Alcuni mesi fa ho partecipato a un incontro di formazione per lettori volontari organizzato da Nati per Leggere, a cura di Alfonso Cuccurullo. Una giornata full immersion in cui sono state affrontate tante tematiche: dalla presentazione del progetto ai suoi attori (pediatri, bibliotecari, educatori, genitori ecc.), dall’importanza della lettura ad alta voce in età precoce agli innumerevoli benefici per i bambini, dal repertorio di letture da proporre ai piccoli ascoltatori, all’interazione coi genitori.
Fra tutti gli argomenti presi in esame, uno in particolare ha messo in difficoltà i partecipanti: il ritmo emotivo nei libri per bambini.
Ma andiamo per gradi. Alfonso ci ha svelato i “segreti” per realizzare una lettura ad alta voce ai bambini come si deve, indicandoci alcuni elementi fondamentali per assicurare una buona riuscita:
Fin qui, tutto piuttosto chiaro. Poi, scendendo nel dettaglio, prendendo in esame i vari albi illustrati e le reazioni che suscitano in ciascuno di noi, Alfonso si è soffermato sull’importanza del ritmo emotivo, e ha spiazzato tutti con la seguente affermazione: “Ognuno di noi ha 3 ritmi emotivi“. Ah sì? Pausa. Silenzio in sala. Sopracciglia alzate. Una mano si alza dalla seconda fila (la mia): “Ma cos’è il ritmo emotivo?“.
Il ritmo emotivo viene espresso dall’emozione che si prova leggendo. A seconda del tipo di emozione che avvertiamo, che suscitano in noi i testi e le illustrazioni, la nostra velocità di lettura cambia. In particolare, si avrà:
Ciascun libro è caratterizzato da un ritmo emotivo principale e da pagine in cui i ritmi cambiano, per lasciar posto ad altre emozioni. E ognuno di noi, quando si emoziona, passa da un ritmo emotivo all’altro con naturalezza.
Un lettore esperto è in grado di riconoscere il ritmo emotivo primario di un libro a colpo d’occhio, guardando la copertina dell’albo.
I colori scelti, il tipo di illustrazione, la grafica, oltre che naturalmente la storia, concorrono a determinare il ritmo emotivo principale dei picture book. Per esempio, il rosso è generalmente associato al ritmo 2; il bianco, al ritmo 0; disegni neutri e rassicuranti, al ritmo 1.
Selezionando un po’ di albi dalla mia libreria, mi sono divertita ad associare a ciascun libro il corrispettivo ritmo emotivo (spero di non aver sbagliato).
Ecco quello che ne è venuto fuori:
In conclusione, credo sia ormai chiaro che leggere ad alta voce ai bambini richiede partecipazione emotiva sincera, non una modalità di interpretazione costruita e fredda. Non si deve recitare, ci si deve emozionare. Ecco perché la scelta del libro giusto è fondamentale. Mai proporre ai bambini dei libri che non capiamo o che ci lasciano indifferenti.
Vi saluto con una domanda: e ora che avete capito cos’è il ritmo emotivo nei libri per bambini, ne terrete conto nelle vostre prossime letture?
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