L’isola è un silent book realizzato con uno stile onirico ed elegante. Gli autori sono padre e figlia: Ronald Tolman, noto e stimato pittore e scultore olandese, e Marije Tolman, illustratrice di professione. Insieme si sono già distinti nel panorama della letteratura per l’infanzia vincendo nel 2010 il “Bologna Ragazzi Award” con un altro sbalorditivo albo illustrato senza parole, La casa sull’albero, una intensa storia per immagini di solitudini, arrivi e partenze.
L’Isola si sfoglia una prima volta e già è impossibile non venirne catturati: la grafica è raffinata, tratteggiata con colori diversi ma uniti con sapienza. Ma una volta non basta, e si torna a girare le pagine e il nostro sguardo cade sul protagonista, un orso bianco. Curioso, sensibile ci regala un’immagine di pacatezza e calma.
Dapprima, su due pagine, appare un’enorme nuvola ed è lì che l’orso si arrampica per poi immergersi su un’isola e dar luogo a una serie di incontri sempre diversi, sempre toccanti… Infiniti pinguini su una distesa di giallo, poi l’orso si tuffa in mare e raggiunge una palafitta che, per gioco, diventa una ruota su cui l’orso s’incammina con altri animali, fantasiosamente riuniti: scimmia, scoiattolo e un tucano. Questa volta una distesa di rosso.
Ma l’orso non sembra volersi fermare e prosegue: altri incontri e finalmente – a dorso di un ippopotamo – intravede e raggiunge l’isola.
Un senso di sospensione ci accompagna pagina dopo pagina, quasi percepiamo l’attesa di qualcosa, forse di qualcuno; ma non ci coglie la fretta perché la storia si lascia raccontare da sé e ci regala un dolce finale.
Un albo in cui nulla disturba la nostra attenzione; fin dalla copertina gli autori sembrano invitarci a leggere con calma; per le prime pagine e i risguardi di copertina sono state scelte tinte rilassanti, successivamente i colori si animano, sino al culmine dell’ultima immagine su doppia pagina: blu e rosso.
Anche le espressioni del protagonista trasmettono quiete, l’orso non freme ma va in cerca, serenamente.
L’isola è un albo che non necessita di essere immaginato con le parole, è ottimo da lasciare nelle mani dei bambini per lasciargli gustare ogni particolare: i colori, gli animali che orso incontra, le strane costruzioni su cui si arrampica.
Come ogni silent book di qualità le illustrazioni parlano ai bambini – ma anche all’adulto – non resta che ascoltarle in silenzio. Poi si ripone l’albo sul comodino, pronto per soccorrerci nei momenti di frenesia e regalarci un attimo di requie.
Questa volta ho rinunciato a godere della lettura condivisa e ho preferito offrire L’Isola ai miei bambini: “Avete voglia di dargli un’occhiata e dirmi che ne pensate?”. Capita talvolta che, prima di scrivere di un libro, chieda loro un parere: hanno occhi e orecchie allenate all’ascolto e, se qualcosa non li convince o se una pagina li colpisce particolarmente, mi fa piacere ascoltare le loro impressioni. E loro si sentono incoraggiati ad esprimersi e… a criticare, talvolta!
Per L’isola il commento è stato: “Bello!”, ho insistito: “Bello come?”. “Mamma è bello leggerlo”.
Come si leggono i libri senza parole?
C’è una bambina con dei grandi occhiali rotondi, un caschetto di capelli drittissimi e talmente…
Nel giugno del 2023, trovandomi tra il pubblico di un incontro di formazione[1] sulla lettura…
Il giorno in cui il tempo si è fermato è il primo libro di Flavia…
Il coniglietto di velluto - o come i giocattoli diventano veri è l’opera che ha…
Il verme non è di certo tra gli animali più amati dai bambini né tra…
Quali terre e quali sorprese ci sono oltre il confine del visibile? Una bambina, nata…