebbero anche i più pigri e in questo volume i nostri archeologi moderni vogliono proprio soddisfare tutte le curiosità in modo scientifico.
Il linguaggio utilizzato è pertinente e molto specifico, ma non si ha l’impressione di leggere un noioso libro puramente nozionistico: ci sono giochi, esperimenti, prove e moltissime illustrazioni dettagliate, ma spiritose, che mantengono viva l’attenzione. Molto carino per esempio è l’esperimento pratico del panino da mangiare uno strato per volta per rendere l’idea del metodo stratigrafico utilizzato per scavare, oppure quello dello scotch su uno scatolone per fare capire cosa si intende per “traccia negativa”. C’è poi una sezione dedicata ai siti archeologici più suggestivi come Pompei, che è utilissima per darci la misura di quanto la storia sia intorno a noi ogni giorno. I nostri bambini vivono in un paese ricchissimo di storia millenaria e si può dire che davvero ovunque si possano trovare reperti storici ed è una fortuna che non tutti al mondo hanno.
Le fotografie tratte anche da siti archeologici come quelli peruviano di Machu Picchu o turco di Issarlik (conosciuta da tutti come Troia, teatro della guerra tra Achei e Troiani) provano a far germogliare la voglia di viaggiare e scoprire di persona questi luoghi meravigliosi e pieni di storia.
Credo però che in tutto il libro l’idea di fondo che si vuole trasmettere è quella che ovunque ci si trovi il piccolo archeologo che abbiamo dentro può trovare da fare. In qualsiasi oggetto usato possiamo ricercare tracce del suo passato e del nostro. Ci sono un paio di pagine che insegnano per esempio a “leggere i muri”, ovvero cercare i segni delle trasformazioni come finestre murate o materiali da costruzione diversi e propone, come attività, di cercare e fotografare un edificio che mostri tali segni e riprodurre le trasformazioni disegnandole ed evidenziandole con colori diversi.
Quindi se c’è nei vostri bambini l’amore per la storia e la curiosità per il mondo che ci circonda trovo che questo libro potrà essere per loro un regalo più che adatto, ancor di più in estate in cui si visitano luoghi nuovi in vacanza, si sta all’aperto e si ha tempo da dedicare a piccole passioni o curiosità che, non si sa mai, potrebbero germogliare e diventare per loro un mestiere in futuro.
L’impegno che richiede non è eccessivo, sono 93 pagine intervallate da giochi ed esperimenti ed è uno strumento agile da portare con sé in vacanza e da “usare” in molti momenti per sfruttare a pieno il taglio ludico, ma didattico, con cui la casa editrice lo propone ai bambini.
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