Interviste

I fumetti di Sarah’s Scribbles: intervista a Sarah Andersen

di Rossana Cavallari

Crescere e diventare grandi non è semplice e, a casa nostra, i libri sono sempre fonte di ispirazione, oltre che strumenti per trovare risposte alle mille domande che mi faccio vedendo mia figlia cambiare. L’età dell’adolescenza non si è ancora affacciata, ma da mamma cerco di prepararmi in anticipo, e una delle mie più recenti fonti di ispirazione è la serie di fumetti Sarah’s Scribbles: strisce ironiche, acute e irriverenti, che raccontano il mondo visto dagli occhi di una ragazza, con tutti i suoi pregi e le sue difficoltà.

Sarah’s Scribbles è una serie di ispirazione autobiografica nata dalla penna di Sarah Andersen, eclettica illustratrice e fumettista americana pubblicata in Italia da BeccoGiallo, che recentemente ho avuto il piacere di intervistare.

Sarah Andersen

Intervista a Sarah Andersen, autrice di Sarah’s Scribbles

Sarah, iniziamo dalle tre parole che sceglieresti per farti conoscere meglio ai lettori di Milkbook. Quali sarebbero?

Dovendo scegliere direi che sono onesta, divertente e piena di speranza.

“Crescere, che palle!”, “Un grosso morbidoso bozzolo felice” e “Tutto sotto controllo!”: sono loro i libri che mi fanno vedere l’adolescenza in modo diverso. Tre diverse raccolte unite dallo stesso personaggio. Ci racconti come è nato questo progetto editoriale?

Fin dai tempi del liceo ho utilizzato i fumetti per parlare di me, ma è stato durante il secondo anno di università che ho deciso di dedicarmi seriamente ai webcomics, così ho iniziato a lavorare sodo per perfezionare il mio disegno. Mi sono ispirata a Calvin & Hobbes e al film “Ponyo” di Hayao Miyazaki, poi sono arrivati i libri che hai nominato e che in molti conoscete.

Scrivere di adolescenti oggi non è facile. Il rischio di scrivere e parlare per luoghi comuni o stereotipi è evidente. Tu, invece, sai essere sincera e ironica utilizzando la tecnica narrativa del fumetto. Sono questi gli elementi di successo dei tuoi libri?

Quando ho iniziato a disegnare questo fumetto avevo quasi 20 anni, per cui forse il personaggio rappresenta più un giovane adulto che un adolescente, anche se il confine è piuttosto sottile. In ogni caso, sia gli adolescenti che i giovani adulti sono spesso fraintesi. Ho dedicato proprio uno dei miei ultimi fumetti, ”Teenagers”, al modo in cui i teenager vengono presi poco sul serio quando si impegnano sul lavoro o, ad esempio, nell’attivismo politico. Penso che la chiave per scrivere e parlare ai giovani in maniera convincente sia prendere spunto da reali esperienze personali, da qualcosa di autentico: le persone riconoscono l’autenticità ed è più facile che si emozionino quando sono certi di leggere una storia vera. Ecco, credo che il successo del mio fumetto venga da qui.

interni di “Tutto sotto controllo!”, Sarah Andersen, BeccoGiallo. 2018

 

Come nasce un fumetto dei tuoi?

I fumetti sono un modo per prendere in giro il mondo che mi circonda, e allo stesso tempo per comprenderlo meglio. Questo il mio punto di partenza.

Tu sei un pochino la protagonista dei tuoi fumetti?

Assolutamente sì. I sentimenti della protagonista sono esattamente i miei.

Che adolescente è stata Sarah Andersen?

Forse un’adolescente un po’ disadattata. Non avevo una compagnia numerosa e nemmeno compagni ribelli. È stato proprio in quella fase che le idee di Sarah’s Scribbles hanno iniziato a prendere forma.

interni di “Tutto sotto controllo!”, Sarah Andersen, BeccoGiallo. 2018

E come si diventa una giovane artista che disegna bellissimi fumetti che parlano di giovani?

Come dicevamo prima, spesso i cliché e gli stereotipi non sono adatti a descrivere le cose in maniera accurata. Gli adolescenti sono complessi. A un giovane artista consiglierei di evitare mode e tematiche di tendenza: riflettete piuttosto sulle vostre vite e disegnate ciò che vedete realmente intorno a voi. O magari quello che vi piacerebbe vedere.

Se dovessi pensare a un libro che vorresti scrivere da grande, quale sarebbe il tuo sogno?

Mi piace la saggistica. All’università dedicai alcuni articoli storici di saggistica ad antichi edifici di Baltimora, nel Maryland; mi piaceva l’idea di raccontare la loro “vita” ricostruendo quello che era accaduto al loro interno. Tutto ciò può sembrare molto diverso dai fumetti, lo so, ma provo un gusto particolare nel raccontare la storia per quella che è stata, né più né meno. Dunque sì, fondamentalmente mi piacerebbe scrivere un libro di storia. Devo solo trovare il soggetto giusto.

In Italia sei edita da BeccoGiallo, casa editrice indipendente sempre alla ricerca di novità e attenta ai temi sociali. Cosa legge, invece, Sarah nel tempo libero?

Un sacco di libri che trattano questioni sociali! Quest’anno mi appassionano molto sia la storia che la politica, perché sento l’esigenza di capire cosa sta succedendo. E poi, naturalmente, leggo tanti fumetti che restano i miei libri preferiti quando ho voglia di evadere dalla realtà o anche solo per puro piacere. Se volete conoscere la lista di tutto ciò che ho letto fino ad ora, quest’anno, potete trovare tutti i miei suggerimenti su Goodreads.

interni di “Tutto sotto controllo!”, Sarah Andersen, BeccoGiallo. 2018

Regaleresti 3 consigli di lettura ai nostri piccoli lettori?

1) Leggere per puro divertimento e trovare piacere nel leggere vi farà leggere di più.

2) Prendete in considerazione gli audiolibri: rendono altre attività, come riordinare la propria stanza (ma anche disegnare!) molto più divertenti.

3) I libri non sono fatti per rimanere perfettamente integri: il libro è più bello quando ha le pagine con le orecchie, o è pasticciato, sottolineato, personalizzato.

Da ultimo un pensiero per i nostri adolescenti in crescita con un sacco di curiosità.

Trovate qualcosa che amate e inseguitelo con tutte le vostre forze!

Puoi acquistare “TUTTO SOTTO CONTROLLO!” in uno di questi store:

Rossana Cavallari

Giornalista attualmente impegnata sul fronte della comunicazione etica e lettrice compulsiva per passione, adoro da sempre i libri per bambini che acquistavo ancor prima di diventare mamma io stessa di una bimbetta sorridente di sei anni. Se poi i libri sono editi da case editrici indipendenti, sono curati e particolari allora trovano in me l'acquirente perfetta.

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