Qualche mese fa, durante la promozione della guida gratuita “Leggere ai bambini“, che avevo terminato di scrivere da poco, ho ricevuto un sarcastico commento da parte di una “fan” su Facebook.
Il mio messaggio promozionale diceva pressapoco questo (non ricordo le parole esatte): Impara a leggere ai bambini e a selezionare i libri più adatti in base alla loro età.
Il commento ironico (e aggiungerei anche un po’ offensivo) che seguiva, recitava: “Andiamo bene… Semmai INSEGNA a leggere ai bambini… “.
Non vi nascondo che, appena letto il commento, ho pensato: “Mamma mia, che ho combinato? Che pasticcio ho fatto? Ho usato imparare al posto di insegnare? Possibile non me ne sia accorta?
Dopo averci riflettuto con calma, però, ho capito che non avevo fatto nessun grossolano errore. Menomale! Figuraccia scampata.
In realtà è stata l’autrice del commento a fraintendere. Ha interpretato male l’annuncio, credendo che il mio intento fosse quello di voler insegnare a leggere ai bambini (aiutarli cioè a leggere da soli precocemente). Ma il mio scopo non è mai stato quello!
L’esortazione che rivolgo sempre agli adulti (genitori, educatori, operatori culturali ecc.) è quella di leggere ad alta voce ai bambini perché è un’attività dagli innumerevoli benefici (relazionali, emotivi, cognitivi, linguistici). Non ho mai detto (o scritto): “Dovete leggere ad alta voce per far sì che i vostri piccoli comincino a leggere presto, prima della scuola primaria”. Semmai dico l’opposto…: “Continuate a leggere ad alta voce ai vostri bambini anche quando sapranno leggere autonomamente. Mantenete questa abitudine e non vi private di quei momenti intensi di crescita reciproca e condivisione”.
Per convincervi, vi basterebbe leggere l’emozionante Leggimi forte
L’errore commesso dalla signora che ha lasciato il commento sulla fanpage di Milkbook è, in verità, molto diffuso. Tanti, quando si parla di lettura ad alta voce ai bambini, deducono che si voglia avviarli alla lettura autonoma.
Ma quali sarebbero i reali vantaggi di un avvio precoce alla lettura? A che pro dovremmo farlo? Per dimostrare cosa e a chi?
Un conto è assecondare la spontanea curiosità dei bambini, giocare con le lettere dell’alfabeto se mostrano interesse, aiutarli a capire e ad apprezzare la lingua scritta. Un altro è dimenticarsi di essere mamma o papà e trasformarsi in maestri, mettersi a fare lezioni di italiano e di sillabazione.
Condivido in questo senso quanto scrive Mem Fox in Baby Prodigio: “Non dobbiamo sforzarci di dare lezioni ai nostri figli prima che comincino ad andare a scuola: sarebbe davvero il colmo. Se saliamo in cattedra roviniamo tutto perché uccidiamo il divertimento”.
Dobbiamo giocare con i libri, divertirci mentre li leggiamo ai bambini, essere calmi e distesi. Il nostro obiettivo non deve essere quello di insegnar loro a leggere, ma sviluppare un atteggiamento positivo verso la lettura. Tutto ciò favorirà, naturalmente, il loro interesse verso i libri e li porterà a essere ben disposti e curiosi nei loro confronti, desiderosi di imparare a leggere da soli (nei tempi giusti).
Non è importante che inizino presto a leggere, quindi, ma che considerino la lettura un’attività bella ed emozionante. E riuscire a leggere da sé, in questo modo, diventerà una sfida che vale la pena di essere affrontata (e vinta).
Voi come vi comportate? Quando leggete ad alta voce ai vostri figli di 4-5 anni fate un po’ i maestri? Insegnare a leggere precocemente secondo voi è importante?
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