di Rossana Cavallari
Ecco il libro che cercavo da tempo, un vero e proprio manuale che rispecchia la mia passione per la scrittura, opera della bravissima calligrafa Monica Dengo.
Da sempre credo che scrivere a mano sia un’esperienza necessaria per esprimersi, perché la parola e il segno hanno un legame inscindibile: sono elementi diversi tra loro, ma legati strettamente, l’uno il risultato dell’altro.
ideato, scritto e illustrato da Monica Dengo, edito da Terre di Mezzo, 2017
Scrivere a mano è un atto creativo e significativo che assume ancora più valore oggi, epoca in cui tendiamo a non farlo quasi più, avendo la possibilità di scrivere attraverso i dispositivi tecnologici. Computer, tablet e cellulari, però, a fronte di comodità e velocità, ci inducono ad avere una scrittura sciatta, poco attenta e, in alcuni casi, di scarsa qualità perché istantanea.
Spesso sulle chat e nelle conversazioni on line si scrive quello che si pensa in quel preciso momento senza lasciare il tempo alla riflessione o alla semplice rilettura. E il risultato è uno scempio della nostra lingua.
Io mi definisco analogica nel mondo digitale perché ho ancora bisogno di scrivere con carta e penna i contenuti che mi vengono richiesti ed è un esercizio, questo, che suggerisco anche alle persone che incontro ai miei corsi di formazione. Prima di scrivere qualcosa che sia definitivo, insegno a strutturarlo su un foglio perché il procedimento di consapevolezza che si viene a creare è molto diverso da quello che si ha quando si scrive direttamente su un tablet, un pc oppure un telefono.
Lascia il segno di Monica Dengo propone un percorso di allenamento alla scrittura a mano che si può sperimentare in prima persona con praticità, facendoci ricordare quanto la nostra lingua possa essere ricca e stimolante.
Pensiamo alle forme, alle lettere che si uniscono e si legano tra loro, all’andamento che possiamo dare alle parole, al ritmo di una frase, alla morbidezza del corsivo piuttosto che alla struttura dello stampatello… tutte caratteristiche che spesso non ricordiamo più.
Ascoltiamo la mano che scrive, il suo bisogno di scaldarsi prima di iniziare a lavorare, prendiamoci il tempo per lasciare arrivare i pensieri e trovare le giuste parole.
Scrivere a mano diventa un rito che ci obbliga a vedere i nostri contenuti e il nostro modo di voler comunicare da un punto di vista differente.
L’autrice ci guida, passo passo, facendoci riscoprire quello che già conosciamo (perché lo abbiamo imparato da piccoli) e che poi abbiamo trascurato oppure semplicemente modificato nelle abitudini.
Scrivere a mano significa avere cura del segno, gentilezza ed eleganza. Lo scrivere bene “con bella grafia”, come si diceva un tempo, qui torna a essere valorizzato.
Questo libro mi ha dato anche l’occasione di proporre alcuni esercizi a mia figlia e ai suoi amici, spinta dal voler osservare la loro reazione davanti a questa nuova prospettiva.
E loro (ne ero sicura), non solo si sono divertiti ma hanno scoperto un approccio altro alla scrittura, differente da quello scolastico, e più improntato sulla lentezza e grazia dei gesti.
Il libro si presenta particolarmente curato nella scelta del formato e, ovviamente, dei caratteri di scrittura. Al suo interno le spiegazioni si alternano agli esempi e agli esercizi, e la selezione dei colori è intensa e raffinata.
Monica Dengo mette a punto un vero e proprio “training” che inizia con una fase di riscaldamento e, progressivamente, ci conduce verso i tratti, le forme, le maiuscole, il testo con le sue trame.
Un consiglio di lettura nuovo quindi rispetto ad altri che vi ho suggerito, ma che penso possa essere un valore aggiunto per grandi e piccoli. Anzi, soprattutto per i bambini che, mi piace pensare, possano crescere sapendo che scrivere a mano è ancora un atto di fondamentale importanza, da non dimenticare nella velocità del quotidiano.
Monica Dengo è calligrafa, designer e artista. Ha insegnato molto in Italia e all’estero tra cui Stati Uniti, Giappone, Francia, Germania, Belgio, Svizzera. Attualmente organizza laboratori e collabora con la Fondazione dei Musei Civici Veneziani, con il Centro Internazionale Arti Calligrafiche di Arezzo e con l’Istituto Comprensivo di Terranuova Bracciolini, Arezzo.
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