Letture per bambini

Crescere, superare le paure, vincere sfide grandi

E anche questa volta Camelozampa si conferma una casa editrice molto attenta e preziosa. Penso a autori come Jimmy Liao, Anthony Brown, Quentin Blake. Da quest’anno in catalogo c’è anche la pluripremiata Mélanie Rutten, col titolo L’ombra di ognuno (l’originale, nell’edizione francese, è L’ombre de chacun, la traduzione è di Sara Saorin), tra i finalisti al Premio Andersen 2021 come miglior libro 6/9 anni.

È un albo, L’ombra di ognuno, che parla della paura e della voglia di crescere, è una storia che sa toccare il cuore ma anche tutto l’universo, con immagini che appartengono al mondo delle cose semplici e insieme al mondo onirico.

È un albo di 56 pagine da leggere lentamente, suddiviso in capitoli dedicati ciascuno a un personaggio, a un tema o a un episodio.

Le illustrazioni sono in alcuni casi a pagina intera, spesso in piccoli formati che sembrano bolle di sapone brillanti o nuvolette. Si tratta di illustrazioni a inchiostro di china e acquerelli, che rendono le figure morbide e vive, a tratti trasparenti e luminose.

«È la storia… di un Cervo preoccupato, … di un Coniglietto che vuole diventare grande, … di un soldato in guerra, … di un Gatto che fa sempre lo stesso sogno, … di un libro che vuole sapere tutto, e di un’Ombra.»

È una storia di cambiamenti, intensa e affollata di personaggi e intrecci.

È una storia di formazione, nella quale ciascuno attraversa le sue paure e ne esce diverso; è come scalare un vulcano e vincere, e si tratta di una vittoria di squadra, perché se le proprie paure le si supera da soli, si può anche essere da soli insieme, che è più bello, più rassicurante, più facile.

Coniglietto vive col Cervo e vorrebbe stare sempre con lui; è pieno di amore e di paura e un giorno decide di imparare da solo a diventare grande, visto che presto o tardi il Cervo lo lascerà comunque.

Sulla sua strada incontra il Soldato, un tipo sempre in guerra che però decide di continuare il viaggio insieme. A loro si aggiunge il Gatto, uno molto alto e serio che ha perso il suo pallone da calcio. Ognuno si porta dentro le sue paure, però sono insieme.

Il Soldato è il più arrabbiato, in bilico tra solitudine e bisogno di appartenere: propone una volta al Coniglio di abbandonare il Gatto, e quando troveranno un uovo (inizialmente scambiato per il pallone da calcio) farà lo stesso. È il Coniglio il più spontaneo e generoso, sentirà che nell’uovo c’è vita e sceglierà di proteggerlo.

Il loro obiettivo sarà poi scalare il vulcano, con tutti i significati simbolici che racchiude. E il loro legame si farà più profondo, si scopriranno, si scontreranno.

Dall’alto, tra le stelle, li protegge l’Orsa. Mentre sullo sfondo c’è sempre un’ombra.

Incontreranno anche il Libro, curioso e chiacchierone, che dirà loro di avere a sua volta incontrato il Cervo. E conosceranno da vicino anche l’ombra misteriosa.

Un capitolo si intitola crescere, è quello in cui salgono il vulcano e si chiedono che cosa mai significhi, crescere:

«Quand’è che si sa di essere diventati grandi?» chiede il Coniglio.
«Quando si sa fare e disfare i nodi» dice il Soldato.
«No, quando si è innamorati» risponde il Gatto.
Il Coniglio pensa che sia quando si è capaci di costruire una casa.

Ci sono altri personaggi in controluce: le case. Ci sono case da costruire con legnetti di fortuna, case abbandonate, case immaginate o disegnate sulla sabbia con una spada, c’è una casa che all’improvviso Coniglietto si sente crescere dentro e una casa da cercare per proteggere l’uovo. Ci sono anche le porte di una casa da aprire, per arrivare fino in fondo a un sogno e scoprire così momenti speciali e qualcosa di sé stessi.

Perché casa è anche un luogo dentro di noi, che ci abita e dove abita la nostra ombra, che forse per una volta non è una parte di noi oscura, da temere, bensì una parte danzante, che parla in silenzio e che di noi si prende cura.

Chi ha amato L’ombra di ognuno, o lo amerà, deve sapere che la Rutten non abbandona facilmente i suoi personaggi e dunque questo è il primo di tre albi dove si ritrovano gli stessi luoghi e personaggi. Nel secondo, per esempio, si va un po’ indietro nel tempo per conoscere meglio l’Ombra, che poi è l’Orsa del bosco; per scoprire però che «Non c’è inizio, né fine. Tutto si trasforma, ma tutto resta uguale a sé stesso» [trad. mia].

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Roberta Garavaglia

Classe 1984, laureata in sociologia, mamma, ogni tanto scrive racconti.

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