Letture per bambini

Metafore e immagini commoventi per parlare di Alzheimer ai bambini

Ti ricordi quando…? Quante volte abbiamo dato inizio a una conversazione con questo interrogativo? Quante volte i bambini, anche piccoli, hanno iniziato così una frase? Io direi frequentemente più di quanto, appunto, ricordiamo!

I ricordi sono fotogrammi della nostra storia personale e la memoria ne è il guardiano. In verità siamo dotati di diversi tipi di memoria: a breve termine, a lungo termine, semantica, dichiarativa e poi c’è quella autobiografica. La memoria autobiografica contiene tutti gli episodi che hanno influenzato la nostra vita, eventi importanti nella costruzione di sé. Questi ricordi recano un carico emotivo e sono come le radici di un albero: ci definiscono e sostengono.

Per i bambini è importante il tempo che gli adulti dedicano al racconto della storia familiare e quindi alla rievocazione dei ricordi.

Che cosa accade dunque quando una persona amata, che rappresenta un approdo sicuro, perde quei ricordi comuni? Immagino ci si possa sentire traditi, forse arrabbiati. Non immagino, lo so! Quando mia nonna materna a causa di un’ischemia cominciò a isolarsi a non riconoscermi io mi arrabbiai molto, mi sentii tradita. Era come se guardandomi allo specchio la mia immagine si sbiadisse e i contorni si sfumassero! Al tempo ero adolescente e tuttavia capire era difficile, doloroso.

Fa paura non essere riconosciuto dalle persone amate.

Come spiegare allora a un bambino che una persona cara è affetta da Alzheimer o da demenza? Come spiegare che si può dimenticare tutto?

L’idea è spaventosa anche per l’adulto! Può un libro aiutarci? Come già più volte ho dichiarato non amo i libri a tema. So però, con certezza, che le storie possono essere un buon canale per affrontare alcune tematiche che mettono in crisi e un libro può essere un portale verso un mondo parallelo dove è più semplice svelarsi attraverso i personaggi. Il gusto squisito dell’editore e la cura nella selezione, mai banale, mi hanno dato ulteriore garanzia che si può derogare!

La Marea

Testo Clare Helen Welsh. Illustrazioni Ashling Lindsay. Traduzione Elena Spagnoli. Pulce edizioni, 2019

Età di lettura consigliata: dai 4 anni

La Marea è innanzitutto un albo dalla straordinaria grazia e bellezza, evocativo e commovente. Racconta di una famiglia, dei suoi legami e delle fragilità di ciascun componente, con una storia che invita ad avere un atteggiamento mentale positivo quando ci si trova ad affrontare disagi e malattie.

L’albo narra una giornata al mare in famiglia. Protagonisti una bambina, il suo adorato nonno e la mamma. Il nonno è affetto da demenza senile e quando la piccola inizia a rendersi conto di alcuni cambiamenti nel suo comportamento, si sente smarrita. I momenti di confusione, le dimenticanze e le stranezze del nonno le procurano tristezza e qualche volta la fanno arrabbiare. La mamma utilizzando la metafora della marea le spiega che a causa della malattia i ricordi del nonno sono come le onde del mare che ci vengono incontro per poi ritrarsi a momenti alterni. La nipote impara a sintonizzarsi con la marea, a seguire il flusso e a godere dei preziosi momenti di lucidità del nonno, ma anche di lunghi momenti di silenzio e pace.

Il testo si espande nelle illustrazioni che lo supportano con grande capacità descrittiva. I colori sono brillanti, il tratto è deciso e le atmosfere sono gioiose e fiduciose.

La demenza e l’Alzheimer sono definite malattie familiari in accezione sociologica perché modificano la routine e la qualità delle relazioni. L’autrice in un’intervista dichiara che vedere e leggere in una storia che un bambino si sente triste e spaventato quando uno dei cari perde la memoria e ha momenti di confusione, potrebbe potenzialmente aiutare il lettore a verbalizzare il suo stato d’animo e aiutarlo a capire che non è il solo a provare quei sentimenti. È sempre confortante sapere che a un certo punto qualcuno affronta lo stesso problema.

Puoi acquistare “La marea” nella tua libreria di fiducia o online in uno di questi store:

Francesca Mignemi

Libraia appassionata di letteratura per l’infanzia, sono zia, ruolo che prendo molto sul serio! Promotrice della lettura, lettore volontario Nati per Leggere. Leggo sempre, amo parlare di libri e scriverne! Se mi chiedete di leggere a bambini e adulti io arrivo con una borsa di libri! Da bambina sognavo di diventare giudice minorile, lavorare in un’organizzazione non governativa a tutela dei diritti dell’infanzia, oltre che direttore d’orchestra e ballerina! Dopo un diploma in lingue, studio giurisprudenza poi nel 2000 decido che una delle mie passioni, i libri, diverrà il mio mestiere. Mi formo alla Scuola Librai UEM e seguo i corsi dell’Accademia Drosselmeier: Scuola per librai e giocattolai e centro studi letteratura per ragazzi. Da allora non ho mai smesso di studiare. Ho letto tutto (o quasi) su e di Rodari, Munari, Astrid Lindgren e Jane Austen.

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