Una copertina affollata di personaggi sportivi in azione e al centro il pesante anfibio al piede di qualcuno in marcia: un soldatino in blu, Il soldatino.
Questo albo illustrato è a dir poco commovente, profondo, eppure lieve: Il soldatino, scritto da Cristina Bellemo e illustrato da Veronica Ruffato, edito da ZOOlibri nel 2020.
Il soldatino pensava, e lo pensava sempre, «un pensiero solo, grande come tutta la sua testa: la guerra».
Una sera nevicava e il soldatino era molto stanco, vide una piccola casa con una piccola luce e ci andò.
«Non aveva mai bussato in vita sua. Solo sfondato porte.» Ma bussò.
L’uomo che gli aprì, il soldatino pensò che fosse il nemico. Però era così stanco che non fece niente, e quando entrò vide il camino acceso e sentì un profumo di buono. Si tolse addirittura l’uniforme. E parlò con l’uomo, mangiarono insieme e suonarono. Nella casa c’era una branda anche per lui, le coperte erano morbide.
I colori degli acquerelli ricordano la plastica dura dei soldatini ma anche il marroncino di un biscotto o di un cotone vecchio. Sarà per il tema della guerra, per la leggerezza del testo e dei personaggi sulla pagina, o per l’azzurro che tranquillizza e incanta, ma questo albo mi ha fatto venire in mente Come una stella cadente, di Rino Alaimo (un albo edito da Picarona, e anche un corto animato, che racconta di come un bambino aspetta il ritorno del suo papà dalla guerra e esprime questo suo grande desiderio a una piccola lucciola sfiduciata scambiata per una stella cadente).
Il carattere del testo piuttosto piccolo e sottile dona ancora più raffinatezza alle illustrazioni, in certi casi è come se si posasse lieve sulla pagina: lo spazio bianco intorno è come se fosse la nostra mente, o il tempo della lettura, il tempo per accogliere le parole, per pensarle.
Il testo procede per frasi brevi, uno stile essenziale; certe parole tipiche della guerra sono in stampato maiuscolo, come UNA BOMBA! o IL NEMICO!
Una caratteristica del soldatino, per come è illustrato, potrebbe venire interpretata inizialmente come uno scarto rispetto al testo, qualcosa che può confondere ma allo stesso tempo divertire: «Il soldatino aveva l’uniforme. E il fucile in spalla.» secondo l’incipit, e poi «stringeva una bomba a mano»; ecco (che strano! si potrebbe pensare) nell’immagine abbraccia una trombetta e nella sinistra tiene una tazza da latte.
Per fare un soldatino non servono per forza una divisa e un’arma: basta la convinzione. Un ruolo ha a che fare coi propri compiti e con le aspettative degli altri; un’identità con quel che si sente di essere e di voler essere.
Per fortuna sul suo percorso il soldatino ha trovato una scappatoia, o meglio: ha incontrato situazioni che hanno scardinato i suoi automatismi, che sono state un decisivo e importantissimo punto di svolta (una svolta tutta immersa nella tranquillità, nella musica, nel buon profumo di cibo, in una casa e nel sentimento di “casa”).
Il soldatino è un poetico e dolce inno alla pace.
Questa la dedica che riporta il sito della casa editrice ZOOlibri: «Dedicato a tutti quei soldatini del quotidiano che non si accontentano di marciare a testa bassa, ma che guardano la vita cercandoci la pace, non la guerra.»
No products found.
C’è una bambina con dei grandi occhiali rotondi, un caschetto di capelli drittissimi e talmente…
Nel giugno del 2023, trovandomi tra il pubblico di un incontro di formazione[1] sulla lettura…
Il giorno in cui il tempo si è fermato è il primo libro di Flavia…
Il coniglietto di velluto - o come i giocattoli diventano veri è l’opera che ha…
Il verme non è di certo tra gli animali più amati dai bambini né tra…
Quali terre e quali sorprese ci sono oltre il confine del visibile? Una bambina, nata…