Il Signor Fortunato è un uomo ricco, molto ricco, e possiede talmente tante cose da non poterle usare tutte, neanche se vivesse molte vite. La sua casa è grande in maniera smisurata, ma ciò è inevitabile per contenere tutti i beni che accumula. Mobili antichi, gioielli, opere d’arte, in soffitta una giungla tropicale e in cantina una pista da sci sono solo alcuni dei beni di cui si circonda.

Il Signor Fortunato

di Daniele Movarelli, illustrato da Alice Coppini, EDT Giralangolo, 2018

Età di lettura suggerita: dai 5 anni

Il giardino del Signor Fortunato non è un giardino qualsiasi con fiori, alberi e panchine per riposare e godere d’un momento all’aria aperta, ma vi si possono scorgere un lago con un galeone, uno zoo, un villaggio di gnomi e un razzo per andare su Marte.

Per non parlare dei mezzi di trasporto che colleziona, tra i quali tre mongolfiere e un sommergibile! Eppure lui esce sempre con la sua auto sportiva rossa fiammante. Naturalmente il Signor Fortunato possiede anche una notevole quantità di armadi stracolmi di abiti e cappelli.

Il nostro protagonista accumula, accumula, accumula e non si accorge di cosa accade fuori dal suo mondo costipato di beni. In fondo è un uomo solo e forse non è poi così fortunato.

Un giorno, un fortuito evento sconvolge la sua solitaria routine. Una folata di vento fa volare il suo cappello e dà inizio a un folle inseguimento per recuperarlo. A furia di inseguire, il nostro protagonista si ritrova di notte solo e disorientato in un grande parco. Poi, la mattina, al suo risveglio, si accorge che qualcosa è cambiato:

«un enorme guscio di lumaca era comparso sulla sua schiena» e a causa di questa ingombrante presenza, tutte le sue cose diventerano di colpo inaccessibili.

Sconsolato, il Signor Fortunato inizierà a guardarsi intorno e a osservare il mondo che lo circonda, scoprendo che le persone sono vive, si divertono, si abbracciano, piangono e ridono.

Scoprirà anche che la sua nuova “casa”, il guscio, può contenere soltanto lui, la cosa più preziosa che possieda! È a questo punto, libero da orpelli, che un sorriso beato finalmente apparirà sul suo viso!

Il Signor Fortunato è un racconto dal tocco lieve che nulla toglie alla serietà del tema: essere o avere?

Cosa ci definisce? Quello che siamo o quello che possediamo? Serve l’attaccamento agli oggetti? La felicità è fatta di metalli preziosi e possedimenti o sta nella semplicità degli affetti e delle piccole cose quotidiane che ti donano un sorriso?

Daniele Movarelli riesce a rispondere a queste domande con tocco fanciullesco senza scivolare nella banalità, sempre in agguato quando si affrontano temi impegnativi con i bambini, e ci regala un personaggio che, come Gregor Samsa ne Le Metamorfosi, subisce una trasformazione che lo condurrà a ritrovare sé stesso, comprendere il senso della vita e ridimensionare il valore delle cose.

Un archetipo al quale l’autore ha dato una connotazione positiva.

Perdersi per ritrovarsi, lasciarsi alle spalle i beni materiali, sembra avere prodigiosi effetti liberatori che donano sorrisi beati e un grande senso di pace.

Le illustrazioni di Alice Coppini accompagnano il testo e completano la narrazione con uno stile accattivante che coniuga schizzi con tratti quasi grezzi e colori stesi pittoricamente. Il risultato è gioioso e spiritoso. Tavole affollate, con citazioni colte, rendono perfettamente l’idea dell’accumulo senza risultare affastellate. Alice è bravissima a stare al passo con la narrazione e a cambiare registro, senza snaturare la sua cifra, in una narrazione dinamica e a tratti comica.

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Francesca Mignemi

Libraia appassionata di letteratura per l’infanzia, sono zia, ruolo che prendo molto sul serio! Promotrice della lettura, lettore volontario Nati per Leggere. Leggo sempre, amo parlare di libri e scriverne! Se mi chiedete di leggere a bambini e adulti io arrivo con una borsa di libri! Da bambina sognavo di diventare giudice minorile, lavorare in un’organizzazione non governativa a tutela dei diritti dell’infanzia, oltre che direttore d’orchestra e ballerina! Dopo un diploma in lingue, studio giurisprudenza poi nel 2000 decido che una delle mie passioni, i libri, diverrà il mio mestiere. Mi formo alla Scuola Librai UEM e seguo i corsi dell’Accademia Drosselmeier: Scuola per librai e giocattolai e centro studi letteratura per ragazzi. Da allora non ho mai smesso di studiare. Ho letto tutto (o quasi) su e di Rodari, Munari, Astrid Lindgren e Jane Austen.

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