Tra i miei ultimi acquisti c’è un libro di Leo Lionni intitolato Il sogno di Matteo, che ho utilizzato come lettura propedeutica ad alcuni miei laboratori sulla storia dell’arte dedicati ai bambini della scuola dell’infanzia.
Leo Lionni si è sempre distinto per la sua poliedricità, infatti fu pittore, art director, grafico, illustratore e scultore e, fra i suoi numerosi capolavori, non possiamo non ricordare il celebre Piccolo blu e piccolo giallo, pubblicato nel 1959 e ritenuto un caposaldo della letteratura per l’infanzia.
Per conoscere a fondo la vita di Leo Lionni può essere interessante la lettura del libro Tra i miei mondi. Un’autobiografia, di Leo Lionni (a questo link potete trovare un’esaustiva recensione.
Leo Lionni, Babalibri
Età di lettura consigliata: dai 4 anni
Matteo, in realtà, non comprende il significato di tutte le opere, alcune gli risultano ermetiche. In una sala il piccolo protagonista incontra una topolina che si chiama Nicoletta, anche lei amante dell’arte e, quella notte, una volta tornato a casa, la ritrova in sogno: lui e Nicoletta camminano all’interno di un quadro dove macchie di colore, stelle e luna danzano dolcemente sotto i loro piedi.
Quando si risveglia, e capisce che si trattava solo di un sogno, Matteo si rattrista profondamente… ma qualcosa in lui è cambiato. Tutto ad un tratto la soffitta angusta e polverosa in cui vive gli appare diversa. Il topolino inizia a guardarla con altri occhi e corre dai suoi genitori con una consapevolezza nuova e fortissima: adesso sa cosa avrebbe fatto da grande, il pittore.
La storia avrebbe potuto concludersi qui, ma Lionni vuole essere certo che la volontà del bambino si realizzi. Ci proietta così nel futuro del topolino, dove lo vediamo realizzato e felice: Matteo ha coronato il suo sogno, è diventato un pittore famoso, ha sposato Nicoletta e i suoi quadri sono ricercati e apprezzati in tutto il mondo. Finalmente lui e i suoi genitori possono permettersi di mangiare anche il parmigiano! Gli artisti, dunque, non sono necessariamente degli spiantati, come crede la gran parte della gente.
Amo questa storia perché esorta a seguire le proprie aspirazioni, i propri sogni, anche quando chi sta intorno a noi ci immagina in ruoli diversi da quelli che noi desideriamo ricoprire. Sarebbe bello che fosse nella libreria di ciascun bambino!
A differenza del topino Matteo, che da piccolo non sapeva cosa voleva fare da grande, nell’autobiografia citata in apertura, Lionni dice:
«[…] non c’è da meravigliarsi se, quando mi chiedevano che cosa volevo essere da grande, la risposta era sempre, senza esitazione, “un artista”. Per me, Arte era una parola generosa, che includeva pittura, scultura, canto, suonare il pianoforte, e ora architettura. E artisti erano Le Fauconnier, zio Piet, mia Madre, Van Gogh, Rembrandt, Mondrian, Berlage, Chagall, la persona che aveva dipinto il calendario appeso nella cucina di Oma [nonna, in olandese] Grossouw e i copisti al Rijksmuseum». […]
Le immagini di Lionni non necessitano di essere commentate, sono le sue immagini. Lionni amava Chagall, Klee, Kandinsky, conosciuti grazie allo zio Piet, collezionista di opere d’arte moderna. La conoscenza dell’arte, unita alla passione per la scultura, il design, la grafica e la pittura si uniscono e si fondono, dando vita a illustrazioni che sono profondamente intrise di poesia.
Ho trovato particolarmente significativa la metamorfosi che interessa la soffitta che, nell’incipit del libro, è abitata da una bambola di pezza, una lampada rotta, della carta di giornale stropicciata e tele di ragno. Dopo la visita di Matteo al Museo d’Arte, quando il topino si sveglia dal sogno nel quale incontra Nicoletta ed, insieme, camminano nella grande tela colorata, quella stessa soffitta viene disegnata da Lionni in maniera differente. La bambola di pezza, la carta di giornale, la lampada e le tele di ragno si trasformano in macchie geometriche colorate e tutto appare mutato.
La soffitta, in realtà, non ha subito alcuna reale trasformazione, è rimasta sempre la stessa, ma Matteo, dopo essersi innamorato dell’Arte, ha cambiato il suo modo di vedere il mondo, quel mondo che tanto desiderava visitare.
Trovo semplicemente meravigliosa questa duplice raffigurazione della soffitta, nella quale è racchiuso, a mio parere, il significato più profondo di questo libro, in cui si pone l’accento sulla forza trasformatrice insita nell’Arte, sull’immenso potere dell’Arte stessa.
Se ami l’Arte tutto il mondo ti apparirà diverso.
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